Recensione: Gli strani Viaggi di Giulio Verne – Michele Strogoff

Gli strani Viaggi di Giulio Verne

A centoventicinque anni dalla sua dipartita, Mondadori raccoglie alcuni lavori del padre della moderna fantascienza assemblando una raccolta in cui, il viaggio, ha le atmosfere uniche e surreali del grande maestro Jules (o Giulio per questa edizione anche se italianizzato proprio non mi convince) Verne.

Attenzione questo romanzo è stato fornito da Mondadori.

Lo confesso, questo è il mio primo Oscar Draghi. Ne ho visti altri, ma questo è davvero il primo che riesco ad avere tra le mani. Partire con Verne è una cosa molto strana; pensandoci la mia prima lettura alle elementari (che ricordo) fu “Il giro del mondo in 80 giorni” e mi fa strano non averlo trovato in questa raccolta che ha come filo di connessione proprio il viaggio. In un’epoca in cui la narrazione doveva portare ai lettori le emozioni e il fascino dei luoghi più o meno lontani, Verne fu un maestro, fondendo le nozioni sui luoghi con la sua fantasia e portando il lettore in mondi realistici di un futuro che per allora poteva essere prossimo.

Per questo evento ho deciso di focalizzarmi però su Michele Strogoff. L’ho fatto perché la mia passione per gli Zar è infinita e non potevo esimermi dal leggere la visione di Verne sulle steppe e sulla corte russa. È stata una scelta azzardata e vi confesso che mi ha ripagato: l’autore non descrive unicamente l’avventura del viaggio del corriere dello Zar, ma si sofferma a parlare di ogni città toccata o vista dai personaggi, permettendo al lettore di esplorare luoghi lontanissimi, scoprendo non solo le sue bellezze ma anche le loro storie.

Il viaggio, non privo di emozioni per il protagonista, porta Michele a incontrare Nadia, una giovane donna in viaggio per potersi ricongiungere al padre; si aggiungono anche due giornalisti, uno francese e uno inglese, che si rivelano due macchiette comiche che animano molti momenti. Non c’è un attimo di respiro in questa storia che racconta di come un tempo i viaggi fossero dilatati nel tempo e pieni di così tanti imprevisti da risultare autentiche sfide che potevano costare la vita. Se già il viaggio risulta difficile, si deve aggiungere anche la complessità aggiunta con la rivolta dei Tartari: potete capire che questo libro non si ferma un attimo.

Si tratta di una storia classica e nonostante sia comunque datata come narrazione (alcuni punti descrittivi potrebbero rallentare la lettura). E’ anche stata trasposta in diversi film e serie televisive (ci sono anche due lungometraggi animati) e questo ve lo dico perché gli elementi contenuti lo rendono completo: avventura, spionaggio, amore, le bellezze della terra siberiana. Una lettura che non sempre si riconduce a questo autore, eppure non si può negare che sia degna del suo nome.

Il libro è come sempre ben curato, rappresenta appieno i racconti e lo stile di Verne. L’unica pecca a mio parere è che le illustrazioni al suo interno siano quelle classiche che un poco stonano con la modernità dell’esterno (ma questo è un mio gusto personale).

Per essere il mio primo Drago lo approvo a pieni voti e direi che non dovrebbe mai mancare sulla libreria di un appassionato di Verne… Semmai mi domando, ci sarà un volume due con anche altri lavori di questo grande autore? Beh la speranza è l’ultima a morire.

Se vi ho incuriosito, vi invito a seguire anche le altre tappe del Review Party per approfondire gli altri romanzi di questo nuovo Oscar Draghi!

 

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    Biron scopre che anche la sua vita è in pericolo. Inizia una fuga nello spazio, alla ricerca di salvezza per sé e vendetta per suo padre. Si trova così a Rhodia, altro pianeta sotto il dominio dei Tirannici, dove incontra Gillbret e Artemisia, rispettivamente cugino e figlia del debole governatore locale. Insieme, i tre si metteranno alla ricerca di un misterioso “mondo della rivolta”, dove si prepara la ribellione contro i Tiranni.

    Questo libro è stato offerto da Mondadori e recensito per voi da Viviana Tenga.

    Il Tiranno dei Mondi è un romanzo del 1951, uno dei primi della produzione di Asimov. Insieme a Le Correnti dello Spazio e Paria dei Cieli forma la Trilogia dell’Impero, che racconta di una galassia colonizzata dal genere umano, ma ancora divisa in tanti regni in conflitto tra loro. 

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    Manca però qualcosa che lo renda memorabile o gli dia spessore dal punto di vista delle tematiche trattate. Le riflessioni più interessanti sono forse quelle sull’evoluzione delle civiltà umane (le dinamiche politiche dei regni galattici sono di fatto una replica di ciò che è avvenuto in passato sulla Terra). Risulta invece a tratti eccessiva l’enfasi sul concetto di lotta per la libertà, e su questo tema si arriva nel finale a un passaggio un po’ cringe. 

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    La traduzione è quella degli anni Cinquanta, e forse il romanzo ne meriterebbe una nuova. Per esempio, i dialoghi potrebbero essere resi un po’ più dinamici lasciando che i personaggi si diano più spesso del tu invece che del lei. C’è poi il nome del pianeta dei dominatori: nell’originale è “Tyrann”, che senz’altro richiama il termine “tyrant” ma non vi corrisponde, ed è popolato dai “tyranni”. In italiano, abbiamo semplicemente un pianeta Tiranno abitato dai tirannici. Si potrebbe forse valutare di lasciare i termini originali, perché per un lettore di oggi è più faticoso prendere sul serio degli antagonisti “dal pianeta Tiranno”.

    Nel complesso: il romanzo è ben costruito ed è una lettura gradevole, ma non è tra i migliori della produzione asimoviana. 

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

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    Si sente l’amore per la Sicilia, per la sua tradizione mistica e folkloristica, dove il profano è più concreto del mondo reale; ci si affeziona a Greta facilmente, l’autrice la racconta con pazienza e infatti mi è spiaciuto vederla travolta dall’elemento avventuroso della storia, è una protagonista che così viene quasi soffocata dal bisogno di portare avanti la trama, ma lei è più poesia e l’avrei vista meglio in un romanzo adolescenziale.

    Sono poche pagine, un volume ideale per chi vuole una storia che parla di tarocchi. Sfortunatamente non mi ha convinto appieno. Reputo sia scritto magistralmente ma ho trovato leggermente  banali alcuni punti della storia, troppo palesi alcune situazioni. Peccato perché la mano dell’autrice è potente, ma si perde in una storia semplice che non ha la forza di centellinare i dettagli che dovrebbero far immedesimare il lettore nel mondo di Greta.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

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    È stata una delle letture più lunghe e intense fatte in questi ultimi mesi. Ho diverse scadenze ma nessuno mi avrebbe potuto mettere fretta. Avevo bisogno di dedicarmi a Locke e capire se avrei amato, odiato o invidiato Sabetha.

    Prima di parlare a carte scoperte, premetto che mi aspettavo un colpo di scena che portasse avanti la trama. No, mio caro Mr. Lynch non avrei mai creduto che avresti lasciato morire il protagonista. Sei uno stronzo, più di Martin, ma non così infame da toglierci la colonna portante da sotto i piedi. Locke insomma ce la fa, e sebbene me lo aspettassi, non credevo che sarebbero finiti assoldati dagli stessi maghi che tanto odiano.

    Tornano le reminiscenze con il passato e questa volta sono autentiche pugnalate. Vogliamo sapere di più, vogliamo capire cosa sia successo davvero tra Locke e Sabetha. E pluridannazione, ogni pagina mi terrorizzava, perché temevo che l’autore avrebbe di nuovo distrutto tutte le mie speranze. Mr. Lynch mi farà finire in analisi, perché leggerlo è come ricevere un caldo abbraccio: ci si sente rassicurati e amati. Poi però quel bastardo ti pugnala sempre e rimani con un libro finito e una ferita aperta. Direi che questa volta ho sofferto meno, ma in ogni caso fa sempre male quasi quanto la prima volta.

    E adesso che tutto è finito mi domando che ne sarà di noi, che aspettiamo il volume quattro e cinque di questa serie. Libri che sono stati annunciati ma di cui per il momento non si sa nulla di certo. Mentre aspetto, come sempre vi ribadisco: se ancora non lo avete fatto leggete questa serie. Non fate cazzate facendovi spaventare dalla sua mole, fidatevi, arriverete alle ultime pagine e vorrete leggerne ancora e ancora.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Questo fu il mio primissimo Gaiman, prima che litigammo con American Gods, un libro in cui lo amai moltissimo. Forse per questo non l’ho mai perdonato per quella storia che era bellissima, ma imparagonabile a questa. Inutile dire che rileggerla in questo formato illustrato è un piacere che non mi sono voluta togliere. Purtroppo non posso che riconfermare la sua lentezza nel portare avanti la storia. Capiamoci, il libro è bellissimo, ma scontrarsi con alcune scelte narrative di questo scrittore può essere uno scoglio abbastanza arduo da affrontare. Nessun dove è un libro diesel con uno di quei motori vecchi, ha bisogno di tempo per scaldarsi e ingranare alla grande. È un peccato perché potrebbe scoraggiare i lettori che invece tra le sue pagine potrebbero trovare qualcosa di davvero unico e speciale.

    Passiamo a parlare dell’ambientazione: chi mi conosce sa che soffro da anni del mal di Londra e fu anche la prima motivazione che mi portò a leggerlo anni fa. Se amate anche voi la City, e volete visitarla, Nessun Dove vi porterà sul Tamigi e non solo, la Londra di sotto è un luogo intrigante con delle regole tutte sue, un Paese delle Meraviglie urbano.

    I personaggi non sono a mio parere accattivanti, non capisco se sia dovuto alla scelta della terza persona o se proprio l’autore non abbia dato abbastanza. Richard rientra in un cliché che sin dall’inizio avevo capito dove volesse andar a parare. La vera chicca sono mister Croup e mister Vandemar, gli assassini che tutti vorremmo assoldare o, all’antitesi, da cui vorremmo essere uccisi.

    A rendere perfetta questa edizione si aggiungono le illustrazioni che, non sono convenzionale decoro di alcune pagine, ma entrano nel testo dandogli ancora più forza, man mano che si legge la storia.

    Immancabile per gli appassionati del vecchio maestro di questo genere, da scoprire se amate Londra, un must have per gli appassionati di Urban Fantasy.

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