Recensione: Crescent City – La casa di cielo e aria di Sarah J. Maas

La casa di cielo e aria

Bryce e Hunt hanno salvato Crescent City. Si sono presi una pausa nella speranza di potersi godere un nuovo inizio insieme, invece qualcosa nell’ombra non può lasciarli in pace…

Attenzione questo romanzo è stato fornito da Mondadori.

Sembrava ieri che vi scrivevo la recensione del primo volume, invece ci sono voluti 2 anni per vedere il il seguito (e vi avviso già che per il terzo dovremo attendere almeno un altro anno). Già dal prologo si ritorna nel mood Maas: prolissità e erotismo buttato ad-minchiam (termine tecnico) così dalle prime pagine.

Non è cambiato nulla. Dal punto di vista stilistico ci sono davvero troppi dettagli non necessari ai fini della trama, tanto che penso sia proprio una sua scelta narrativa. Probabilmente è anche un modo per creare “confusione” nel lettore che si perde su una moltitudine di descrizioni e storie di fondo. Alla fine si fa davvero fatica a raccontare brevemente la trama di questo libro, perché c’è di tutto.

Dal punto di vista della coppia principale, l’autrice sfrutta al massimo il tira e molla e le attese per lasciare il lettore in attesa di un amplesso. Alcuni passaggi nelle prime pagine preannunciano quanto i due vorrebbero finire a letto, ma no! Non ci è dato di poter godere in breve. Unico aspetto positivo il fatto che si è rischiato il triangolo, ma per fortuna non è stato sfruttato!

Grande spazio è riservato poi a Ruhn che, pian piano, è in grado di entrare nel cuore delle lettrici (e sinceramente a me piace di più rispetto a Hunt, che bello eh, ma alla fine è il solito angelo oscuro, meno pennuti e più elfi!).

Per mio conto questo libro riconferma i pensieri espressi al primo libro. Non credo sia un libro che meriti le pagine su cui è stampato, ma devo confessare che si lascia davvero leggere con piacere, é un’ottima lettura d’intrattenimento. Sconsigliato a chi cerca una lettura concreta e ben editata, non pagine e pagine extra.

 

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    Parto con il dire che questo volume è una lettura che ingrana dopo parecchi capitoli. C’è voluto un po’ perché il mondo complesso mi apparisse chiaro. I personaggi che abitano questa storia sono molti e entrare in empatia con tutti è complesso. Alcuni capitoli interrompono gli eventi degli altri, struttura narrativa geniale e ben gestita, ma che io poco apprezzo. Eppure, una volta entrata in sintonia con i vari protagonisti, è stato un attimo riuscire anche a gustare a pieno regime la storia.

    Non è una storia che si può riassumere in poche parole, così anche i personaggi sono tanti e belli proprio per la loro complessità: la bravura dell’autrice riesce a dipingere pian piano ognuno, fino ad arrivare alla parola fine quasi con dispiacere perché ci si era affezionati. E lo dico chiaramente, si vorrebbe leggere molto altro, o semplicemente si vorrebbe tornare indietro nei capitoli e sperare di trovare molto altro.

    L’ambientazione steampunk è inizialmente molto soft, non facendo cadere questo volume nello stereotipo di un mondo fatto di vapore e rotelle ovunque. Anzi di diversi riferimenti storici contenuti nel volume (come l’ampio approfondimento ai preraffaeliti, nonché il citare Effie Gray, personaggio legato al movimento e poco conosciuto se non a chi ha studiato bene arte) lo portano a mostrarsi per una lettura che è molto più complessa delle immagini che richiama il genere. Lo stile dell’autrice è parecchio ricercato e i dialoghi hanno un sapore ottocentesco, a completamento dell’ambientazione steampunk.

    La scelta di inserire diversi personaggi poi lo rende ideale per chi apprezza non solo il genere, ma anche per chi magari in un primo momento non riesce a creare empatia con il protagonista principale. Per esempio io mi sono fissata moltissimo sulla linea narrativa di Erza Walton e Gràinne Lynch, due personaggi secondari, di cui leggerei volentieri un volume a loro dedicato. I personaggi secondari hanno a volte la forza di togliere la scena a Demetrius e lo fanno in un modo tale che si rimane incollati alle pagine.

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    Il rapporto che l’essere umano ha nei confronti della morte è solitamente dettato dalla paura: non sappiamo cosa ci attende dopo, come sarà e quando avverrà. Per questo affrontare la morte come una professione può far storcere il naso a chi vive ogni giorno relegandola a un evento che non lo toccherà mai, o comunque “not today”, come direbbe Arya Stark. Caitlin ha però un rapporto difficile con la morte ed è proprio passando le sue giornate con i cadaveri che imparerà a convivere con essa.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Carbonio Editore.

    Vi svelo un piccolo segreto. Nel mio piccolo anche io lavoro con i morti. La mia professione a tempo pieno è quello di gestire le spedizioni di aziende italiane verso varie parti del mondo, ma tra questo che ne sono anche alcune davvero particolari: il rimpatrio di salme. Per quanto non possiate capirlo è la parte più bella e unica del mio lavoro. Il mio rapporto con la morte non è semplicemente lavorativo, lo confesso, è una questione morbosa che ha un’origine complicata e molto diversa da quella che porterà l’autrice di questo libro a lavorare in un crematorio. Eppure in lei mi riconosco.

    La morte è un tabù. Eppure Caitlin, protagonista e autrice di quello che trovo sia una via di mezzo tra un saggio e un romanzo, racconta bene come, entrarci in contatto per lavoro, dia grandi possibilità per conoscere la natura umana, fornendo alcuni approfondimenti davvero ben studiati per raccontare l’evoluzione della morte nelle culture. Quando si lavora con la morte si conoscono più persone di quanto si potrebbe pensare. L’ultima strada di corpi ormai vuoti che sanno raccontare e far vivere nuovi momenti, non solo alla protagonista ma anche al lettore. Forse è per questo che chi non ne è mai entrato in contatto, se non attraverso il lutto, non può capire quanto si possa imparare da una salma.

    Nasciamo con un’unica via diretta verso la morte. Che sia lontana o meno, quella è la direzione che tutti intraprendiamo. Eppure parlarne, prepararsi o anche solo celebrarla, è ancora molto difficile anche oggi che siamo nel 2021 e stiamo cercando di lasciarci alle spalle una pandemia che in qualche modo ha toccato le nostre vite e ci ha privato anche di alcune persone. Non so come spiegare quanto sia importante accettare l’inevitabile, e allo stesso modo imparare a sopravvivere alla paura dettata dal fatto che in qualsiasi momento si potrebbe morire. Di certo tra queste pagine potrete vedere con attenzione tutti quegli aspetti fumosi che si nascondono dietro il nostro preferire l’ignoranza, perché le risposte comunque non ci allontanano dalla realtà che moriremo comunque. Eppure arrivare preparati al nostro ultimo saluto al mondo potrebbe aiutare noi stessi, ma anche la nostra famiglia.

    Un “must have” per tutti coloro che passeggiano nei cimiteri e ci vedono arte e mille storie intrappolate nella pietra dei monumenti, a chi la morte non spaventa e anche per chi ne è terrorizzato. Ideale per i curiosi, per coloro che hanno bisogno di leggere qualcosa di davvero unico e particolare.

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