Scrittori Made in Italy: Linda Bertasi


Questa rubrica nasce con lo scopo di dare spazio ai numerosi scrittori (più o meno famosi) del nostro bel paese. Ogni settimana scoprirete un nuovo nome e le opere che ha pubblicato (tramtite CE o con il self pubblishing!), autori che rendono vario il nostro mondo letterario e che dovremmo supportare al meglio perché fanno parte della biodiversità della letteratura contemporanea (sì, lo sono anche se scrivono romance, fantasy o urban-fantasy! Non facciamo i moralisti in cui letteratura è solo ciò che si definisce libro impegnato).
Questa settimana scropriamo… Linda Bertasi!

Chi è Linda Bertasi?
Mi chiamo Linda Bertasi e sono moglie e mamma. Gestisco un’attività commerciale nella provincia di Ferrara, dove vivo, sono madre di una bellissima bimba di due anni di nome Arianna e sono una lettrice instancabile.
Ho sempre amato leggere e scrivere sin da piccola. Sono appassionata di storia e letteratura inglese, in particolar modo del periodo che va dal Sedicesimo al Diciannovesimo secolo. Dal febbraio del 2013 gestisco il mio Blog che da spazio agli emergenti con interviste gratuite, mi occupo anche di recensioni e prefazioni.
Amo viaggiare, dilettarmi in video-maker e rilassarmi, oltre che con un bel libro, anche con vecchi film che hanno fatto la storia del cinema.

Quale/i libro/i hai scritto?

Titolo: Destino di un amore

Editore: La Caravella editrice

Pagine: 328

Prezzo: 17.00€

Trama: Può l’amore decidere di condurci per strade impervie, dove la ciclicità degli errori commessi altro non alimenta che il desiderio di autenticità dell’amare? Senza poi per nulla sminuire la dignità di quanti, come Francesca, la protagonista di questo viaggio, anche dopo salti e giri nel vuoto, recuperano ancora più efficacemente il senso profondo di ogni cosa. Un romanzo d’amore, quasi un giallo per le sorprese e la suspense dietro l’angolo; come a suggellare un ponte sulle distanze dell’impossibile, dove anche i sogni e le attese più irrealizzabili possono, in qualche maniera, rendersi disponibili.

Titolo: Il rifugio – Un amore senza tempo

Editore: La Caravella editrice

Pagine: 448

Prezzo: 16.00€

Trama: Possono vite diverse incontrarsi e confondersi al punto da somigliarsi, nella medesima esperienza di sofferenza e di felicità? Dimensioni temporali opposte che tornano a viaggiare sulla stessa frequenza, quasi a beffare una realtà già scontata e rivista. Con l’autentica possibilità di cambiamento e di riscatto. Anna e Mary, nelle confidenze di una soffitta chiusa al mondo, quasi a scambiarsi comparse e impegni in un vissuto ancora da decidere.
Un romanzo al confine tra il sogno e il reale, tra mistero e rivelazione. Premiato con il primo posto al XXIII premio Letterario “Valle Senio” nel 2012.

Titolo: Il profumo del sud

Editore: Butterfly Edizioni

Pagine: 226

Prezzo: 14.00€

Trama: Luglio 1858. Un piroscafo prende il largo dal porto di Genova verso il Nuovo Mondo. Sul ponte, Anita vede la terraferma allontanarsi e, con essa, tutto il suo passato: una famiglia alla quale credeva di appartenere, i suoi affetti, una scomoda verità. A condividere il viaggio con lei, la matura Margherita e il suo protetto, il seducente Justin Henderson. Giunti in America, Margherita convince Anita ad essere sua ospite per qualche tempo, nella sua dimora a Montgomery. La ragazza accetta, sicura di dover ripartire al più presto. A farle cambiare idea saranno le bianche colline del Sud e un tormentato amore più forte delle sue paure. All’orizzonte, l’ombra oscura della guerra civile.

