Recensione Lawmar & Emme di Matteo Caldarelli

Lawmar & Emme

Lawmar e Emme, fondatori dell’omonima azienda, hanno per le mani un nuovo progetto da sviluppare che, come i molti già realizzati, mira a migliorare in qualche modo la vita delle persone.

Attenzione questo romanzo è stato fornito da Matteo Caldarelli.

Quello che mi sono trovata tra le mani non è stata una lettura come molte altre. La narrativa ha spesso l’obbiettivo di intrattenere, ma in questo volume non c’è principalmente questo. La ripetitività di situazioni e gesti fa capire, già dai primi volumi, che non è la storia il punto focale, bensì la completa scoperta dei due personaggi principali. Questo non significa che non c’è trama, ma questa passa a volte in secondo piano rispetto alle descrizioni che si concentrano su molti aspetti, dai piccoli gesti compiuti o ad esempio dal dettaglio di ciò che mangiano.

È particolare che ogni scena si apra con un orario e il nome del personaggio che seguiremo fino al cambio. Ci troviamo come davanti a un film, dove la telecamera puntata su un soggetto ci mostra tutto. Può sembrare una scelta che rallenta il testo, ma ci sono come delle piccole briciole che siamo invitati a notare e che nell’insieme compongono la complessità di un mosaico, che si può apprezzare a fine lettura.

Di certo la parte migliore del testo è il caffè al bar che ogni mattina Emme si concede. Si potrebbe scrivere un romanzo solo su questa parte, perché crea un percorso narrativo che ho trovato più coinvolgente di tutto il romanzo.

Non è a mio parere un romanzo per tutti, e mi spiace che il lavoro di editing si sia lasciato sfuggire alcune ingenuità tipiche di uno scrittore emergente. Non sono un problema, ma il testo è molto ricco e mi dispiace averne trovati così tanti. Inoltre l’impaginato ha dei giochi di crenatura, credo atti a risparmiare pagine, che sono a volte esagerati.

Una buon primo capitolo per questo autore che ha origini bresciane come le mie (per certi versi pure molto simili alle mie, visto che abbiamo fatto gli stessi studi e lo abbiamo scoperto quasi per caso) di cui spero di leggere altro in futuro, e che vi invito a tenere d’occhio se amate quella letteratura molto calma, che però lascia tanto un poco alla volta.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

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    C’è però un punto da tenere in considerazione, questo volume più degli altri racconta anche la sofferenza della vedovanza e della non possibilità di avere un figlio. Più che legarmi alla passione dei personaggi, ho sentito quanto Francesca desiderasse un figlio e ringrazio il fatto che il secondo epilogo, sebbene con uno spoiler, avesse un finale felice per lei.

    Altro punto che mi ha fatto sognare è la Scozia e le sue piogge. Benedetti siano i temporali che costringono a correre sotto la pioggia in cerca di un riparo di fortuna, ritrovandosi sotti capanni gentilmente offerti dai giardinieri. Inoltre la psicologia dei personaggi è ben delineata e in questo modo ci si trova a vederli evolvere in maniera coerente (anche grazie alla spintina di Colin, ma non dico nulla perché sennò diventa spoiler).

    Secondo voi, riuscirò a leggere i prossimi senza archiviare questa coppia che amo tantissimo? Che dite, il prossimo volume sarà in grado di scansarli dal mio cuore? Se così dovesse essere allora Julia Quinn è davvero la regina dell’Historical Romance.

    Appuntamento il mese prossimo (questa volta sarà il turno di Hyacinth) per scoprire se sarà così.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    L’ultimo fratello della famiglia Bridgerton chiude con il botto questa serie di otto volumi. Il penultimo libro non mi aveva conquistato, invece qui Julia Quinn dimostra di avere di nuovo le capacità per intrigare il lettore e riuscire a tenerlo incollato alle sue pagine. Partiamo con il dire che questo libro, oltre a chiudere la serie, propone una storia molto diversa dalle precedenti: abbiamo un amore con corrisposto, un protagonista che non capisce davvero i suoi sentimenti e soprattutto abbiamo intrighi e ricatti. La tensione rimane altissima fino alle ultime pagine che sono una corsa contro il tempo. Inoltre abbiamo l’intrigante scelta dell’autrice di mettere in gioco due diverse possibili candidate al ruolo di possibile amata per il povero Gregory.

    Insomma questo libro chiude con degli autentici fuochi d’artificio la serie e lascia orfane noi lettrici che ora dovremo trovare un’altra serie come questa per accompagnare la nostra estate. Analizzando, a fine dell’intera serie, i volumi, devo confessarvi che il mio preferito resta il volume su Francesca (Amare un libertino) per le tematiche legate alla maternità e al lutto, in seconda istanza abbiamo Anthony (Il visconte che mi amava) e quello più fuori dagli schemi di Eloise (A Sir Philip, con amore).

    Julia Quinn si è rivelata una autentica maestra del genere Historical Romance e sono certa che la si potrà apprezzare anche nelle altre serie di romanzi da lei scritta. La speranza è che l’ondata Bridgerton porti in libreria questo genere che di solito è relegato all’edicola in edizioni molto economiche, ideali per essere letture da ombrellone, ma che a mio parere possono dignitosamente occupare lo spazio delle libreria di noi lettrici romantiche in un formato più ricercato.

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