Recenzione Thunderhead di Neal Shusterman

Thunderhead

Citra è ormai divenuta la Falce ‘Madame Anastasia’, una falce che spigola dando il tempo alle sue vittime per prepararsi alla morte. Rowan, a suo modo, è divenuto “Maestro Lucifero” e elimina le falci che non hanno etica nel loro operato. Come se non bastasse il Thunderhead ha un piano perché tutto raggiunga un equilibrio…

Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

Le trilogie distopiche di questi tempi mi stanno deludendo tanto… In realtà ci vedo uno schema: Divergent e Hunger Games (per citarne alcuni) hanno un percorso verso la distruzione della distopia vigente; se prendiamo invece quelle in volumi singoli classiche come per esempio  Fahrenheit  451 o Il mondo Nuovo, ecco che la situazione è diversa, il lettore rimaneva inorridito e il libro lo portava a riflettere sul concetto “cosa posso fare perché un futuro come questo non si avveri?”. Invece questi volumi sono più un viaggio avventuroso, dove il singolo risponde alla chiamata per poter distruggere il mondo (sbagliato) in cui vive.

Vi dico questo perché fino all’ultimo capitolo ero convinta che il canovaccio fosse abbastanza banale e ovvio. Invece la storia ha un portentoso plot twist che non è prevedibile, ma… sì abbiamo un “ma,” ciò che lo precede a mio parere non è sufficiente a salvarlo dalle molte critiche.

Partiamo dal Thunderhead. Lo si conosce sempre di più, ma i suoi interventi alla fine del capitolo a volte risultano eccessivi. Farlo diventare un personaggio a tutti gli effetti lo rende a volte scomodo e di troppo (anzi quando dovrebbe esserci non c’è mai). Il secondo aspetto che devo Criticare è Rowan a inizio libro, la sua scelta di diventare una Falce ammazza Falci è sciapa, infatti ho apprezzato molto di più la sua presenza passiva nell’evolversi della trama. Non voglio aprire il capitolo romantico perché rimane coerente all’incoerenza con cui era stato trattato nel primo volume, praticamente è un qualcosa che proprio si poteva evitare o semmai scrivere meglio. E infine, non faccio spoiler, la carrambata (è un termine troppo vintage perché lo si capisca?): ecco, non ci siamo, i colpi di scena devono essere coerenti, quando sono così eccessivi come quello del “nuovo cattivo”, ho temuto che il resto della lettura sarebbe stato noioso.

Cosa salva questo libro dalla bocciatura a pieno titolo? Da una parte l’introduzione di nuovi personaggi come Greyson che, una volta identificato come losco, ho trovato noioso e sul finale ho capito che questa volta mi ero lasciata ingannare dallo scrittore. Dall’altra, come ho già detto sopra, per lo meno il finale non sembra il preludio di una guerra che i protagonisti dovranno combattere nel terzo volume. E questo mi da molta speranza.

Quindi direi che non sono ancora pienamente convinta ma rispetto al primo volume va molto meglio. Mi riservo di farvi sapere se davvero consigliarvi questa trilogia quando avrò letto il terzo e ultimo volume, in ogni caso tenetela d’occhio.

Se vi ho incuriosito, vi invito a leggere anche le recensioni dei blog che hanno aderito al Review Party:

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    Attenzione questo libro è stato offerto da Stefano Tevini.

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    Lewis Carroll Society d’Italia

    Era il 24 Novembre 2022 quando, la mia cara amica Yvonne (che non solo mi aveva dato il suo contatto ma anche caldeggiato la mia idea), leggeva la bozza della mail che avrei mandato a Mark Bursein per presentarmi e chiedergli se ci fossero i presupposti per creare in Italia una #LewisCarrollSociety. Scoprii che potevo farlo. E da allora ho lavorato perché, quello che era un sogno, divenisse realtà. Tenendolo nascosto a molti, ne ho parlato solo con pochissimi intimi perché temevo che nulla di ciò si concretizzasse.

