Recensione Accadde in autunno di Lisa Kleypas

Accadde in autunno

Lillian Bowman è una bella ereditiera americana con tutti i difetti tipici delle ragazze libere d’oltre oceano. Un aspetto che fa inorridire Lord Westcliff nonostante inizi a trovare questo fiore selvatico particolarmente interessante…

Attenzione questo libro è stato offerto da Leggereditore.

Nuovo libro e nuova zitella che arriverà a stregare il Lord che lei stessa odia. Si è rivelata una di quelle letture da terminare tutto d’un fiato, che si divora con piacere. L’unico difetto è che l’autrice ha spinto un po’ troppo sul finale. rovinando un poco la figura di St Vincent (che nel terzo volume si redime, ma questa macchia proprio non l’ho ben digerita). Ma andiamo con ordine.

Il personaggio di Lilian è ben tratteggiato e, nella sua “volgarità” americana, crea il giusto contrasto con l’ambiente sofisticato del ton inglese. Il tema centrale è infatti quello di far uscire dal guscio di perfezione e controllo in cui vive Marcus. I matrimoni tra ereditiere americane e lord inglesi saranno sempre più comuni man mano che ci si avvicina al ‘900. Erano molto spesso mossi dalla convenienza, che viene ben accennata con l’entrata in scena di St Vincent: egli incarna il nobile che è in bancarotta, libertino, alla ricerca di una moglie che possa sanare le sue finanze. Abbiamo quindi lo spaccato della nobiltà dell’epoca, divisa tra coloro che hanno il sangue blu, ma i conti in rosso, e i primi lord che si muovono a investire e speculare nei nuovi settori che la rivoluzione industriale sta creando.

Un bellissimo romanzo che si rovina solo con il finale un poco forzato appunto su St. Vincent. Sarà infatti anche il protagonista de “Peccati d’inverno” (il terzo volume delle serie), poteva quindi essere sfruttato meglio. Il resto del romanzo però è davvero godibile e conferma il talento passionale di questa autrice.

Articoli simili

  • Recensione Demone del Bosco di Leigh Bardugo e Dani Pendergast

    Eryk, e sua madre Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all’altro con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli, e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla … Questo graphic novel, scritto da Leigh Bardugo e illustrata da Dani Pendergast, è il prequel di “Tenebre e Ossa”…

    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Quando un libro vende, è normale che arrivino tanti prodotti a lui dedicato. Adattamenti su vari altri media, tra cui anche vari spin off come questa graphic novel. Sono sempre combattuta su questi prodotti, ho sempre il terrore di trovarci una minestra riscaldata. In questo caso la situazione non è così tragica, ma nemmeno trovo che sia la pubblicazione del secolo.

    Partiamo con il dire che i disegni sono semplici. Non brutti, ma lo stile è molto basic, i personaggi sono ben delineati, ma dal punto di vista del numero delle pagine e delle tavole, direi che c’è stato messo un impegno sufficiente. Considerando quanto ha venduto al serie, mi sarei aspettata qualcosa di più; non dimentichiamo che la parte grafica di una graphic novel fa a volte la differenza (non conto in libreria i volumi che tengo solo per i disegni), quindi è un peccato che non abbiano osato con qualcosa di più concreto ed elaborato.

    Passiamo alla storia. Prima di andare sulle note dolenti, fermiamoci un attimo. La Bardugo sa scrivere, ok gli ultimi libri mi hanno deluso, ma se prendiamo la trama, nuda e cruda, devo dire che mi è piaciuta molto. Sì vorrei leggere altro del mondo Grisha. Sia prima che dopo gli eventi della serie che l’ha resa così famosa. Però una cosa davvero vorrei che venisse messa in panchina: l’Oscuro. Già, perchè onestamente il mondo creato dall’autrice sta in piedi anche senza di lui (ehi la dilocia dei Corvi viene definita da tutti come un capolavoro e spoiler, il signore delle ombre è solo un ricordo).

