Summer Writing Class
On 13 settembre 2017 | 0 Comments

 

Che cosa succede se un gruppo di amici scrittori sente la necessità di studiare anche in estate? La risposta è il Summer Writing Class, e la cosa bella è che ormai si sta trasformando nel Writing Class Project. Andiamo con ordine però, sono passati più tre anni da quando ho preso parte al primo corso di scrittura a Milano, durante il quale non solo ho fatto la sconoscenza di insegnanti, autentici dei giganti del settore letterario, ma ho anche avuto modo di stringere amicizie con scrittori la cui passione per carta e inchiostro non si ferma a un semplice creare la propria storia; l’obbiettivo è sempre quello di scrivere, ma nasce la necessità di accrescere le proprie competenze con nuove tecniche e nozioni (anche di base) e si dimostra anche un ottimo modo per tenersi in allenamento e passare del buon tempo insieme a colleghi.


Tra di noi avevamo iniziato a progettare delle lezioni autogestite che itineranti passavano di casa in casa raccontando ciò in cui eravamo più o meno esperti: c’è chi ha parlato di ossa, chi di narrazione nel Game Play, chi di Wrestling e io ho parlato di avvelenamento da vestiti. Insomma erano belle serate ma sentivamo un po’ tutti la mancanza di tecnica.
Ci siamo quindi rivolti a un amico scrittore Livio Gambarini perché diventasse il nostro nuovo insegnante e ci parlasse di tecniche di base per strutturare i nostri romanzi.


Il seminario si è tenuto in due giornate fuori porta a Pavia, il 12 e il 13 Agosto, all’ombra di alcuni alberi sul bordo (o quasi) delle piscine della splendida struttura Campus Aquae.
Già perché non siamo mica dei pirla, con il caldo che si è abbattuto in questa estate non avevamo intenzione di chiuderci in qualche sala (magari senza condizionatore) a parlare di struttura narrativa.

No, noi siamo scrittori 2.0 e abbiamo deciso di sfruttare sapientemente Campus Aquae dove non solo con una piccola spesa abbiamo passato la giornata a studiare, ma ci siamo concessi all’occorrenza pause che comprendevano attività come l’idromassaggio, stile libero nella piscina olimpionica e qualche pit-stop per gelati e sfizioserie per evitare il calo di zuccheri.


Siamo autori molto diversi tra noi, alcuni sono più “affermati” altri stanno iniziando a muovere i propri passi nel settore editoriale, altri ancora questo genere di nozioni le mangiano a colazione sui grandi manuali di settore. Eppure, tra nuovi e vecchi elementi, ci siamo ritrovati tutti ad ascoltare, prendere appunti ed esprimere le nostre opinioni, il tutto dalle nostre sdraio (avevamo un tavolo e delle panchine, ma fidatevi studiare in sdraio è un’esperienza da provare).


C’è stato poi un piccolo intermezzo notturno che ci ha portati nel mezzo del nulla, sulle sponde del Ticino, non molto lontani da Cantarane, il paesino dove vennero girate le scene de “Il ragazzo di Campagna” (lo cito perché con Fantozzi quello è un film cult che nel bene o nel male fa parte della mia formazione). Così con quattro coperte e il buio più totale ci siamo goduti tutte le splendide stelle cadenti di quella notte, affidando a loro i nostri desideri, mentre si discuteva di religioni e cosa regolamentasse la cucina Kosher.


Due giorni da favola finite troppo presto per fuggire di corsa a Brescia perché ci sarebbe stata la presentazione di Infelici e scontenti.
Quello che resta, oltre alla lezione registrata per intero e la promessa di organizzare nuovi appuntamenti per approfondire altre tematiche più spinose, sono le foto che ci ritraggono come autentici cazzeggiatori, eppure io vedo delle persone che vivono e amano la loro passione e spero possano tutti scrivere sempre meglio e sempre più libri.

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