Recensione Watersnakes di Tony Sandoval

Watersnakes

Due bambine che si incontrano e sono pronte a combinare i peggio disastri, eppure una è solo un fantasma. Un re costretto a fuggire e cercare salvezza. È tutto un sogno o forse è solo una difficile realtà da accettare?

Attenzione questo albo è stato offerto da Tunué.

Amo Tony Sandoval e con queste tavole lui ha ricambiato. Ci sono intere pagine che resterei a guardare per ore e ore. Perfette, il suo tratto a raccontare una storia di pargoli molto weird_onirica, quasi fosse partorita dalla mente di un bambino. Già perché devo confessarvi che, per quanto proceda, ogni nuova scena è una scoperta e non sembra seguire una trama: anche alcune azioni dei personaggi sono molto bambinesche strappano un sorriso, perfino nel finale, quando tutto è oscuro e sanguinolento. Gioca con noi lo stesso disegnatore dove in alcune pagine inserisce degli elementi che, per gioco, decorano la pagina (come un pesce o un dente).

Uno dei dettagli che ho apprezzato di più di questo volume è stata la carta. È stata scelta una grammatura interessante e soprattutto opaca. Aprendolo mi aspettavo fosse lucida, invece scorrendole ho capito il gioco fatto dall’editore: le vignette presentano ancora il segno della matita. Con questa carta l’effetto acquarello dei colori si esalta, insomma la carta fa sembrare questo volume composto da tavole originali.

Amo i tratti distintivi dei personaggi, con i loro faccioni immensi, i corpi sottili e longilinei, occhi enormi e distanti; il tutto sempre in contrasto con il mondo degli adulti in cui i grossi visi lasciano spazio a volti caricaturali, dove enormi nasi e infinite rughe definiscono queste facce che non sembrano degne di una loro storia.

Molto interessante la scelta cromatica per le varie avventure: ecco che il nero del polpo è anche il protagonista della palette del mondo onirico, al contrario, nel mondo reale abbiamo toni pastello luminosi.

Un volume davvero fantastico. Unico, speciale e che consiglio agli amanti delle Graphic Novel.

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    Attenzione questa copia è stata fornita da Stefania Siano.

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    Si legge in poche ore, lo si ama, e all’ultima pagina si controlla che non ci sia davvero altro (forse alla mia copia mancano delle pagine? No, mi sto solo illudendo,voglio leggere altro) perché l’autrice ormai ha un percorso chiaro in cui direzionare il lettore e, a noi poveri spettatori, tocca solo pazientare per poter leggere altro.

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    Un racconto breve, bello da leggere e assaporare, di cui si sente una sola mancanza: il seguito. C’è bisogno di un racconto numero tre e quattro (non disdegnerei nemmeno un cinque) che spero arrivino presto.

    Se amate le atmosfere scolastiche da anime/manga non lasciatevi sfuggire questi racconti.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Il problema che tutti incontreranno nel leggerlo, avendo anticipatamente visto la serie tv, è il mega-spoiller che ha saputo fare e che toglie molta suspance a questo volume. Partiamo con il dire che qui la scena è divisa tra, Penelope ormai zitella, e Colin (il terzo Bridgerton) ancora scapolo e senza una chiara direzione da prendere per la sua vita.

    I due personaggi si completano perfettamente e finalmente (rispetto al terzo volume che avevo trovato scialbo) si ritorna alla frizzantezza tipica di Julia Quinn. Penelope con il suo modo ottimistico di affrontare la società che la sottovaluta, contrapposta a Colin, il ragazzo reputato da tutti perfetto che si sente perso senza obbiettivi. Per certi versi ricorda molto il percorso fatto dal fratello Benedict, ma qui finalmente la storia non è un canovaccio così scontato che riprende la versione romantica di Cenerentola.

    Ho parlato di spoiler, ma non vi dirò quale e non aggiungerò altro sulla trama, perché penso sia davvero un peccato che Mondadori abbia aspettato tanto. Fossi stata in loro avrei pubblicato questo volume a inizio dicembre, almeno si poteva avere la possibilità di leggere la serie con questo fondamentale dettaglio.

    Insomma, se avete amato la serie tv, sono certa che vi perderete anche tra queste pagine. Certo, niente duchi, ma fidatevi amerete anche Colin.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Mi spiace dover bocciare a pieno titolo questo volume, ma non posso farcela. Attenzione, della trilogia nel suo insieme ne parleremo dopo per ora analizziamo il volume.

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    Attenzione, questo libro è stato offerto da Stefano Tevini.

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    Un racconto breve ma che come sempre parla delle tematiche outsider care allo scrittore. Come sempre il lato B del mondo è schiaffato nelle sue pagine e mostrato senza alcun tipo di censura; la violenza e l’odio non vengono centellinati, a continuo monito che là fuori esistono davvero delle persone in ombra, la cui scomparsa resta parcheggiata nel dimenticatoio del mondo.