    Non mi sento di sconsigliare questo volume, ma allo stesso tempo sento che vorrei di più. Che come lettrice mi merito di più. Quindi vi consiglio di fare la seguente riflessione: avete bisogno di un’altra storia sull’Oscuro? Se la risposta è si, compratela, non ve ne pentirete. Se la risposta è no, pensateci bene prima di comprarla.

  • Recensione Tramonto a Oriente di Federico Galdi

    Minako ha vissuto sulla propria pelle un rapimento che l’ha disonorata. Questo porterà la sua famiglia a combattere una guerra e, lei e la sua dragonessa, a doversi rinchiudere in un monastero. Non ci sarà pace per lei perché, anche all’epilogo del conflitto, il suo passato tornerà a bussare alla sua porta, tornando a essere la promessa sposa di uno sconosciuto.

    Attenzione questo volume è stato offerto da Plesio Editore.

    Come vi racconto questo libro? Perfino scrivere la parte introduttiva della trama è stato difficile. Il motivo è presto detto: questo è un libro che, per quanto conti poco meno di trecento pagine, ha una struttura e un wordbuilding degno di mille pagine, difficilmente riassumibile in poche righe. Andiamo però con ordine: questo è un fantasy con una chiara ispirazione nipponica. Per quanto non sia palese che ci troviamo proprio in Giappone, Wa è chiaramente una sua rielaborazione in chiave fantastica (e ho anche riconosciuto la parte Indiana dei popoli più a occidente, una vera chicca). Vabbè non è una novità direte voi, tutti quei kimono, quegli Yokai si trovano anche altrove. Perché allora sono riuscita ad amare così tanto questo libro?

    La risposta non è ovvia. Sarebbe facile per me dirvi che mi sono innamorata dai protagonisti, che ho sognato possibili love story, ma la realtà è che dietro c’è una sapiente cura dello scrittore: è un libro scritto bene, un volume di cui leggerei un possibile seguito ma che non ha bisogno di altro. Questo libro sorge e tramonta, senza fronzoli o eccessi. Questo libro incanta, appassiona e spinge il lettore a vivere tra le sue pagine.

    I draghi. Ecco l’unica cosa che mi ha lasciato un attimo perplessa erano appunto questi maestosi destrieri che un incanto ha domato e reso animali da combattimento. Questa scelta appare come una visione molto più occidentale, ma è una mia personalissima opinione, perché forse ho preso con poca convinzione l’origine dell’incanto nelle prime pagine che, una volta palesato nel finale, chiude il cerchio e fa capire al lettore la genialità dell’autore.

    I personaggi non sono scontati. Per quanto a volte si teme di aver capito le loro azioni ci si ritrova sorpresi, in balia del loro vivere. Vi giuro che il finale è spiazzante. Sono rimasta a fissare la pagina perché mi sarei aspettata di tutto, ma non quello che è successo.

    Insomma una lettura ideale per chi legge fantasy, super consigliato agli otaku, a chi cerca una avventura, emozioni e un mondo in cui si vorrebbe scappare.

  • Recensione Sword & Sorcery – L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber

    Colui che definì lo Sword and Sorcery, fu anche l’autore di questa raccolta di racconti dedicata a due personaggi che hanno contribuito a fare la storia di questo genere. Fafhrd e il GrayMouser altro non sono che i personaggi di una serie di racconti epici, dove avventura, astuzia e belle donne sono le colonne portanti della narrazione.

    Attenzione, questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Per voi ho letto Spade tra i Ghiacci, la penultima raccolta di racconti pubblicata ed è forse una delle meno apprezzate dal pubblico. Rispetto ai primi libri dove avventura e ironia la fanno da padrone, in questo volume non si riesce ad apprezzare pienamente le storie, quasi come se il filo conduttore dell’autore si perdesse all’interno dei racconti. Ci sono intatti delle narrazioni molto carine ma davvero brevi, e altre che occupano forse troppe pagine, risultando anche meno incisive. Nei primi infatti è il capriccio divino a dare forma alle difficoltà che troveranno sulle loro strade, mentre gli ultimi due, benché ci sia la presenza di Odino e Loki, sembrano fuori tema rispetto alle altre.

