Il secondo tragico editing
On 21 luglio 2017 | 0 Comments

Essendo dislessica preferisco affrontare l’editing dei miei romanzi prima che arrivino in mano agli editori. Negli anni, esercitandomi, gli errori sono diminuiti, eppure preferisco sempre investire in un editing “privato” per avere un prodotto finito e completo da sottoporre agli editori.
L’editing di Infelici e Scontenti fu una autentica passeggiata, vuoi perché iniziai con i primi racconti prodotti (Alice e Biancaneve) e nel frattempo scrissi i restanti, vuoi perché editare un racconto (per quanto ci fosse da correggere) era cosa da poco viste le sole venti o trenta cartelle al massimo di ognuno, sta di fatto che nonostante fosse un lavoro di mesi, era intervallato alla stesura e si rivelò leggero e istruttivo.
Così non è stato per il manoscritto che ha per il momento il titolo provvisorio di “L’equilibrio delle Emozioni”. Ho iniziato a lavorarci attivamente da Marzo e ho terminato i primi di Luglio (proprio mentre scrivo questo articolo con il rumore delle onde del mare durante le mie brevissime ferie estive).
Come sempre ho lavorato a stretto contatto con la mia editor Serena che ha tagliato, alleggerito e migliorato il testo che inizialmente era nato a quattro mani ed ora invece è divenuto Chimerico al 100%.
La storia è complessa e quindi non sto a raccontarvela perché anche scrivere la sinossi è stato un lavoro pesante: la trama infatti è molto complessa e rischiavo di dire poco, ma non potevo nemmeno scrivere un tema da venti cartelle, in ogni caso stiamo parlando di un paranormal romance; sì, ho voluto intraprendere la strada “commerciale” della narrazione e lavorare a un romanzo romantico, ma ho voluto mantenere i miei canoni. No, vi prometto che non moriranno tutti male, ma l’amaro in bocca tipico delle mie storie ci sarà.
Tornando al discorso dell’editing, questa volta non è stata una passeggiata. Per prima cosa il testo aveva moltissime ripetizioni (dovute anche al fatto che scrivendo a sera tarda oppure per breve tempo la mattina) e ha subito una sforbiciata mica male arrivando ad un finale (provvisorio fino a pubblicazione) di sole 398.000 battute (solo 250 pagine!) che mi sembrano pochissime. La lunghezza mi ha fatto dubitare che possa essere un libro appetibile (di solito i romanzi rosa si trovano romanzi dalle 300 pagine in su) e non vorrei fosse percepito come una storiella breve senza troppe pretese. Mi sono però confrontata con la mia editor ed effettivamente non c’era bisogno di altro: non ci sono descrizioni eccedenti, le scene sono quelle che servono senza troppi fronzoli, insomma breve ma giusto, non ci vuole altro per poterlo gustare.
Inoltre ho approfittato di un giorno di ferie per verificare con mano tutto. La storia è ambientata a Pisa, città che non avevo mai visto dal vero, e quindi mi sono mossa per raggiungere Piazza dei Miracoli e anche la via in cui vivevano i protagonisti; Diletta Brizzi, che aveva iniziato con me il progetto, aveva fatto le verifiche sul campo, ma ho preferito controllare anche io di persona a romanzo finitio (magari una volta edito il libro mi piacerebbe condividere con voi tutte le foto fatte in quel sopralluogo).
La rilettura finale è stata la parte più straziante, quella che veramente mi ha fatto urlare “non finirò più!” Nonostante leggessi con un buon ritmo c’erano un sacco di cose da verificare, senza dimenticare che dovevo stare attenta a refusi e ripetizioni che magari erano sfuggite nel primo editing.
Ora il manoscritto è pronto e devo solo mettermi alla ricerca di un editore, roba facile direte voi, ma vi garantisco che è tutt’altro che una passeggiata.
Nel frattempo mi metterò a lavorare sugli altri due romanzi in cantiere e in questi giorni, proprio mentre sono in vacanza sto anche cominciando una collaborazione per una graphic novel dove adatterò dei miei vecchi racconti. Non si smette mai di lavorare nemmeno in vacanza, quindi restate collegati e presto ne vedrete delle belle!

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