Come sei diventata scrittrice?
Scrivo e leggo da che mi ricordo, ho iniziato con i diari, con la corrispondenza tra amici vicini e lontani, poesie e brevi racconti. L’input vero e proprio, il giorno in cui sentii nascere in me questo spasmodico desiderio di mettermi davanti alla mia macchina da scrivere e cimentarmi in quest’impresa, fu dopo aver letto un romanzo di Jane Austen che considero da sempre mia Musa.
Mi sedetti e scrissi il mio primo romanzo, mai pubblicato, 400 pagine che custodisco gelosamente.

Qual è la tua giornata lavorativa tipo (da scrittrice)?
Il tempo che dedico alla scrittura è quello delle prime ore del pomeriggio, quando la mia bambina dorme. Non creo scalette, non scrivo nulla su carta, le poche volte che ho tentato tutto è stato sistematicamente cancellato al pc. Io la considero una specie di magia, mi siedo davanti al pc e le mani battono sui tasti, quasi un angelo guidasse mente e parole.

Qual è stata la tua prima stesura?
Come dicevo, la prima stesura è un romanzo storico di 400 pagine ambientato nella Vienna di Elisabetta e Francesco Giuseppe, gli Imperatori che tutto il mondo ricorda. E’ la storia di una nobile famiglia austriaca. Il titolo è “La collina incantata” e ancora lo conservo gelosamente.

Scrivendo, o anche quando avevi appena iniziato a scrivere, c’è/c’era una figura letteraria che potresti indicare come mentore o come idolo?
Sono cresciuta leggendo Jane Austen, ricordo ancora il primo romanzo avuto in dono in tenera età “Orgoglio e pregiudizio”. Ne conservo la versione priva di codice a barre e con le raffigurazioni colorate per le ragazzine. Devo ammettere, però, che il libro a cui sono più legata è “Ragione e sentimento”. Jane per me è la mia Musa, è il mio modello di donna e di autrice. E nel caso de “Il profumo del sud” è proprio stato un altro suo romanzo “Emma” a ispirarmi, una rivisitazione cinematografica per la verità.

Come nascono le tue storie?
L’ispirazione arriva da ciò che mi circonda, può essere la frase racchiusa in un libro, un’immagine alla televisione, un viaggio, una canzone. Per il mio romanzo d’esordio, ad esempio, fu il mio viaggio di nozze a Parigi. Per “Il rifugio” una canzone alla radio e per “Il profumo del sud” una rivisitazione cinematografica oltre alla mia passione per la guerra civile e la storia.

Ci sono mai stati momenti in cui è mancata l’ispirazione o peggio tu abbia deciso di cestinare il tuo operato?
Tra un romanzo e l’altro lascio sempre trascorrere un po’ di tempo per distanziarmi dai personaggi che hanno convissuto con me durante la stesura. Accetto l’ispirazione quando arriva, non la ricerco e anche per la stesura è lo stesso, scrivo quando sento che la vena creativa sta bussando alla porta.

Scrivere è un po’ come prendere il treno, sai bene che stai per intraprendere un viaggio, ma non sempre sei sicuro di arrivare o di conoscere veramente il percorso che stai iniziando… Ti sei mai sorpresa di ciò che stessi scrivendo?
Tutte le volte che rileggo un mio scritto mi chiedo come abbia potuto scrivere quella storia e sono convinta che, dovessi ripartire, non ci riuscirei.
Io sono dell’idea che Qualcuno guidi la mia ispirazione mentre scrivo, un piccolo Angelo Custode, una Musa. Per me scrivere è magia e considero la scrittura un piccolo miracolo dell’intelletto. Succede spesso, per esempio, che parta da un’idea di storia e che questa venga stravolta dai miei personaggi che fanno sempre di testa loro.