    La mia collezione

    Cos’è una Lewis Carroll Society e perché ho aperto quella italiana (che potete seguire attraverso i social per ora su Facebook, Twitter e Instagram e il nostro fiammante sito internet)?
    Molto prima del Covid, tra le mille cose che ho iniziato quando mi sono trasferita a vivere a Milano, c’è una collezione su Alice, i cui libri hanno segnato la mia adolescenza. Sono sempre stata affascinata dalla storia che si nasconde dietro al suo autore e alle milioni di interpretazioni che il mondo ha voluto dargli. Dal 2010 circa mi sono fatta portare dai viaggi degli amici un volume della località che visitavano e, in parallelo, ho sempre investito un piccolo budget per comprare libri e gadget. Quando i pezzi accumulati sono diventati tantissimi, ho iniziato a pensare che potevano essere un buon materiale e volevo condividerli con il mondo. Per questo ho creato Chimera in wonderland, da lì all’incontrare altri collezionisti è stato un attimo. Arrivare poi a conoscere le Societies si è rivelato automatico.

    Cos’è una Lewis Carroll Society?

    Cos’è una Lewis Carroll Society e perché ho aperto quella italiana (che potete seguire attraverso i social per ora su Facebook, Twitter e Instagram e il nostro fiammante sito internet)?Conosco tanti appassionati in Italia e, il fatto che nel 2022 ci siano state ben 3 edizioni diverse illustrate nel nostro bel paese, conferma che, là fuori, siamo in tanti a investire e a voler vedere i mille volti che gli artisti nostrani (ma anche quelli esteri) le hanno o le potrebbero dare. Allo stesso modo qui in Italia la cultura viene promossa per canali insoliti. Troppo spesso mi ritrovo a scoprire mostre ed eventi troppo tardi. Ci vuole qualcuno che unisca e racconti Alice in Italia, e allo stesso modo faccia vedere che cosa sta succedendo nel mondo. Questo è quello che voglio fare creando questa associazione culturale: unire appassionati, promuovere eventi (spero di poterne anche crearne alcuni), oltre a mettere a disposizione la mia collezione (se me lo chiedete ad ora, catalogati sono 500 libri, ma la conta è solo all’inizio ) a studiosi ed appassionati. Si tratta di un progetto importante, che ha appena iniziato ad esistere, il cui anno zero parte oggi. Ben arrivata Lewis Carroll Society d’Italy.

    Compagni di viaggio …

    Grazie ancora a Viviana Tenga (la mia matematica del cuore), Marco Parini (il mio avvocato del cuore!) e anche alla Lewis Carroll do Brasil e la sua presidente Adriana Peliano per lo splendido supporto e la sinergia. Grazie ovviamente alla Lewis Carroll of North America e allo stesso Mark che ha dato il calcio d’inizio a tutto questo. Infine grazie anche a chi, in tutti questi anni mi ha supportato donandomi i libri (a Natale e ai compleanno) come mia sorella , Luca Buzzi, il mio compagno e molti altri amici di cui di certo sto dimenticando il nome. Grazie a Red Kedi che, come me, colleziona forte e duro, ed è stata la prima vera collezionista Italiana che abbia conosciuto. Grazie a tutti, anche solo per aver finito di leggere tutto questo.

    Vi invito a seguire sia i Chimera in Wonderland anche su Tik-Tok, che quelli della neonata society. Presto vi racconterò di più. Per ora tutto questo è solo un preludio di un qualcosa che pian piano avrete modo di scoprire.

  • Recensione Falce di Neal Shusterman

    Se la mortalità fosse sconfitta, se a tutti noi venisse concesso di vivere eternamente, il mondo non reggerebbe la nostra presenza, tutti questi immortali che continuano ad avere figli anche a cento o duecento anni: continuare a crescere di numero, senza che la morte possa ridurlo naturalmente sarebbe impossibile perché non ci sarebbero le risorse. Sono queste le premesse di Falce, una distopia young adult che racconta di uomini e donne incaricati appunto per incarnare la morte.

    Attenzione, questo libro è stato fornito da Mondadori.

    Citra e Rowan sono due adolescenti che entrano in contatto con una Falce e dimostrano di avere la propensione per il lavoro di spigolatura (nome del processo messo in atto dalle Falci quando donano la morte): i due ragazzi hanno pietà e soprattutto non sceglierebbero mai la via delle Falci.

    La premessa è davvero molto interessante e infatti mi è spiaciuto che i toni della storia siano semplificati per rendere la storia adatta al pubblico giovanile, perché se trattata con la giusta forza sarebbe stato un romanzo davvero molto forte. Non posso però negare che sia un ottimo young adult distopico con tutti gli elementi che lo potrebbero trasformare in un successo editoriale.

