Scrittori VS Blogger: Polemiche, segreti e tanto altro – Parte prima
On 30 luglio 2018 | 0 Comments

C’è un luogo su internet dove il blogging è vissuto come un’attività che permette alle persone di far conoscere la propria opinione sul suo quotidiano, parlare delle esperienze personali di ciò che ha amato o non ha apprezzato. Investe il suo tempo e anche i suoi soldi perché ama quello che fa e sì, spera che un giorno diventi un lavoro, ma in ogni caso cerca di farlo in maniera imparziale dando la sua sincera opinione. Lo seguono utenti partecipi che commentano, interagiscono e lo aiutano a implementare la sua visione.
Proprio lì accanto, sempre su internet, ci sono autori che scrivono, lo fanno per passione perché di scrittura è difficile campare. Alcuni di loro arrivano alle librerie grazie a un editore che ha creduto nel suo lavoro, altri non ci riescono e tentano la strada complessa del self; che vendano tanto o poco, qualcuno crede in loro e compra i loro libri e li recensisce, positivamente a volte, altre negativamente, in ogni caso lo scrittore è contento perché qualcuno ha investito soldi e tempo nel suo lavoro e ha espresso quello che pensava senza insultarlo.
Non so voi, ma sarebbe davvero bello se in un luogo su internet dove autori e blog letterari lavorassero in questo modo, ma chi vogliamo prendere in giro? Sono davvero pochissimi quelli che lo fanno.
La realtà è che la situazione è molto complessa e nessuno ha le palle di lavorare sia da autore che da blogger in maniera seria rispettando il lavoro altrui. Non voglio fare di tutta un erba un fascio, ma vi confesso che sono stanca; esausta delle richieste dei blogger di copie omaggio agli editori (e agli autori self e non) come se fosse un loro diritto. Sono esasperata dai post degli autori che alla prima recensione a una stella urlano al complotto. Stanca di scoprire che ci sono blogger pagati dalle case editrici per fare influencing e poi non lo segnalano nemmeno nei loro post come se quel loro articolo fosse uguale a quello che scrivono senza un compenso (non è deontologicamente corretto). E infine ne ho davvero piene le p***e di gente che è pronta a salire sul carro delle vittime per urlare “guardatemi, mi hanno attaccato, oggi a me domani a voi, e io che ci metto passione/tempo/talento”.
E la lista delle cose che non vanno in questo ambiente sarebbe molto più lunga e non ho nemmeno toccato le case editrici, i grafici, i gruppi, le sette, perché ci sarebbero altarini da scoprire, non avete idea del marciume che a volte la gente deve mettere in qualcosa che dovrebbe essere bello. Già perché per quanto leggiamo e scriviamo siamo delle macchine spala-insulti/polemiche/denunce. Ogni cosa sembra essere vista sempre e solo come un attacco. Non c’è mai lo sforzo da parte di tutti gli accusati di analizzare e cogliere da una critica qualcosa di positivo, e se una critica viene fatta, che prima sia supportata almeno da delle ragioni…
Quando dico di essere una blogger che non accetta copie omaggio e che compro un libro se lo voglio leggere ci sono tantissimi blogger che mi guardano storto, come per dire “ma sei pazza” oppure “stai zitta che se scoprono che i blogger potrebbero comprare tutti libri ci rovini la piazza”.
Sì, partiamo parlando dei blogger… (ma state tranquilli, arrivo anche da voi autori!)
Per prima cosa le copie omaggio. Già perché un blogger, aperto da un mese o da mille anni ha sempre la pretesa di chiedere copie omaggio da leggere, come se fosse una cosa normalissima. Ebbene, cerchiamo di capire come funziona: gli uffici stampa assegnano “X” copie omaggio (che sono un costo) per darle alla stampa, questa spesa è un investimento che loro decidono di fare per la promozione di un libro (spesa=promozione, ricordatelo). Da una decina d’anni internet e i blog (non solo nel settore letterario) riescono ad arrivare dove oggi la carta stampata non arriva, sono anche nate delle autentiche professioni, gli influencer, e quindi