Quando scoprii che non era il caso di smettere di fumare
Tempo di Libri – Giorno 1: quando scoprii che non era il caso di smettere di fumare…
On 20 aprile 2017 | 0 Comments

E se vi dicessi che grazie a una sigaretta la mia esperienza a Tempo di Libri si è rivelata galvanizzante e ottimistica? Andiamo con ordine però, prima due cosine sulla fiera e poi vi spiego perché d’ora in poi fumerò (anche di più delle solite tre o quattro sigarette al dì).
Arrivata poco dopo le nove ai tornelli della fiera, recuperato il biglietto digitale all’apertura dei tornelli ero in fiera pronta a vedere questo contro-Salone (chiamiamolo col suo nome, è una fiera alternativa alla storica Torino…) e il primo commento è: solo 2 padiglioni (il terzo, il numero 1, è riservato agli addetti al settore)? Ebbene solo due contro i tre/quattro rispetto alla storica fiera piemontese. Ammetto che gli spazi della fiera di Rho sono molto ampi e quindi forse bisognerebbe fare un controllo in metri quadri per capire se davvero è più piccola, di certo la defezione di alcuni editori (boicottaggio alla “asilo nido”) mi fanno sospettare che sia una fiera molto più contenuta. Vale quindi davvero la pena andarci?
Sì! Quei 10 euro (o 25 euro per l’abbonamento) valgono il giro in fiera. Ma per vedere cosa? In primis ci sono io con “Infelici e Scontenti”… sto scherzando!
Come già vi avevo anticipato nel mio precedente post, c’erano tre editori a cui avrei fatto visita, e così è stato anche se non ho ancora comprato i libri perché questo doveva essere un primo giro esplorativo in fiera, come faccio sempre: si compra sempre di domenica prima della chiusura, così si hanno anche sconti extra! Sappiatelo se fate un giro in fiera per più giorni, l’ultimo è quello in cui gli standisti preferiscono vendere il rimasto piuttosto che riportarselo a casa (regola non sempre applicata al 100%, ma sapete tentar non nuoce).
Quindi passata a salutare i Pongheros, il magico duo Derlai, ho deciso di rovinarmi, sono passata allo stand del Libraccio… ecco avevo un budget di soli 30 euro totale per la fiera, ho speso più di 60 euro solo da loro. Ma cosa potevo fare, c’erano libri dai 3 ai 5 euro o al 50%, e non ho nemmeno guardato nella zona Tolkien/Fantasy. Quindi attenzione a entrare nello stand, potreste ritrovarvi con 10 libri in mano in pochissimi secondi!
Infine sono stata alla postazione Les Flaneurs. Dove ogni tanto ho dato biglietti da visita e i flyer sul mio libro a potenziali lettori.
L’evento però più bello l’ho avuto quando sono andata a fumare la mia prima sigaretta da fiera, perché che si tratti di Fumetti, Cosplay o Libri io alle fiere fumo. Accendo e cerco di capire come sarebbe andata (perché tutto è accaduto alle undici della mattina al massimo), io non sono una che è capace di vendersi o spigliata abbastanza dal coinvolgere così tanto la gente, insomma sono me stessa e quando parlo con gli altri mi trasformo in un insieme futurista di parole e suoni che mi pento subito di aver emesso. Arriva però un signore che si accende un sigaro e chiede: “Questa è l’area fumatori?” Nasce una conversazione in cui quest’uomo di mezza età mi parla del perché si trova in fiera, degli anni da giornalista, del libro che ha scritto per un editore piuttosto importante. Sono rimasta incollata ai suoi racconti, fumando e godendomi le storie e il loro spirito carismatico di un uomo che non era chiacchiere e distintivo, ma composto dai fatti e da un quotidiano di cui era padrone.
E poi? E quindi? Perché dovresti fumare, per quattro storielle gonfiate da un egocentrico (sempre pronti a criticare voi, eh?)?
Ha chiesto chi ero e perché ero in fiera; ho parlato un poco di me, del mio libro, di cosa scrivevo e facevo in un mondo di gente di settore che non sa lavorare davvero nel settore (parole sue). Ed è bastato poco, qualche considerazioni sul biglietto da visita e sul mio libro, sul fatto che si comincia sempre dal basso, che se anche pubblichi con un big o con un nome qualsiasi non conta un cazzo: “Se sei malata di scrittura non smettere e credi nella legge del caos”.
Poche parole, pochi concetti e una stretta di mano e tutto è stato più semplice. Perfino credere in me stessa, nei miei capelli bi-color e nel mio primo libro che ho sempre paura possa non piaccere, o che scandalizzi o che, peggio, passi totalmente inosservato.
Una sigaretta al momento giusto e tutto a questo Tempo di libri è cambiato. Domani sarà meglio? Esaurirò le copie di “Infelici e Scontenti”? Il mondo sarà un posto migliore (sopratutto visto che proprio ora leggo di un nuovo attentato a Parigi)? Non lo so, non basta solo una sigaretta, però partiamo da quella, dal semplice fermarsi e ascoltare un uomo parlare. Fermiamoci e incoraggiamo gli altri. Sì, l’autrice di “Infelici e Scontenti” vi sta dicendo di essere positivi. Credo sia una felice contraddizione nella chimera che sono, niente accade per caso, e l’insolito imprevisto farà la differenza nel tutto.
Ci si vede domani (prometto che martedì prossimo riordino il post con immagini link e rimozione refusi, ma non potevo aspettare dallo scrivere e parlarvi subito ora che i fatti sono ancora caldi).

Ps. Lo so fumare fa male, non solo a me ma anche agli altri… ma per ora per me va bene così! E potete essere distruttivi quanto volete su ciò che ho scritto e vissuto: voi non c’eravate, non sapete e sopratutto non siete Alice Chimera. Non vi chiedo di capire/approvare ciò che ho vissuto. Vorrei solo che vi fermaste per un attimo ( o una sigaretta) e per una volta a parlare o a ascoltare a dimostrare che potete credere in uno sconosciuto e perché no, migliorare quei cinque minuti e forse anche il resto della giornata. Non lo farete mai temo, ma io ci sarò, lì con la mia sigaretta appena accesa.

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