    I personaggi sono ben costruiti anche se devo ammettere non hanno nulla di originale e anche lo stile con cui è scritto il romanzo tiene il lettore più consumato troppo a distanza da Citra e Rowan, forse se vissuti di più attraverso le loro azioni avrebbero emozionato di più il lettore; infatti le prime pagine, quelle più importanti, dove Citra e Rowan sono appunto chiamati a essere apprendisti Falce, la narrazione corre senza mostrare appieno le attività e le prime spigolature a cui prenderanno parte: sono raccontate con frettolosi flashback spiacevoli, in tal modo la scena risulta molto distante. A ciò la storia d’amore mi è sembrata molto forzata, della serie “non poteva mancare, mettiamola” e forse se si fosse approfondito il primissimo periodo di apprendistato, la costruzione di una relazione tra i protagonisti sarebbe stata più coerente nell’insieme della storia.

    Ci sono diversi punti del romanzo che ho trovato interessanti. La storia si svolge in un futuro lontano dove, senza la morte, sconfitta la povertà, la gente vive ma è anche scossa da una noia di esistere, per esempio il miglior amico di Rowan, Tyger, attira l’attenzione della sua famiglia attraverso continui lanci nel vuoto, da cui viene rianimato e curato. Anche l’idea che a gestire il mondo non ci siano governi, ma un sistema evoluto di un Cloud, il Thunderhead, è un elemento intrigante che non è stato sfruttato come un grande fratello, ma appunto come un’enorme mente a disposizione del mondo. Pensando ai suoi algoritmi e interfacce mi sono immaginata un possibile Google del futuro.

    Sono sinceramente molto divisa su questo volume e non mi sento di consigliarlo a tutti. È una lettura con ottimi spunti, eppure è stata scritta a mio parere con troppa semplicità, sarà certamente un libro molto ricercato, ma devo confessare che sarei spinta a comprarlo più per lo splendido lavoro grafico che per la storia. Anche se… siamo solo al primo volume di una trilogia. Sono curiosa di scoprire come continuerà la storia per capire se forse, questo volume, ci ha preparato a una storia molto più concreta. Per ora mi sento di consigliarlo a chi ha amato saghe come quella di Divergent e Hunger Games, e a lettori giovani, che in questa storia troveranno certamente un buon passatempo, a quei lettori un poco più navigati invece consiglio di passare oltre.

  • Recensione La guerra dei papaveri di R. F. Kuang

    Rin è orfana e i suoi genitori adottivi hanno un piano per lei: farle sposare un uomo per liberarsene; lei però non ha intenzione di sottostare al destino che le è stato imposto. Ha poco tempo, ma deve studiare e superare gli esami che le permetteranno di avere un suo futuro accedendo all’accademia.

    Attenzione questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Questo libro è molto particolare. Partiamo dal fatto che si tratta di una lettura molto avvincente, ma con molti buchi di trama. Allo stesso modo sembra rivolto al giovane pubblico, ma molto spesso le tematiche sono forti e a mio parere non le darei così facilmente in pasto a dei lettori sotto una certa età. Eppure è un libro che fin da subito mi ha appassionato… vediamo insieme i perché.

    Partiamo dall’ambientazione. Siamo in un mondo fantasy classico di forte ispirazione orientale, l’impero con i suoi regni ricorda moltissimo la Cina, come l’isola di Speer, Taiwan e (chissà come mai) il nemico, la Federazione di Mugen, assomiglia invece al Giappone. Eppure i nomi e la storia di questi luoghi raccontano un mondo immaginario, se non fosse che ogni tanto saltano fuori riferimenti chiari al nostro mondo (l’esempio più palese è il libro di studi L’arte della guerra di SunTzu). Questo mix tra realtà e finzione affascina (dai chi non ha mai amato la particolarità dell’estremo oriente) e imbriglia il lettore, di pagina in pagina non può far altro che volerne scoprire sempre di più.

    Il secondo elemento, a mio parere forte, è Rin. La protagonista segue il canovaccio delle storie di avventura orientali. È chiaramente l’eroe che riuscirà in tutto, ma non gli viene resa la strada facile. È orfana in una famiglia che non la vuole e che, per legge, ha dovuto prenderla con sé. Vuole studiare e puntualmente le viene imposto un matrimonio di comodo. Quando raggiunge un risultato o una vittoria questa non è mai appagante: ad esempio riesce ad andare alla scuola, bene, ma è solo una contadinotta. Dimostra di essere comunque sveglia e brava, ecco che il suo essere donna le mette in chiaro da subito che potrebbe non farcela. L’evoluzione di questo personaggio è composta da una costante ascesa, caratterizzata da nuove difficoltà a cui seguono imprevisti e, ogni vittoria, sembra avere un sapore amaro.

