Recensione La Bellezza di Aliya Whiteley

La Bellezza

Le donne sono morte tutte. Una misteriosa malattia all’utero le ha uccise tutte. Sono rimasti solo gli uomini che, attorno a un fuoco, portano avanti la loro memoria. Ma dalla terra, da quei corpi ormai morti, nascono misteriosi funghi gialli che presto diventano autentiche donne fungo.

Attenzione questo libro è stato offerto da Carbonio Editore.

Leggendo le primissime pagine di questo libro, sono andata subito a controllare chi lo avesse scritto: una donna che parla di un mondo in cui il genere femminile si è estinto per sempre. Un mondo di soli uomini dove resta solo il ricordo di chi fosse l’altra metà del mondo. Ecco che l’assenza si fa racconto intorno al fuoco, si fa racconto che anima le sere di uomini che sembrano essere tornati nel passato.

La tematica del sovvertimento di genere è la colonna portante di questo libro E’ la stessa che crea un sincero senso di incomprensione man mano che le donne fungo diventano qualcosa che possa incarnare il futuro della società e, quando gli uomini si trasformano in qualche modo in donne, la mancanza di accettazione di chi ha vissuto i tempi delle donne trasmette tutta l’ignoranza di quelle persone che vedono nel cambiamento un pericolo. La violenza non è maschile, anche se qui è incarnata dagli uomini, semmai quello che il libro racconta è proprio la mancanza di accettare un futuro nuovo, diverso da quanto siamo sempre stati abituati, perché la salvezza deve essere incarnata dal passato non da qualcosa di nuovo.

Questo libro non è per tutti. Credo che servano lettori pronti ad affrontare una storia fuori dal comune perché, se ci si aggrappa ai valori a quello in cui crediamo, risulterà troppo deviante perché appassioni o sappia sussurrare quello che le donne fungo potrebbero essere. Perfino la sessualità prima del loro arrivo è chiaramente deviata. Eppure quella viene considerata normalità, accettata da chi trova che non esista altro di possibile, nemmeno quando poi una soluzione potrebbe esserci.

È un volume davvero breve, ma come molti libri di questo editore non si divora in poche ore. Non si può leggere con superficialità le sue pagine, ci si lascerebbe trascinare dalle prime emozioni che suscita. Credo invece che sia una lettura che va vista su più livelli per essere davvero compresa. Se cercate qualcosa di leggero, di semplice, ebbene passate oltre. Se cercate qualcosa di breve che intrattenga, lasciate stare. Questo libro, nel suo piccolo cerca di scombussolare la vostra mente. Questo ci troverete, un senso di fastidio ma anche di sincero bisogno di riflettere…

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    Attenzione, questo libro è stato offerto da Stefano Tevini.

    Tornano le atmosfere Teviniane, torna la forte critica sociale. Insomma Social-democrazia è un racconto che ha tutto per diventare quasi un romanzo. Non mancano pagine, non ce ne sono in eccesso, eppure di un mondo così avrei letto ancora.

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    Da citare a margine, perché hanno fatto in qualche modo la differenza di quest’anno, sono “Poirot – Tutti i racconti” che mi ha aperto gli occhi sulla figura di questo investigatore il cui accento francofono e i baffetti mi avevano sempre attirato, ma con cui pensavo non sarebbe potuto scoccare nulla e invece è stato amore. Il secondo che cito è “Cuori Arcani”, una storia davvero particolare che trasudava di profumo d’arancia e mi ha mostrato come l’amore per i luoghi può portare a creare storie poetiche. Non è un libro che ho promosso a pieni voti, anzi, ma voglio rileggerlo perché credo di averlo iniziato in un momento sbagliato. Sono sicura che quando lo rileggerò si mostrerà in tutto il suo splendore. Infine, ma non per questo da sottovalutare, “Paul Verlaine – il fiore del male”, una storia che mi ha mostrato come un editore possa tirare fuori dalla bravura dei suoi autori una collana editoriale che ha un potenziare incredibile.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da DeAgostini Libri.

    Di solito non leggo middlegrade. Non lo faccio per snobbismo, semplicemente mi risulta difficile trovare libri che non mi risultino troppo edulcorati in questa fascia di età. Non sono convinta che i giovani lettori abbiano solo bisogno di storie arrotondate come le punte delle loro forbici. Credo infatti che questa bambagia venda a loro un mondo che là fuori non esiste.
    Questa volta però ho preferito dare una possibilità a Febe Giorgi. Dietro questo nome si “nasconde” Valentina Sagnibene, che era riuscita a rapirmi con il suo “Con o senza di Noi”.
    Parto con il dire che questo libro rispecchia l’autrice e, a mio parere, va letto pian piano, degustandolo di pagina in pagina. Insomma non una lettura da fare in corsa, ma da coccolare generosamente dandogli lo spazio che merita nel nostro tempo.
    Per questo mi sono presa giorni per leggerlo, tra febbre e la paura di una possibile positività che, per fortuna, non è arrivata.
    Non è un libro da divorare, non è un libro che per questo dovrebbe passare inosservato, anzi. Credo sia uno specchio abbastanza reale delle nuove generazioni, quelle che sono molto sui social e poco riescono a dare considerazione delle conseguenze delle loro azioni.
    Le situazioni sono vere, tristemente reali. Disavventure che gli adolescenti hanno vissuto e che,oggi sono enfatizzate dalle distanze create dall’apparire sui social, tralasciando troppo facilmente la parte di vita del mondo reale. In breve si tratta di un libro che consiglio sia ai giovani lettori, sia a quelli meno giovani, per aiutarli a capire che, per quanto tutti abbiamo vissuto l’adolescenza, forse quella di queste ultime generazioni si sta rivelando un po’ troppo diversa da quelle da noi vissute.

  • Recensione Cambieremo prima dell’alba di Clara Sanchez

    Sonia è una di noi. Non ha una vita da sogno, ha molti debiti, non ha un futuro d’oro che la attende. Ha solo una possibilità: vivere la vita di Karen in sua assenza, e farlo quando ci saranno le grasse mance della famiglia reale saudita. La sua vicinanza con la seconda moglie del re, Amina, la porterà in una spirale di avvenimenti in cui, una singola scelta, potrebbe distruggere la sua vita per sempre.
    Attenzione, questo libro è stato offerto da Garzanti.
    In casa ho molti libri di Clara Sanchez. Molti arrivano da regali, uno in particolare è arrivato dalla mia migliore amica. Sono lì, in libreria, aspettano però.di essere letti. Non saprei spiegare perché ho deciso di cominciare a scoprire questa autrice proprio da questo volume. Non so nemmeno se è stata una scelta giusta; l’unica cosa certa è che in tre giorni lo avevo finito. Il dolce amaro che mi ha lasciato è come una ferita fresca. Qui, mentre vi scrivo queste parole, cerco quelle giuste E’ stata una lettura inaspettata, che ha portato il sole dell’estate in questo grigio autunno.
    Dai primissimi capitoli è palese che si trova davanti a un libro complesso. Più scorrevano le pagine, più in me cresceva l’ansia: dove mi voleva portare l’autrice? Vorrei darvi la risposta, ma in se il libro ne ha in.seno molteplici. Ognuno potrebbe infatti trovare la chiave di lettura che più lo rappresenta. Non è un solo libro, è un’esperienza che porta a riflettere: sulla cultura araba del niqab, sulla libertà, su quale vita sia davvero migliore della nostra e sul concetto “soldi”.
    I soldi che, a inizio libro sembrano lo scopo di tutto, diventano poi così tanti e così inutili da perdere il loro valore intrinseco. Vedere come vengono spesi, quasi gettati al volgo, perché tutti siano contenti della super ricchezza del singolo, è quasi un pugno allo stomaco. Non so se avrei mantenuto la compostezza di Sonia, eppure accumulare denaro credo faccia davvero perdere senso al suo valore.
    È un libro che parla di libertà, di donne libere solo quando sono in un recinto, di lutto. Non mi soffermerò sulle donne arabe, perché credo che la morte sia un aspetto che, per quanto rimanga in secondo piano, mi ha scosso. La sua ombra segna subito le prime pagine (Sonia ha perso il padre quando era piccola). Si tiene in disparte per molto tempo, per poi colpire quando e come più fa male: ripetutamente.
    Dietro a tutto questo ci sono personaggi e ambientazioni. Sono due aspetti importantissimi, eppure sono sempre rimasti in secondo piano mentre leggevo. Scorrendo di nuovo le pagine, cercando le parole per far arrivare a voi i pensieri, che sono nati da questo libro, mi devo soffermare almeno un poco sulla maestria di questa autrice. Le sue descrizioni sono semplici e dirette. Le ci vuole davvero poco a tratteggiare una scena. Per i personaggi, invece, si prende tutto il tempo che le serve per farli muovere nella storia. Non mostra nessun colpo di scena che ha in mano di calare a ogni nuovo capitolo. Si gioca a una lunga e sofferta partita a scacchi con Clara Sanchez. Ogni contromossa del lettore, che già pensa di sapere come tutto evolverà, viene stoppata dall’ennesimo “scacco”. Non c’è modo di scoprire come andrà a finire, e nemmeno davanti allo scacco matto si percepirà il sottile percorso che l’ha causato. Di solito i libri riempiono i vuoti. Questo no, questo scava! Sono certa che porterà a galla molti pensieri ed emozioni dentro di voi.

  • Recensione Nona Grey – Grey Sister di Mark Lawrence

    Prosegue il percorso di studi di Nona che ora dovrà scegliere a cosa dedicarsi: essere una mistica o servire con la spada? Non sarà una decisione facile.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Il libro prosegue proprio da dove si era interrotto, anche se un salto temporale ci porta due anni avanti nella storia, subito dopo iniziano a venire a galla gli elementi che daranno nuova forma alla profezia.

    Lo so, ho ribadito questo concetto anche nella precedente recensione, ma sul serio lo stile di questo autore è troppo deviante rispetto alle azioni dei personaggi. Oltre a questo è pure prolisso. Allunga nozioni che si potrebbe riassumere in poche frasi. Per quanto questo volume sia più intenso (per gli avvenimenti) rispetto al precedente, il personaggio di Nona mi rimane, come nel primo libro, troppo distante, anche se attraverso personaggi nuovi e la maturità delle situazioni avrebbero dovuto farmi scattare un maggiore feeling con lei. Eppure molti aspetti mi hanno ricordato le situazioni adolescenziali con bullismo, perdendo a mio parere lo scopo principe di questa nuova parte della storia: darci una chiara visione della fine della formazione di Nona.

    Ci sono molti nuovi personaggi interessanti eppure (come già ribadito anche in questo caso) ho trovato la lettura un poco pesante, ed è strano perché come secondo volume ha molta azione. Eppure mi è quasi venuto il sospetto che l’autore avrebbe potuto chiudere la storia con questo libro. Non sembra infatti un volume di passaggio che prepara il lettore al finale, ma invece…

    Resta un ultimo volume, il più breve dei tre… sono curiosa di capire come si chiuderà la storia di Nona.

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