    Un elemento che ha certamente fatto il suo tempo, è la sessualizzazione forse eccessiva dei personaggi femminili. Abbiamo una giovanissima fanciulla che fa arrapare i personaggi che, per quanto apprezzi l’ironia di una “esca” che li metterà nei guai, devo ammettere che leggere oggi questa scena risulta meno ironica e più scontata di quanto, forse, fosse percepita all’epoca.

    Il finale della raccolta è piuttosto risolutivo e sembra quasi mandare “in pensione” i due personaggi, che trovano felicemente anche le donne da sposare. Questo è forse uno dei passaggi che fece storcere maggiormente il naso ai lettori dell’epoca (ma anche a quelli contemporanei), come se l’avventura fosse eterna e non si potesse accettare, per i loro beniamini, la decisione che forse fosse l’ora di sistemare le proprie cose e iniziare a godersi la vita.

    Se si vuole leggere fantasy Fritz Leiber è certamente uno dei più grandi autori del novecento. Certo questi racconti possono sembrare datati o dare un sentore di già letto, ma sono stati tra i precursori di questo genere. I personaggi da lui creati hanno saputo fondere la figura dell’antieroe con l’ironia e la fantasia.

  • Recensione I segreti di una notte d’estate di Lisa Kleypas

    Annabelle è alla sua “ultima stagione”, la sua famiglia non se ne potrà permettere un’altra. E’ ormai chiaro che, se non troverà un marito, sarà costretta a procacciare qualcuno che la mantenga, dovendo vendere se stessa per evitare che suo fratello abbandoni gli studi. In questa disperata ricerca, che sembra infruttuosa, si rende conto che a fare da tappezzeria come lei ci sono anche Lillian, Evie e Daisy, tre ragazze che, come lei cercano, disperatamente marito. Sarà l’amicizia che le unisce a portarle a pianificare un possibile scandalo per permettere ad Annabelle di potersi sposare.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Leggereditore.

    C’è da dire che i Bridgerton hanno fatto bene al genere Historical Romance. Questo volume, uscito molti anni fa con una copertina davvero poco elegante, ora torna il libreria con una veste più consona (meno pettorali e più romanticismo) anche se hanno sbagliato epoca dell’abbigliamento, spingendo sul Regency quando invece l’ambientazione è in piena epoca vittoriana.

    Partiamo con il dire che è il mio primo “Kleypas” e, in unica scala di valutazione, abbiamo Julia Quinn che rappresenta il top di dolcezza, al suo opposto Mary Balogh è il più alto grado di tragggedia (la terza “g” andrebbe quasi maiuscola). Ebbene questa autrice si colloca a metà, dove non vengono a mancare elementi particolarmente duri, ma allo stesso tempo si gode la passione dei protagonisti. Ecco forse più che una scala bisognerebbe fare un grafico che comprenda romanticismo (di cui è regina la Quinn), elementi drammatici (sua signora indiscussa la Balogh) e infine la passione dove Lisa Kleypas tira fuori tutto l’eccitazione possibile che si possa trovare in un Historical Romance.

    Tra gli elementi che spiccano in questo volume c’è certamente il contrasto borghesia/nobiltà, che solitamente non è mai affrontato ampiamente nei regency: veniva ancora reputato molto volgare sposarsi con un uomo sì ricco, ma privo di un titolo, e la contrapposizione dei nobili sempre più pieni di debiti perchè non educati all’idea di investire o semplicemente non in grado di amministrare correttamente il loro patrimonio. Lillian e Daisy (oltre allo stesso Simon Hunt che é appunto un figlio di macellaio arricchitosi) sono figlie di un industriale americano e per questo trattate al pari di Annabelle. Donne sì belle, e magari anche ricche, ma ritenute troppo volgari per poter trovare marito senza avere qualcuno che le introduca veramente nel ton.

    Un volume molto passionale, ma anche divertente, perchè vedere queste allegre zitelle alla ricerca di un marito si è rivelata una lettura ideale per svagarsi. Un libro che consiglio a tutte le appassionate del genere che ancora non hanno ancora scoperto questa autrice. Inutile dire che ora passo subito alla lettura del secondo volume: “Accadde in autunno”.