    Una lettura sadica, potente, come solo questo autore riesce a mettere su carta (o in questo caso su e-book); una lettura da gustare tutta, con la sua amarezza, come le immagini crude di una periferia malfamata che scorre fuori dal finestrino del nostro autobus, da cui la guardiamo in totale sicurezza perché sappiamo benissimo che, se dovesse essere la nostra fermata, non saremmo in grado di sopravviverci.

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    Attenzione questo albo è stato offerto da Renoir Comics.

    Empatizzare con questo Tolkien è stato facilissimo. Dalle prime pagine ho sentito l’odore della pipa, i suoni delle poesie in Quenya, fino anche toccare con mano il verde della campagna inglese che tanto ha amato. Questa graphic novel non è qualcosa che va semplicemente ad arricchire i nostri scaffali già pieni di biografie e testi del professore. Al suo interno troviamo una dimensione nuova in cui Tolkien è semplicemente un giovane uomo che davanti alle sfortune, ma anche le difficoltà, è emerso grazie anche al circolo di amicizie vere che aveva trovato.

    Lo stile di disegno è quanto di più lontano si possa associare a lui, eppure è l’unico giusto. Staccandosi dagli stili della terra di mezzo, racconta chiaramente la sua vita, soprattutto i momenti più interessanti come l’infanzia e la sua esperienza sul fronte durante la grande guerra. La copertina mi trasmetteva una storia incentrata solo su quest’ultimo punto, invece quasi metà del volume racconta bene la sua giovinezza e gli studi. Una parte di me avrebbe voluto leggere di più della grande guerra, ma è più una questione di fissazioni. Ultimamente i grandi conflitti mondiali mi suscitano un bisogno di leggere e informarmi di più, non ho mai amato la storia come ora. Non divaghiamo torniamo all’albo. Credo sia inutile dire che questo volume ha materiali e formato perfetti, ma per chi non conoscesse questo editore è il caso di ribadirlo (sul serio non lo conoscere? Urge recuperare!): è così perfetto che quasi avevo il terrore di rovinarlo perché, nelle mie mani, è un autentico gioiello.

    Una volume che è un “must have” per tutti coloro che hanno amato le sue opere. Un albo davvero bello per conoscere la speranza inglese dei primi del novecento che si scontrò con il primo conflitto mondiale. Qualcosa di unico e irrinunciabile per chi, come me, al professore deve davvero molto.

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    L’Adolescenza è fatta di continue scoperte. Anche per Charlie e Nick che stanno cercando di capire come gestire gli altri. Fare coming out non è un dovere, però il segreto della loro relazione sembra pesare molto a Nick, come anche la paura di mettere in difficoltà gli altri.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Il primo pensiero leggendo questo terzo appuntamento con Heartstopper è un po’ all’insegna dello stupore: vi confesso che vorrei davvero che ci fossero adulti così disponibili e pronti a offrire un supporto ai ragazzi che sono o potrebbero essere vittime di bullismo. Ma la realtà è molto meno rosea di quella descritta in questo fumetto. Mi spiace ma è così.

    Lasciandoci alle spalle la parte che un poco va in contrasto con il mondo reale che vedo ogni giorno, ecco che si torna a sognare e a sentire quanto una storia d’amore non abbia bisogno di colori o definizioni. Basta solo l’amore. Non possiamo però negare che questo volume apre la porta a un altro aspetto difficile dei momenti di passaggio della vita: i disordini alimentari e anche l’autolesionismo. È un punto che viene toccato appena appena, ma già promette di farci soffrire tutti.

    In questo volume vediamo che il mondo intorno ai protagonisti è meno “cieco” di quanto sembri, e mi scalda il cuore leggere una storia in cui una relazione come la loro è accolta, con imbarazzo, ma con sincera approvazione.

    Una delle cose che più ho amato di questo volume sono le transizioni di scena: i tagli tra un momento e l’altro sono caratterizzati da una curiosa particolarità: le vignette si trasformano in grafismi che riprendono il contenuto e scemano verso il bianco della pagina vuota. Forse una delle cose più delicate e belle che abbia mai visto in una serie a fumetti, utilizzata non per decoro, ma per tramettere l’emozione di un momento o di un silenzio.

    Che ne sarà di questi due ragazzi che, nonostante la difficoltà di sentirsi accettati, si amano? Già mi sono ritrovata a pormi questa domanda a fine lettura perché ho davvero paura che qualcosa li faccia soffrire, che spezzi questo equilibrio che sembrano aver trovato di pagina in pagina. Insomma resta altro che vogliamo poter leggere.

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