Si legge ma non si scrive, si scrive ma non si legge
Si legge ma non si scrive, si scrive ma non si legge…
On 28 maggio 2017 | 0 Comments

Non voglio fare la capitan ovvio della situazione, ma se si legge non si scrive e se si scrive non si legge. Me lo insegnarono al corso di scrittura che frequentai a Milano nel 2014 e ora lo sto provando sulla mia pelle.
Perché se leggo non scrivo. O meglio, negli anni il tempo per scrivere non è aumentato sopratutto perché scrivo nel tempo libero, in quei ritagli di tempo che mi permettono di dedicarmi a me stessa, quei momenti della giornata in cui le persone normali riposano, si fanno manicure e capelli, o semplicemente pranzano. Io non pago affitto e bollette con la scrittura (per il momento, l’obbiettivo è sempre quello di arrivare al grande pubblico e anche ai Big money… lo so sono un’ingenua egocentrica), faccio un lavoro a tempo pieno, aggiunto poi alla strada per raggiungere l’ufficio, mi occupa più di undici ore della mia giornata tipo. Certo (escludendo le ore di sonno) mi rimangono tre ore e anche i week end, ma se si vive a casa da soli (o quasi) i tempi si restringono sempre di più (e da quando è arrivato Netflix, dannazione, la situazione è critica).
Non è una lamentela, è semplicemente tirare le somme di tutto.
Chi mi segue sa che scrivo/leggo prima di iniziare il turno e nella pausa pranzo in ufficio, la realtà però è che se voglio scrivere e portare a cassa più storie (e non per una questione monetaria, si parla proprio del bisogno fisico di raccontarle) devo leggere di meno (e pure smetterla di spararmi le serie tv). Eppure mi dispiace molto perché per me leggere non è solo una fuga momentanea dal mondo, ma è anche capire cosa scrivono o hanno scritto le persone, ogni storia ha bisogno di un lettore e io vorrei essere la lettrice di tutti (lo so vorrei leggere tutto ma poi va sempre a finire che non li leggo).
Inoltre mi piacerebbe ampliare le mie conoscenze sulle tecniche di narrativa.
Insomma, ci sono tante cose da leggere e scrivere ma il tempo è sempre meno…
Sto cercando di affrontare il problema sfruttando il tempo morto, come per esempio quello che passo nel traffico alla guida della mia macchinina rossa. Non posso logicamente leggere mentre guido e nemmeno scrivere, ma si può ovviare al problema con un uno strumento piccolo e che ormai è divenuto indispensabile: il registratore portatile. Da qualche mese registro appunti (e anche interviste) con un piccolo dispositivo che ho comprato su Aliexpress e che mi permette di lavorare anche se sono nel traffico, riprendere poi gli appunti il sabato velocizza la stesura perché, un po’ come se avessi una scaletta ben descritta, devo solo copiare e ampliare i concetti espressi.
E per la lettura? Ancora non hanno inventato le lenti a contatto di Black Mirror, sennò leggerei anche mentre lavoro o quando riesco a farmi una bella pausa caffè. Ma la promessa è di staccare la spina a Netflix e leggere qualche libro in più (ma non vi do garanzie).
Per il momento la promessa è di scrivere di più, oltre che trovare il tempo per leggere. Non dimentichiamo che a tutto questo (lavoro+scrittura+lettura) si deve aggiungere la componente promozionale, ho un editore ma devo comunque essere attiva e continuare a promuovere e far conoscere Infelici e Scontenti. Insomma chi ha mai detto che scrivere e leggere sia un’attività semplice e senza troppi pensieri si sbaglia alla grande. Magari di promozione ne parliamo in un altro post. Nel frattempo vi lascio e cerco di mantenere le mie promesse appena fatte… Vado a leggere un po’ (forse)!

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