Scrittori VS Blogger: Polemiche, segreti e tanto altro – Parte seconda
On 31 luglio 2018 | 0 Comments

Intraprendere la strada della scrittura non significa diventare Stephen King o J.K. Rowling non appena si scala la classifica Amazon. Già perché scrivere a mio parere non è una questione di numeri o editori.
Se i blog si sentono i critici letterari del momento i self e non troppo spesso si credono i signori della narrativa contemporanea e di puttanate ne fanno parecchie pure loro.
Premetto che scrivere, se lo si fa davvero con il cuore e l’impegno, è un lavoro durissimo, dieci, cento volte superiore a quello di un blogger. Scrivere spesso è sinonimo di tempo, non paragonabile a quello della sua lettura, quindi capisco quanto un autore possa essere sensibile alla critica, ma non accetto il suo bisogno di sentirsi vittima.
Quando un blog o un lettore si permette di far notare qualcosa che non funziona nel proprio lavoro, prima di lasciare spazio alla rabbia o alla frustrazione, un autorie dovrebbe davvero farsi un esame di coscienza: e mettere in preventivo che non siamo tutti uguali, ci sono lettori che amano alcuni stili e altri che li mal sopportano, quindi prima di sentirsi vittime di hater cercate di capire se quel lettore ha espresso un gusto personale o una critica, prima di urlare al complotto.
Già perché come ho già spiegato nel mio articolo su come sopravvivere alle recensioni a una stella, ci sono recensioni “inutili” e recensioni che vi possono solo aiutare.
Poi… mi spiace ma lo devo dire… la qualità del vostro lavoro non è direttamente proporzionale alla vostra autostima/successo. Credere di aver scritto il nuovo capolavoro del secolo non è un dato di fatto, e aver scalato le classifiche non vi incorona a scrittori esperti. Il lettore medio italiano (quello che fa fare i numeri anche ai grandi editori) non è quello forte (ergo quello che legge tanto) semmai quello occasionale che legge ogni tanto e, fidatevi, molto spesso non ha una cultura di base per poter capire se ha tra le mani un volume di letteratura o un semplice libro di narrativa… Quindi scalare le classifiche, avere recensioni non è automaticamente essere bravi scrittori. Mi spiace ma ho visto grandi autori vedersi dare il ben servito dalle grandi case editrici italiane perché non vendevano come il romance trash, gente che ha portato in alto generi come l’urban fantasy o il fantasy classico. Questo non significa automaticamente “NON VENDO=SONO IL DIO DELLA SCRITTURA” ma non montatevi la testa per una classifica amazon o qualche decina di recensioni positive. Scrivere bene è questione di esercizio, studio, impegno e tempo, tempo e ancora tempo.
Uno dei più grandi insegnamenti che ho avuto in ambito letterario è: “se hai una buona idea, automaticamente altri mille l’anno avuta prima di te, se è ottima, probabilmente esistono almeno un milione di libri che l’hanno già sviluppata”… Siamo in un’era in cui scrivere cose nuove è difficile. Quindi fatevi scivolare addosso le solite manfrine “lei ha copiato la mia storia”, fatta eccezione per quei genii (e ne ho visti) che hanno copiato dei veri testi adattando solo i nomi. Pensate a scrivere la vostra storia il più originale possibile. PUNTO.
E permettetemi di ricordarvi che è la costanza a premiare. Sempre in tutti gli ambiti. Leggere, studiare e scrivere sono i pilastri su cui un vero scrittore dovrebbe far affidamento, insieme all’editor. Mi spiace ma è un tasto dolente, ma anche qui parliamone… Se scrivete un testo e se lo volete proporre a una casa editrice o desiderate autopubblicarvi dovete editarlo. E no, blogger e beta reader non sono editor. Un editor è un mostro uscito dall’inferno che costa soldi e vi farà smembrare, ri-scrivere e cambiare il vostro manoscritto. Più è cattivo e più il vostro libro sarà completo a fine stesura. Gli editor costano e sono pagati (loro, non i lettori che conoscete) per darvi una seria opinione su ciò che avete scritto. A loro non interessa se quel libro lo amate, ci avete messo tempo e fatica, loro vi diranno come sistemarlo perché mostri il suo potenziale al massimo e i veri professionisti costano, forse troppo, ma sono necessari, altrimenti non impuntatevi se ci sono errori o refusi… e vi confesso che editore o meno, un costo come quello di un editor non si recupera facilmente, però è necessario a crescere e a rispettare i propri lettori.
Questo, come molti altri ambienti sembra aver bisogno di polemiche. Quando si parla di libri, si consigliano titoli poco conosciuti non si ricevono le stesse attenzioni di un litigio o di un post di lamentele… forse il problema non sono i post in sé ma il fatto che non siamo capaci e non abbiamo voglia di confrontarci, parlare di libri, ci interessano solo i 15 minuti di celebrità che possono fare la svolta nelle nostre vendite/click al blog. Ecco forse la cosa che dovrebbe davvero farci schierare è: voglio seguire le polimiche oppure voglio sentir parlare di libri? E siate sinceri rispondendovi…

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