  • Recensione Watersnakes di Tony Sandoval

    Due bambine che si incontrano e sono pronte a combinare i peggio disastri, eppure una è solo un fantasma. Un re costretto a fuggire e cercare salvezza. È tutto un sogno o forse è solo una difficile realtà da accettare?

    Attenzione questo albo è stato offerto da Tunué.

    Amo Tony Sandoval e con queste tavole lui ha ricambiato. Ci sono intere pagine che resterei a guardare per ore e ore. Perfette, il suo tratto a raccontare una storia di pargoli molto weird_onirica, quasi fosse partorita dalla mente di un bambino. Già perché devo confessarvi che, per quanto proceda, ogni nuova scena è una scoperta e non sembra seguire una trama: anche alcune azioni dei personaggi sono molto bambinesche strappano un sorriso, perfino nel finale, quando tutto è oscuro e sanguinolento. Gioca con noi lo stesso disegnatore dove in alcune pagine inserisce degli elementi che, per gioco, decorano la pagina (come un pesce o un dente).

    Uno dei dettagli che ho apprezzato di più di questo volume è stata la carta. È stata scelta una grammatura interessante e soprattutto opaca. Aprendolo mi aspettavo fosse lucida, invece scorrendole ho capito il gioco fatto dall’editore: le vignette presentano ancora il segno della matita. Con questa carta l’effetto acquarello dei colori si esalta, insomma la carta fa sembrare questo volume composto da tavole originali.

    Amo i tratti distintivi dei personaggi, con i loro faccioni immensi, i corpi sottili e longilinei, occhi enormi e distanti; il tutto sempre in contrasto con il mondo degli adulti in cui i grossi visi lasciano spazio a volti caricaturali, dove enormi nasi e infinite rughe definiscono queste facce che non sembrano degne di una loro storia.

    Molto interessante la scelta cromatica per le varie avventure: ecco che il nero del polpo è anche il protagonista della palette del mondo onirico, al contrario, nel mondo reale abbiamo toni pastello luminosi.

    Un volume davvero fantastico. Unico, speciale e che consiglio agli amanti delle Graphic Novel.

  • Recensione di Corrierino delle famiglie di Davide Barzi, Werner Maresta e Adriano Fruch

    Oggi, oltre a essere la festa dei lavoratori, è anche il compleanno di Giovannino Guareschi, papà di un personaggio che ha segnato moltissimo la mia infanzia: Don Camillo. Non parlerò della sua creatura più nota, semmai mi voglio soffermare su una delle opere minori che danno un ottimo affresco dell’uomo dietro le storie che scriveva. Parlo del “Corrierino delle famiglie”, trasposto in fumetti da Renoir Comics.

    Attenzione questo volume è stato offerto da Renoir Comics.

    Avvicinarsi a una opera minore di questo uomo, la cui figura ricalca quella di Peppone, è strano. Di lui ricordiamo solo il suo Mondo Piccolo, lasciando da parte invece i lavori che raccontano di più di lui come quelli che compongono e ispirano i fumetti di questa raccolta: una serie di piccole avventure dove Guareschi e la sua famiglia, non solo incontrano il Mondo Piccolo di Don Camillo e Peppone, ma si trovano a mostrare la vita e la politica degli anni del primo dopo guerra. Una storia come le altre per allora, ma uno splendido affresco per chi conosce poco le prime comodità della città. Il tutto accompagnato dalle parole del figlio Alberto, protagonista anche esso del volume, e che ha condiviso foto di famiglia per dare ancora più corpo all’opera.

    I disegni semplici e diretti rievocano quegli anni, grazie a dettagli di ogni vignetta. Dai piccoli scorci della vecchia Milano, fino alla caffettiera di una volta… un mix che unito alla storia creata dallo scrittore dona colore a queste pagine in bianco e nero.

    Un’autentica chicca per chi ha amato al produzione di Guareschi, un must have per gli amanti di Don Camillo e Peppone, indispensabile a chi vuole vedere la vita di quegli anni così semplici, con un’Italia ancora giovane con le famiglie che affrontavano la quotidianità con semplicità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *