Recensione Il rintocco di Neal Shusterman

Il rintocco

Il mondo sta cambiando e sembra che lo stia facendo nel peggiore dei modi. Goddard è salito alla carica di Suprema Roncola che ora ha l’obbiettivo di imporre le sue regole alle falci di tutto il mondo. L’unica speranza è racchiusa in una cella, sprofondata nel mare, insieme a Endura.

Attenzione questo volume è stato offerto da Mondadori.

Mi spiace dover dire che riconfermo le perplessità dei primi due volumi. Anche qui una corsa contro il tempo a seguire il tipico format di queste trilogie distopiche young adult: tutti dritti a salvare il mondo in qualche modo, e sconfiggere il cattivone di turno che sembra impossibile abbattere. La cosa che rende colore è Jerico, la nota generfluid e politicaly correct di questa serie che, per quanto sia ben costruito, sembra una disperato tentativo per evitare il flop a una trilogia che davvero non riesco a salvare, considerando anche l’introduzione a freddo delle ‘questioni di genere’ mai state menzionate prima di questo libro .

Il wordbuilding è davvero interessante, non posso negarlo, ma la trama e l’evoluzione dei personaggi sembrano scritti a tavolino sin dal primo libro. Ed è un peccato perché si poteva tirare fuori qualcosa di nuovo e interessante.

Tornando invece a parlare del terzo volume, anche qui di spunti molto interessanti ce ne sono a palate: dal Rintocco stesso che è visto quasi come un profeta, allo stesso Thunderhead che ha un chiaro piano da mettere in atto. Ma il tutto viene raccontato con salti e interruzioni che rompono il ritmo. Apprezzo la scelta di rendere più ampia la narrazione, ma certi fatti andavano messi nella storia già prima. Il numero di pagine sembra eccessivo per poi avere il finale.

Mi spiace stroncarlo, e ribadire che anche i precedenti volumi non avevano convinto. Ora che la serie è conclusa mi sento di confermare che a mio parere è bocciata.

Se vi ho incuriosito vi invito a leggere anche le recensioni del Review Party:

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    Attenzione questo albo è stato fornito da Mondadori.

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    Un romanzo da leggere, da gustare pagina dopo pagina, nella speranza che la Signora Fray lavori presto a una nuova storia da leggere.

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    Avendo visto il film, prima di aver letto il libro, avevo una paura matta che leggerlo lo avrebbe rievocato troppo. Sono passati anni da quando lo vidi e fortuna vuole che a parte la premessa delle piume, non ricordassi così bene tutti gli eventi. La lettura quindi è stata godibile dal primissimo capitolo. L’unica cosa però che è completamente diversa, e me lo ricordo benissimo, è che i fatti sono molto più incentrati sull’Inghilterra che sull’Egitto e il Sudan. Infatti non seguiamo subito Harry nelle sue imprese, anzi spesso è in Inghilterra che vediamo i passi in avanti e non la si vive tutta direttamente sul campo (anche se poi ci sono molti punti in cui la narrazione si sposta appunto su Harry). È un po’ come se le piume fossero le vere protagoniste, più che Harry, vediamo le conseguenze di un gesto che avrebbe potuto distruggere la vita di un uomo e invece ha creato una storia di riscatto; non assumere il proprio dovere in battaglia avrebbe distrutto l’onore per la famiglia Feversham che conta generazioni al servizio della corona.

    L’esperienza dell’autore riesce a portare sulle pagine il mondo dell’esercito senza che questo soffochi la storia, sì, troviamo avventura e la magnificenza esotica delle terre lontane, ma anche romanticismo. Seguendo la vita di Ethne mentre Harry è lontano ci troviamo a tifare perché lui torni a casa salvo, anche se ormai lei dice di non amarlo e ha custodito solo una foto. L’autore poi sfrutta il personaggio di Jack Durrance che sembrerebbe a un primo occhio come un semplice personaggio secondario, e invece rimasto cieco, si trasforma in protagonista e, grazie al suo intuito, scopre il segreto di Harry e si arma per aiutarlo indirettamente.

    Si tratta di un libro pubblicato a inizio ‘900 e un poco si sente. I primi capitoli sono ricchi di nomi e situazioni e se siete abituati a letture leggere potreste rischiare di perdervi. Ci sono ottime descrizioni tipiche dei romanzi ottocenteschi: il lettore comodamente seduto a casa può viaggiare e sentire il profumo della sabbia del deserto. Anche la scelta dell’intreccio che contrappone Inghilterra e Sudan/Egitto rende dinamica la storia spingendo il lettore a continuare a leggere per sapere. Ammetto però che ci ho messo un po’ a entrare in sintonia con la storia, forse perché poco abituata allo stile dell’autore, ma vi confesso che non è una lettura pesante, anzi, una volta affezionati alla storia e ai personaggi difficilmente si abbandona la sua lettura. Questo è il primo libro di Mason che leggo, ma la casa editrice mi ha omaggiato di un secondo volume “Il fiore e le spade” che spero di iniziare presto.

    A chi consiglio di leggere questo libro? Se amate i romanzi storici questo non dovete perdervelo, è un autentico gioiello che va scoperto e non può mancare nelle vostre librerie. Non so se lo consiglierei a giovani lettori, anche se far riscoprire il senso dell’onore ai giovani sarebbe cosa buona e giusta (mi sento vecchia nello scrivere queste parole). Infine lo consiglio moltissimo a chi cerca un buon libro dal sapore classico, la traduzione è ottima e sono certa che questa avventura vi spingerà a cercare gli altri libri di questo autore.

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    Ti amo Lynch, ma dannazione dacci altro. Ma non distraiamoci: c’è un libro da recensire, per le minacce all’autore ci sarà tempo.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Cala l’asso il nostro caro scrittore ,che ha ormai imprigionato il nostro cuore tra le fila dei Bastardi Galantuomini. E non un asso qualsiasi, usa quello di cuori. Porta finalmente sotto i riflettori Sabetha, la misteriosa figura femminile della banda, il cui nome era solo sussurrato a fior di labbra dai protagonisti.

    È stata una delle letture più lunghe e intense fatte in questi ultimi mesi. Ho diverse scadenze ma nessuno mi avrebbe potuto mettere fretta. Avevo bisogno di dedicarmi a Locke e capire se avrei amato, odiato o invidiato Sabetha.

    Prima di parlare a carte scoperte, premetto che mi aspettavo un colpo di scena che portasse avanti la trama. No, mio caro Mr. Lynch non avrei mai creduto che avresti lasciato morire il protagonista. Sei uno stronzo, più di Martin, ma non così infame da toglierci la colonna portante da sotto i piedi. Locke insomma ce la fa, e sebbene me lo aspettassi, non credevo che sarebbero finiti assoldati dagli stessi maghi che tanto odiano.

    Tornano le reminiscenze con il passato e questa volta sono autentiche pugnalate. Vogliamo sapere di più, vogliamo capire cosa sia successo davvero tra Locke e Sabetha. E pluridannazione, ogni pagina mi terrorizzava, perché temevo che l’autore avrebbe di nuovo distrutto tutte le mie speranze. Mr. Lynch mi farà finire in analisi, perché leggerlo è come ricevere un caldo abbraccio: ci si sente rassicurati e amati. Poi però quel bastardo ti pugnala sempre e rimani con un libro finito e una ferita aperta. Direi che questa volta ho sofferto meno, ma in ogni caso fa sempre male quasi quanto la prima volta.

    E adesso che tutto è finito mi domando che ne sarà di noi, che aspettiamo il volume quattro e cinque di questa serie. Libri che sono stati annunciati ma di cui per il momento non si sa nulla di certo. Mentre aspetto, come sempre vi ribadisco: se ancora non lo avete fatto leggete questa serie. Non fate cazzate facendovi spaventare dalla sua mole, fidatevi, arriverete alle ultime pagine e vorrete leggerne ancora e ancora.

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