Ci sono centinaia di scuole di scrittura creativa, manuali… alcuni sostengono che per scrivere bene bisogna leggere bene (o meglio leggere libri di un certo spessore). Nel tuo caso qual è il percorso che ti ha permesso di scrivere?
Sono una lettrice instancabile, sono cresciuta con Tolstoj, Shakespeare(di cui conservo e ho letto tutta l’opera fatta eccezione per i sonetti), Jane Austen. Sono appassionata di romanzi storici e ultimamente leggo moltissimi emergenti, devo ammettere di essere rimasta più volte affascinata da questi autori.
Leggere per me è fondamentale, non ho mai seguito corsi di scrittura creativa, mio nonno mi donò un manuale da bambina chiamato “Come si scrive”, devo avercelo ancora da qualche parte, ma non ho mai seguito corsi.

Scrivere è un percorso lungo e tortuoso, ma non si conclude con la semplice stesura di un romanzo. Arrivano le revisioni, la ricerca e soppressione dei refusi, delle ripetizioni che sembrano non terminare mai, e se si credeva che la fatica fosse solo nella stesura ci si sbaglia di grosso. Come hai vissuto le tue prime revisioni o come vivi quelle delle tue ultime opere?
Per i miei romanzi non mi avvalgo di editor o correttori di bozze, tutto ciò che leggete è “farina del mio sacco”, come si suol dire. Il mio romanzo d’esordio è il più ‘acerbo’ dei miei romanzi: chi mi ha letto in sequenza, infatti, nota un percorso di maturazione.
Posso dire che nel mio ultimo romanzo ho affinato molto il lessico e sono diventata molto puntigliosa nella forma. Sono capace di passare ore a revisionare un capitolo pur di renderlo al meglio.

Hai scritto un libro, l’hai revisionato con la massima cura ed è giunto il momento di darlo alle stampe… Come ti sei comportata con il tuo primo manoscritto?
Se ora mi leggete è solo grazie a una persona, mio marito. Fu lui a spingermi a contattare una casa editrice per il mio primo romanzo. Dopo un’attenta ricerca, mandai il manoscritto e, di ritorno dalle vacanze, trovai la risposta affermativa. Ricordo ancora l’emozione e le lacrime.
Non mi rivolsi ad altre, lo feci più per sfizio e andò bene. Pubblicai anche il secondo romanzo con loro e per il terzo mi affidai alla Butterfly Edizioni, molto attenta anche nel settore di pubblicizzazione.

Sottoporre il proprio manoscritto ad una CE oppure decidere di optare per il self publishing non è scelta da poco: in molti credono troppo nel proprio operato e altri credono troppo poco in ciò che scrivono. Quali sono i tuoi consigli o le esperienze in merito?
Personalmente non mi avventurerò mai nel self-publishing. Non perché non sia valido, ho scoperto emergenti che non hanno nulla da invidiare ai grandi nomi, ma preferisco che il mio nome sia sempre accompagnato da quello di una buona casa editrice.
Il consiglio che posso dare agli emergenti è di scrivere sempre di ciò che si conosce e di ricercare tanto, per proporre al lettore un lavoro ricco di particolari che lo facciano sentire dentro alla storia. Consiglio di fare un’attenta analisi delle ce e scegliere quelle che si danno molto da fare nella pubblicizzazione oltre che in una buona pubblicazione.
E tentare di restare con i piedi per terra, non scordare mai da dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare.

Ormai il settore del Self publishing è in forte aumento, poi con la cultura dell’e-book, sono sempre di più gli autori emergenti che decidono di scegliere la strada dell’auto-pubblicarsi invece di attendere che sia una CE ad investire su di loro, tu cosa ne pensi?
Come ho detto prima non mi cimento nel self-publishing ma lo rispetto e trovo sia una buona alternativa all’editoria a pagamento.
Credo che il marketing che fanno i Big sia fatto a regola d’arte, cosa che non posso permettersi gli emergenti. Non c’è da stupirsi se un romanzo di cattiva fattura viene venduto sino a raggiungere numeri da capogiro. Purtroppo, così gira il mondo, io non mi concentrerei troppo su questo fattore, mirerei a confezionare un libro di qualità e poi, si sa, il passaparola è il miglior biglietto da visita.

