Recensione Mary la ragazza che creò Frankenstein di Julia Sardà e Linda Bailey

Mary la ragazza che creò Frankenstein

Mary è una ragazza che fantastica. Non è come le altre, è la figlia di una grande femminista, sa leggere, scrivere e racchiude in sé il potenziale per poter lasciare il segno nella letteratura.

Attenzione, questo libro è stato offerto da Rizzoli.

Proporre la storia di Mary Shelley per i giovanissimi non è una missione molto facile eppure Rizzoli trova le immagini di J. Sardà e le parole semplici di Linda Bailey che riescono a raccontare la nascita di uno dei mostri più famosi nel mondo dell’orrore.

Partiamo dalle illustrazioni di questo volume. Magnifiche nella loro semplicità, la profondità viene schiacciata e resa dimensionale, a volte solo accennata, e sono i colori a raccontare. I contrasti delle pagine grigie e verdi, dove spicca sempre il rosso dei capelli di Mary, si contrappongono a quelle calde dove con gli altri protagonisti complici della nascita del mostro di Frankenstein Mary sembra perdersi. Questo stile molto particolare mi ha ricordato moltissimo quello di Alberto Pagliaro, anche se invece dell’eccentricità tipica di questo artista, abbiamo invece vignette piene di geometrie applicate anche a elementi della natura, il cui aspetto finale sembra quasi davvero un lavoro fatto da un bambino.

Dal punto di vista della storia, l’autrice si rifà a una prefazione scritta proprio da Mary Shelley tredici anni dopo la prima pubblicazione de “Il moderno Prometeo” (da molti conosciuto con il nome “Frankenstien”) che, adattata al pubblico giovane, racconta di come una ragazza possa un giorno creare una delle storia più iconiche dell’orrore.

Conosco bene i fatti che portarono in Svizzera Mary e il marito, oltre che ai retroscena di quella vacanza dove nacquero non solo il romanzo che fece la fama di questa autrice, ma anche “Il Vampiro” di Polidori da cui Bram Stoker trarrà ispirazione per il suo “Dracula”. Devo dire che l’adattamento per un giovanissimo lettore è ben fatto e non lascia nulla al caso; certo sono omessi i lutti subiti da Mary, i litigi, ma del resto la sua storia diventa una favola per bambini dove ognuna, coltivando la propria fantasia, può arrivare a scrivere una storia unica.

Sono molto legata a questa scrittrice, mi piacerebbe poter raccontare questa vita fatta di testardaggine e unicità ai miei figli; questo credo sia il volume migliore per mostrare che a volte, avere la testa nelle nuvole, potrebbe portarli ben oltre ciò che riescono a immaginare.

Se vi ho incuriosito vi invito a leggere anche le recensioni dei blog che hanno aderito al Review Party:

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