Recensione Puro incanto di Mary Balogh

Tutti vogliono che Lord Flavian Arnott sposi Lady Hazeltine recentemente rimasta vedova, proprio lei che in passato gli aveva spezzato il cuore, che odia profondamente anche se non ricorda completamente da dove venga tutto quell’odio. Nel frattempo fa la conoscenza di Agnes Keeping.

Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

Rispetto agli altri volumi devo dire che questa storia emerge ma non per la solita storia di redenzione di chi ha combattuto la guerra. Qui infatti troviamo la storia della vita di Flavian che pian piano lui stesso riscopre perché aveva perso alcune memorie. Il personaggio di Agnes è anch’esso fuori dal comune: è una donna che si è sposata senza che fosse innamorata e la scoperta che nella sua vita può esistere un amore è un viaggio piacevole che il lettore fa con lei.

Lo sviluppo della trama è piuttosto insolito e questo risulta piacevole, perché mi aspettavo di leggere la solita storia d’amore e invece i risvolti sul passato di Flavian restano imprevedibili fino alla fine, quanto l’ultimo pezzo del puzzle completa i suoi ricordi.

Di volume in volume siamo ormai anche noi lettori parte della famiglia allargata dei Sopravvissuti e pian piano mi sto affezzionando a tutti loro e non vedo l’ora di vederli tutti accasati anche se questo significherà la fine della serie, per fortuna la Balogh ha scritto molto altro.

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    Attenzione questo albo è stato fornito da Mondadori.

    In se questo volume è molto scorrevole, ogni capitolo permette al lettore di scoprire il campo di zucche e, il susseguirsi di contrattempi e divertenti disavventure, accompagna il lettore verso una morale semplice: la vita va avanti, ma qualcosa resta sempre.

    La scelta di mostrare Deja come bissessuale è stata insolita, non mi aspettavo in questa storia, che mi sembra rivolta a un pubblico quasi pre-adolescenziale, ci sia una figura non etero. Attenzione non mi sconvolge alla Helen Lovejoy (qualcuno pensi ai bambini!), semmai mi sembra quasi strano vedere con quale naturalezza si adatta alla trama; dovrebbe essere sempre così, eppure vengo da una generazione che NON ha visto questo genere di storie, e sì rimane stranamente (ma piacevolmente) sorpresa.

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    I disegni sono tipicamente nord americani che non apprezzo moltissimo Ho trovato però di pregio la visione alternativa del classico fumetto americano: Dejaper esempio ha una silhouette particolarmente formosa e piacevole a vedersi, ho gradito che non fosse la solita figura longilinea. I colori sono saturi e raccontano l’autunno con le varie tonalità calde tipiche della stagione, rafforzate anche dall’ambientazione.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Ci sono tante cose che proprio non funzionano, a mio parere, in questo libro. Troppe ingenuità strutturali, troppi momenti spesi in frasi di elucubrazioni che non servono minimamente alla trama. Una buona parte del testo non da nulla al lettore. Ed è un peccato perché ci sono molte cose che, per esempio Hetty, avrebbe potuto trasmettere al lettore sul TOX (il morbo che le affligge) che invece viene gestito come un contorno. L’esempio più ovvio è quello della scuola. Sono tutte trasfigurate dalla malattia in qualche modo, eppure lo ricorda giusto ogni tanto. Ribadisce i “difetti” delle altre protagoniste, ma non si sofferma mai a raccontarli davvero: non vediamo grandi conseguenze se non il fatto che Reese non può sparare. E poi tutte vogliono sopravvivere? Sul serio? Nessuna che da trasformata desidera di morire? Nessuna che alla fame, alla prigionia, risponda dando fuori di matto? Tutte lì, rinchiuse in una scuola, nei dormitori, con due adulti e tutte che rispettano le regole? Sul serio? Hanno le armi e a nessuna in due anni è mai venuto lo schizzo di prendere il potere e mandare a quel paese tutto? Non dico che dovesse andare così la storia, ma si menano per un tozzo di pane ammuffito, e poi vivono in pace e rispettano le regole? È impossibile che siano tutte belle tranquille ad aspettare la cura o la morte.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Quanto fanno male questi volumi! Anche il quarto non è da meno, non si può fare altro che rendersi conto di quanto ogni singolo passo di Nick,Charlie e tutta la combriccola di amici racconti le nostre storie, vissute magari con sfumature diverse, ma che abbiamo provato sulla nostra pelle. Vedere che c’è una speranza per affrontare la propria adolescenza in maniera da non doverne pagare le conseguenze nel quotidiano da adulti  è una splendida morale. Come anche l’importante messaggio legato al supporto psicologico e al fatto che, curare disturbi alimentari e del comportamento, è sì possibile ma è anche un processo lungo fatto di  tanti momenti bui che porteranno a un nuovo giorno felice.

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    Spero che nelle nostre scuole questa serie venga fatta leggere, che sia fatta conoscere ai genitori. Queste storie sono in grado di salvare vite e di migliorare quelle che rischiano di deragliare da un momento all’altro.

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Words Edizioni.

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    Quello che invece smorza la struttura sono alcune caratterizzazioni forzate dei protagonisti. Lui tende a essere romantico e possessivo in tempi troppo brevi tra un discorso e l’altro. Mi piace la sua convinzione, ma avrei preferito vederlo conquistare di nuovo Anna fino alla sua capitolazione, piuttosto che puntare al matrimonio per costrizione. Allo stesso modo Anna non combatte veramente per la sua libertà e anzi soccombe all’evidenza.