Parliamo delle tue storie, abbiamo visto cosa hai scritto, come lo hai fatto, ma non abbiamo parlato seriamente di cosa realmente scrivi… Ti prego, cosa celi tra le tue pagine?
Sono una donna romantica sino all’inverosimile, chi mi conosce mi definisce ‘una donna nata nel secolo sbagliato’ per il mio attaccamento ai valori e all’amore e la mia passione per il passato.
Nei miei romanzi, l’amore domina i miei scritti, che sia un’amicizia o un sentimento passionale. Sono dell’opinione che non si possa vivere senza amore e cerco di trasmettere questo messaggio nei miei testi. L’unico romanzo, se vogliamo, meno romantico è quello che ho appena ultimato, venuto a trovarmi in sogno: il primo fantasy nel quale mi cimento. Ma anche qui il messaggio d’amore è chiaro: l’amore per la propria terra, l’amore per i propri simili e per la sopravvivenza.

Perché scrivi?
Scrivo perché mi colora la vita, perché mi fa sentire viva. Scrivo da quando ho quindici anni ma ho deciso di tentare la pubblicazione solo quattro anni fa. Non ricerco la fama o la gloria, scrivo per me stessa prima di tutto, sono dell’opinione che scrivere alla ricerca di una storia che possa colpire traspare dalla carta e finisce per rovinare l’ispirazione.
Non potrei vivere senza scrivere, amo i miei personaggi, vivono dentro di me e credo che non smetterò mai di farlo indipendentemente dal successo o meno.

In un era di Grandi Fratelli, di Masterchef e di Fattori X c’è un solo elemento che eleva i libri ad autentici capolavori o a semplice carta straccia (per non dire igienica): la critica… Cosa pensi sinceramente delle opinioni degli esperti del settore, dei blogger autoincoronati a esperti del settore, dei lettori occasionali che però esprimono il loro giudizio alla rete?
Io sono dell’opinione che le critiche, se costruttive, aiutano a crescere e a migliorarsi, Non si ha mai finito d’imparare. Adoro confrontarmi con i lettori occasionali, quelle persone che trasmettono in poche righe tutto il loro giudizio, i sentimenti derivati dalla lettura, la reale e disincantata critica. Sono quelli che preferisco. Adoro le blogger, non lo nascondo, mi piace donare il mio libro in attesa di un giudizio, quell’eccitazione e timore che accompagna l’attesa mi fa sentire viva.

Ti senti davvero uno scrittore? Ti sei mai chiesto se sei veramente tale?
Scrivere uno o dieci di libri non fa di te uno scrittore.
Sono una donna che scrive, da qui al sentirmi scrittrice e farne la mia professione la strada è lunga.
Nutro una passione e sono stata fortunata a trovare persone che hanno voluto credere in me, ma lo scrittore lo fa il pubblico, non mi stancherò mai di dirlo.

In conclusione, sei quello che sei, ti sei mostrato attraverso queste domande e tramite le tue esperienze e la tua passione per la scrittura, per concludere vorremmo sapere qualcosa di ciò che vedi nel tuo domani… Raccontaci chi sarai e cosa stai facendo per esserlo…
Il domani nessuno sa cosa porterà. Al momento, ho completato il mio quarto romanzo. Ho già parecchie idee che mi frullano in testa e sicuramente non appenderò mai al chiodo la mia penna.
Continuerò a scrivere, a sognare e a leggere. Vedremo cosa mi riserverà il futuro …
Ciao Alice e grazie per questo invito a comparire nel tuo blog.

Alla prossima settimana per scoprire un nuovo scrittore…

Vi ricordo che supportare i nostri scrittori non significa mettere in secondo piano quelli stranieri, ma serve a ricordarci che i best seller possono anche arrivare da un compaesano e non solo da quelle scrittrici che fanno i miliardi oltre oceano!
Comprare un libro Made in Italy aiuta il mondo della letteratura, e permette a piccoli e grandi talenti di andare avanti e credere nel proprio operato. Chi non compra o discrimina le opere Made in Italy probabilmente non sa cosa si sta perdendo!

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