quando si hanno 10 copie omaggio ecco che l’ufficio stampa (studiando quale media raggiunge meglio il suo cliente tipo) decide di destinare ad esempio 5 copie alla stampa classica (giornalisti ecc…) e 5 ai blogger. Fin qui mi seguite? Bene. Se escludiamo le copie alla stampa classica, che sono affidate a giornalisti che seguono un codice ben preciso che impone loro di non fare “marchette” ma di scrivere articoli obbiettivi su autore e libro e non gli importerà se il libro venderà o meno, tanto che sarà la testata stessa a decidere se è o meno interessata all’articolo, il suo lavoro è parlare di libri e potrebbe anche decidere di non leggerlo nemmeno se valuta che non sia adatto al lavoro che deve svolgere.
Il discorso con i blogger è molto diverso. Per prima cosa sono portali che dichiarano di essere indipendenti e di esprimere una loro opinione, ma molto spesso non hanno una qualifica, del resto non è il loro lavoro, e se come dichiarano, lo fanno solo per hobby non dovrebbe importare loro di avere le copie omaggio. Un blog deve produrre contenuti non fare promozione alle nuove uscite come se fosse un qualsiasi canale pubblicitario. Un blog a mio parere ha il compito di selezionare i contenuti, se si limita a postare le recensioni dei soliti libri, le segnalazioni dei soliti editori, come può esso distinguersi e fare la differenza per i suoi lettori? Insomma se proprio desiderate copie omaggio o fare segnalazioni fatelo selezionando i contenuti che vi rispecchino perché se tutti facciamo da semplice organo di comunicazione per le case editrici allora non siamo altro che una loro succursale, e allora sarebbe proprio il caso di chiedere un compenso per la pubblicità che gli viene offerta. Certo, non tutti i libri che i blogger richiedono vengono ceduti gratuitamente, ed è per questo che il blogger, se interessato a un titolo non disponibile in formato “Copia omaggio” dovrebbe procedere a reperire il formato “comprato di tasca propria” e non eliminare l’opzione “leggerlo” per passare a un altro titolo gratuito.
Selezionare a mio parere dovrebbe essere un must. Leggere quello che amiamo come blogger ha molto più senso e aiuta a scrivere contenuti più veritieri; sia chiaro non dico che leggere libri ricevuti dalla CE sia il sinonimo di recensioni false, ma ci sono troppi blog che non hanno l’esperienza ne l’obbiettività nel loro lavoro, e questo rovina tutti! Sarebbe inoltre più corretto nei confronti del lettore sapere se il libro è o meno offerto da un editore/autore e se si ha o meno ricevuto un compenso: perché il proprio lettore ha il sacrosanto diritto di capire se il volume è stato letto perché scelto indipendentemente dal blogger oppure se proposto dalla CE, oltre dal fatto di capire con l’andare del tempo se un blogger lavora solo per le case editrici/autori oppure se considera il proprio lavoro come un piacere. Voi stessi che state leggendo questo articolo vorreste sapere se una recensione è stata fatta con l’acquisto del volume o se semplicemente ha ricevuto una copia omaggio (richiesta o meno che sia)? Siete proprio sicuri che la risposta sia no? Perché la trasparenza è molto spesso una cosa che la gente NON è diposta a dare per paura (del giudizio o per il fatto che preferisce nascondere certe informazioni).
Inoltre tutti quei blog che sono stipendiati in qualche modo dalle case editrici, che siano collaboratori esterni o interni, dovrebbero dichiararlo soprattutto se hanno un blog, perché come sempre si tende a non essere totalmente obiettivi oltre al fatto che potrebbe astenersi da parlare negativamente di alcuni libri proprio per evitare di danneggiare il proprio datore di lavoro.
E non parliamo di coloro che si fanno pagare le recensioni… Che le scrivono positive solo su compenso e alla prima negazione scrivono le peggio cose di un libro solo per il mancato guadagno.

E gli scrittori?
Appuntamento domani per leggere su di loro.

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