    Quello che invece non soddisfa appieno il mio gusto è la scelta di inserire lo sciamanesimo come un dato di fatto solo a metà volume: la formazione che Rin ha a Sinegard (l’accademia) viene da subito mostrata come un elemento semplice che si bassa su strategia, forza, ingegno ecc.. L’elemento fantastico invece è ritenuto come una semplice leggenda: uomini che combattono con il potere degli dei, impossibile! Eppure è evidente da un certo punto in poi che esista. Ecco, tutto questo mi è sembrato forzato proprio perché non fuso con l’ambientazione, anzi reputarla una cosa inesistente proprio nella stessa scuola in cui c’è un corso (anche se non frequentato) riservato a questo potere.

    Infine le droghe. Avevo intuito che fossero parte scatenante della componente fantastica, una scelta logica. Anzi forse avrei voluto vederle di più sotto questo aspetto che sotto quello di semplici stupefacenti (visto che si parte sin da subito scoprendo che Rin lavora per la sua famiglia che, appunto, gestisce un giro di spaccio).

    Tirando le somme, questo volume è avvincente ma ha molti difetti. Si legge con scorrevolezza fino a metà poi si incappa in alcune situazioni troppo lente, e si ritorna a correre oltre la metà. C’è la guerra, e non una guerra di sfondo; ci sono sangue, stupri e massacri, raccontati a piene parole. Non è un libro che consiglierei a giovani lettori, ma nemmeno a lettori forti adulti e consumati. Io credo che questo volume sia una via di mezzo, un fantasy new adult commerciale che avrebbe bisogno di essere smussato un po’, ma che vi confesso ho letto con molto piacere.

  • Recensione Tenebre e ossa di Leigh Bardugo

    Alina è cresciuta all’orfanotrofio con Mal, da molti anni prova qualcosa per lui. Ma non c’è tempo però per i sentimenti, la missione a cui sono assegnati li porterà ad affrontare la traversata della Faglia d’Ombra, un luogo dove la sua vita cambierà per sempre.

    Attenzione, questo libro è stato offerto da Mondadori.

    Era il 2014 quando lessi per la prima volta questo libro, pubblicato da Rizzoli con una copertina abbastanza intrigante. Oggi, sei anni dopo, Mondadori riporta questa trilogia in Italia e lo fa con classe: grafica molto lussuosa, interni curati e la promessa (che Rizzoli infranse) di pubblicare tutti e tre i volumi.

    Sinceramente dopo tutto questo tempo non ricordavo di averla letta, e nemmeno avevo ricondotto l’autrice agli altri lavori già editi da Mondadori. Non mi avevano attirato più di tanto, ma questo libro per quanto non fosse/sia perfetto ci tenevo a rileggerlo. La trama infatti segue dei canovacci abbastanza intuibili e già sfruttati da molti autori negli young adult fantasy, tanto che anche i colpi di scena risultano abbastanza prevedibili.

    I punti di forza sono da ricercarsi nello stile semplice e diretto, l’autrice sfruttando la prima persona rendendo la lettura scorrevole; Alina, la protagonista, coinvolge il lettore. Sebbene il punto di vista sia monofocale, si ha una buona visione d’insieme dei personaggi e del mondo Grisha. Alina è la tipica eroina fantasy, modesta, ma che non vuole lasciarsi andare a quello che il mondo le impone. E’ certamente il personaggio meglio costruito a discapito però di Mal e dell’Oscuro, che rimangono in ombra rispetto a lei.

    L’ambientazione crea spettacolari suggestioni, una Russia Fantastica che rimane forse un po’ troppo di sfondo, ma del resto siamo nel primo volume. Potrebbe esserci molto di più nei successivi. È interessante come abbia fuso le atmosfere russe all’elemento fantastico.

    Per quanto il tempo passi rimane una sola cosa che ora mi aspetto: il seguito. Già perché di questa autrice ho visto arrivare le serie che (ambientate nello stesso mondo) hanno avuto un discreto successo. E’ normale che anche questo primo volume cavalcano quell’onda (e ci spero, voglio gli altri due volumi e li vorrei subito, per favore!).

    Consigliato a chi cerca un fantasy senza troppe pretese; la mia speranza è che il secondo libro sia superiore al primo.

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