    Infine io avrei giocato molto di più la carta disabilità di Alexander. Siamo in un’epoca dove un uomo nelle sue condizioni avrebbe rischiato di essere sì celebrato come eroe, ma poi lasciato in campagna ad ammuffire. Avrei voluto una Anna che cerca di fargli capire quanto ancora vale, invece di una marina che lo richiama alle armi. È una mia personale opinione quindi non mi sento di segnalarlo, ma non necessariamente come un difetto.

    Ho riscontrato alcuni refusi e ripetizioni, per la prima volta ne ho trovato diverse. Magari è colpa della copia staffetta. E’ però anche la prima volta che accade in un loro testo, quindi potrebbe solo essere un’eccezione.

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    Attenzione, questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Le prime pagine sono lente, o meglio, il romanzo ingrana solo al 30%. Quindi non parliamo di un cento pagine e via in discesa, ma il volumone che abbiamo tra le mani ci fa capire che le prime trecento pagine saranno belle toste da leggere.

    Poi, poi scatta di nuovo quella magia, Locke è il mio secondo fidanzato letterario (il primo sarà sempre e solo Ermanno Sensi). Come si fa a non amarlo? Jean è un compagno eccellente e l’unica cosa che manca sono altre spalle (non dico altro, torno ad asciugarmi le lacrime e a urlare nel cuscino “Mr. Lynch!”), e quando arriva il mare, e dei possibili compagni di avventure, quel maledetto e pluridannato autore, lo fa di nuovo: ci fa vivere fantastiche avventure e poi, poi ci butta nel baratro di amore e odio per una storia che ha tutto, perfino diversi colpi di scena tra finale e epilogo.

    Il mare è un’ambientazione che bisogna (concedetemi il gioco di parole) saper navigare, e avevo il terrore che si sarebbe persa quel senso di avventura e intrigo tipici dei Bastardi Galantuomini. Invece tutto si amalgama alla perfezione.

    Con il libro chiuso e con la sincera voglia di leggere molto altro, mi rendo tristemente conto che ci stiamo avvicinando all’ultimo volume e, per la prima volta, non voglio leggerlo: che ne sarà dopo di me? Come farò senza Locke, senza Jean, senza le innumerevoli truffe da loro imbastite? Perché Mr. Lynch non ce la regali una gioia e scrivi un quarto volume? Lo sanno tutti che questa serie non si ferma a tre volumi, ma ne ha altri in testa. Dicci, quale tributo vuoi e noi lettori lo realizzeremo per te. Non lasciarci qui a piangere sulle pagine e a vivere di sola speranza. Il nostro mondo non si più fermare al prossimo libro!

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    Questo libro è stato offerto da Mondadori e recensito per voi da Viviana Tenga.

    Paria dei Cieli fu scritto da Isaac Asimov nel 1950. È quindi uno dei suoi primissimi romanzi. All’interno di cronologia interna del suo universo narrativo, è l’ultimo dei tre romanzi del Ciclo dell’Impero, svolgendosi almeno mille anni dopo Il Tiranno dei Mondi. L’Impero Galattico guidato da Trantor, che vedrà la sua decadenza nella successiva saga della Fondazione, è qui una realtà relativamente giovane ma già consolidata.

    Gli elementi tipici di Asimov ci sono tutti: trama complessa e avvincente, fiducia nella scienza e nella razionalità umana come forza positiva. Gli elementi fantascientifici sono affascinanti, dalla società sviluppatasi su un pianeta radioattivo, al sinapsificatore, alle micro evoluzioni avvenute nella razza umana (il dottor Shekt si stupisce, per esempio, che Schwartz abbia trentadue denti e un’appendice lunga più di un paio di centimetri).

    La caratterizzazione dei personaggi è in alcuni casi grezza: il cattivo è una macchietta, il personaggio femminile di Pola un bidimensionale “love interest” per Arvardan. Non che l’approfondimento psicologico sia mai stato un punto forte di Asimov, ma in romanzi successivi farà decisamente di meglio.

    Ci sono poi le similitudini storiche e le riflessioni su temi generali. La Terra di Paria dei Cieli ricorda a tratti la Palestina sotto l’Impero Romano: una provincia povera ma riottosa, con un popolo che si sente “eletto” ma che è trattato con disprezzo da tutti gli altri della galassia. Il procuratore Ennius, rappresentante dell’Impero, ricorda per alcuni versi la figura di Ponzio Pilato (soprattutto quando è alle prese con la casta sacerdotale terrestre).

    Il romanzo affronta anche in modo molto esplicito il tema del razzismo, con argomenti e riflessioni oggi un po’ banali, ma che sicuramente lo erano di meno nel 1950.

    Piccolo elemento, che invece è forse più attuale oggi che allora: a un certo punto si parla di virus usati come arma. Da persona che aveva già letto il romanzo diversi anni fa, devo ammettere che questa volta i passaggi al riguardo sono stati più di impatto.

    Parere complessivo sul romanzo: non eccelso, ma una lettura piacevole e un libro da leggere se si ama Asimov e il suo universo.

    Riflessione finale sul ciclo dell’Impero: trattandosi di storie del tutto slegate tra loro, forse vale la pena leggere i romanzi nell’ordine in cui sono stati pubblicati (ovvero, inverso rispetto all’ordine cronologico interno), in modo da poter apprezzare una crescente qualità della scrittura. Nell’insieme, il ciclo non è il miglior biglietto da visita per iniziare a conoscere Asimov, ma è sicuramente un blocco da recuperare se ci si è già appassionati al resto.

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