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  • Cento occhi

    Cento occhi

    Da che esistono le videocamere, esiste anche la paura di essere osservati, controllati, registrati. Nella nostra quotidianità abbiamo un obbiettivo sempre puntato su di noi, senza che ce ne si renda conto. Di certo in molti, dopo aver visto l’episodio di Black Mirror “Zitto e Balla”,  hanno preso l’abitudine di mascherare alcuni obbiettivi sensibili. È qundi interessante vedere come, alcuni autori, affrontano questa tematica del controllo costante. Oggi voglio parlarvi di un libro molto particolare.

    A.R.G.O. era una persona. Ha donato il suo corpo perché potesse diventare una sentinella sempre collegata a telecamere e microfoni per: individuare gli ostili, evitare che si compiano crimini, avvisare le forze dell’ordine perché intervengano in tempo, perché i colpevoli siano fermati. Come può vivere una persona non persona, occupato ventiquattrore a scrutare? Chi è davvero A.R.G.O.?

    La storia è molto breve ma tutt’altro che semplice e scontata. In poco più di un centinaio pagine il lettore è costretto a fare i conti con la paura sociale: dalla discriminazione degli stranieri, fino al bisogno di farsi giustizia da soli. Si riesce a saggiare quella zona d’ombra che la televisione enfatizza con programmi a tema, perché l’audience sembra essere legata a doppio filo con la cronaca nera. Più sangue, più spettatori. Un’analisi feroce di un presente che fingiamo di non vedere, l’urlo di uno scrittore che ha bisogno che il mondo percepisca i rischi e cerchi di cambiare.

    Una lettura distopica che dipinge la nostra società che in fondo spera in un A.R.G.O. che sorveglia tutto e tutti, che preferisce non cercare un vero modo per migliorarsi. Intenso, profondo e insolito. Non è un libro per chi pensa agli Hunger Games o al sangue di Battle Royale. È una lettura che ci sputa in un occhio. Ma tranquilli, sappiamo di essercelo meritati.

  • I racconti della Leonessa

    14,00

    Anno dopo anno, Brescia si sta riscoprendo città dalla profonda anima culturale. Non più solo capitale del tondino, la Leonessa d’Italia ha ospitato mostre d’arte di livello internazionale e promosso band fra le più interessanti sulla scena nazionale, per tacere dei tesori storici e monumentali che ospita da secoli. E la scrittura? Si muove, eccome se si muove. Gli scrittori bresciani ci sono e si danno da fare, raggiungendo spesso un ottimo livello. I racconti contenuti in quest’antologia a cura di Stefano Tevini ne sono un esempio. Dalla fantascienza al racconto storico, passando per tutti i generi, la Leonessa torna a ruggire.