Salone del Libro 2018: Editori, libri, acquisti e il rientro a Milano
On 23 maggio 2018 | 0 Comments

Continuamo a parlare di Salone. È il momento di parlare di editori, di libri, di cavoli e di re!

Le rivelazioni di questo evento: l’editore, il libro e la scoperta!
L’eccellenza non la si trova dai grandi editori. È per questo che sono arrivata pronta a sondare vari stand, e non solo a seguire il percorso che mi ero prefissata. Passiamo quindi a scoprire il meglio che ho trovato.
Partiamo dall’editore evento, erano mesi che puntavo la ABEditore, praticamente hanno un catalogo così desiderabile che quasi avevo dimenticato molti altri titoli che avevano allo stand (per fortuna perché altrimenti per tornare a Milano dovevo affittare un camion)! Si tratta di una realtà in crescita e che mira a produrre libri con una cura grafica e di materiali quasi maniacale. Sono libri di piccolo o medio formato, romanzi brevi e raccolte di racconti (anche italiani) con un prezzo davvero ridicolo per il grande lavoro che c’è alle sue spalle. Ecco tra tutti gli editori visti in fiera questo a mio parere è stato un’autentica rivelazione, e lo consiglio calorosamente a tutti.
Se si parla di libri però, la rivelazione è stata nel famigerato padiglione 4. Io e Viviana siamo state attratte da delle copertine molto particolari e colorate. Tra queste abbiamo visto un nome famoso. “Emilio Salgari”. I ragazzi della Cliquot (editore che punta a rispolverare vecchie storie dimenticate) ci hanno spiegato che quella che avevamo tra le mani era una racconta di racconti, per la maggiore inediti dell’autore, di genere protofantascientifico e con un occhio disfattista, infatti ogni vicenda parte bene e finisce tragicamente. Vedere che ci sono realtà come questa, pronta a scovare in cassetti polverosi, o in soffitte abbandonate, per portare alla luce gioielli come questi, dimenticati, che possono trovare una nuova vita oggi. Sono contenta che nonostante la collocazione sono riuscita a scoprirli e a comprare questo titolo, una scoperta inaspettata e che consiglio agli amanti dell’autore o a coloro che sono alla ricerca di qualcosa di insolito.
Questo è stato per me il Salone dei segnalibri. Per la prima volta a un evento (Tempo di libri non conta perché ero malata e non ne ho distribuito mezzo) sono riuscita a diffondere i miei segnalibri realizzati dalla bravissima Hayele. Come sapete sono una persona che si vergogna della propria ombra figurarsi a cercare di fare volantinaggio, eppure ci sono riuscita, non li ho distribuiti tutti, ma una buona parte. Mentre stavo riordinando gli acquisti e facendo la situazione del comprato, un ragazzo mi ha teso dei segnalibri, ricordo bene il momento perché gli ho proposto uno scambio, così ho preso i suoi e dato i miei. A casa, nella miriade di volantini li ho ritrovati, e ho già messo nel carrello Amazon il libro che pubblicizzavano. Perché? Semplice si tratta di una raccolta di poesie illustrate, e non parlo della solita raccolta con qualche quadro astratto, no, “Altrove tra Oscure Creature” ha dei disegni semplici con un lume curioso che vaga alla ricerca delle lacrime scomparse di un poeta. Un tratto semplice che nonostante sia applicato alla poesia (che difficilmente leggo) ha attirato la mia attenzione e mi ha fatto urlare “devo averlo!” Ecco quindi il primo acquisto a posteriori di Torino scoperto appunto grazie a un segnalibro.

La povertà è libro…
Ebbene bando alle ciance parliamo di libri. Cosa è tornato a casa con me? Ebbene Cominciamo dai titoli che già vi ho citato.
Il primo è proprio “Alla conquista della luna” di Emilio Salgari, una raccolta di racconti fantastici/protofantascientifici quasi tutti inediti. Confesso che è stata la sua copertina a farmi dirigere verso lo stand e spero di leggerlo molto presto!
Abbiamo parlato della ABEditore e vi confesso che a quello stand non mi ero data budget, insomma quello che mi ispirava avrei comprato, punto. Quindi come da articolo pre-salone mi sono portata a casa “L’avvelenatrice” di Alexandre Dumas, “L’altra metà delle Fiabe” e “Datsuzoku” e non mi sono posta limiti, infatti quando mi hanno parlato delle loro raccolte di racconti di autori italiani mi sono lasciata tentare con “L’uomo senza memoria e altre storie strane”; e quando sono andata alla cassa per pagare, ho intravisto anche “Le novelle dei morti” di Jennifer Radulovic che è finito subito nella pigna degli acquisti. Riguardando poi a casa il loro catalogo mi sono resa conto di non aver preso altri due o tre libri, ma ci saranno altre occasioni, ormai sono loro cliente fissa.
A Torino, per Gainsworth Publishing è arrivato anche l’ultimo capolavoro di Aislinn. Si tratta dei suoi vampiri contro metallari dal titolo “Né a Dio né al diavolo”. Questo libro che era ancora inedito era spesso citato nei primi corsi di scrittura fatti a Milano, stiamo parlando del lontano 2013/4 e di cui aspettavo con ansia l’uscita. Finalmente un editore ha creduto non solo in questa autrice talentuosa, ma in questa storia dove i vampiri non luccicano e fidatevi, non troverete la Bella Swan di turno.
Altro titolo che vi avevo citato nel precedente articolo è “La guerra di seccessione – Storie, battaglie e protagonisti della guerra civile americana”, sfortunatamente Odoya non aveva a disposizione “Storia dei Freak” e credo lo ordinerò alla prima occasione a posteriori. Credo che questo genere di saggi offrano un ottimo punto di partenza per gli scrittori che vogliono ambientare le proprie storie in determinati periodi storici, perché si ha il riassunto dei fatti salienti, degli usi e dei costumi legati a quel conflitto. Insomma vi garantisco che sono ottimi compagni di lavoro se volete creare un romanzo storico.
Infine, ma non per questo il meno importante, ho comprato allo stand Delrai Edizioni “Just a Crush” di Margherita Fray. Libro che ho già divorato perché il primo era stata davvero una lettura frizzante e divertente, ma i dettagli ve li darò con la recensione. Ci sono anche altri due volumi che avrei voluto regalarmi a questo stand, ma aspetteranno ancora un pochino, visto che ero un pochino a corto con il budget.

Il ritorno, quando Torino non collabora.
Povera, piena di libri (sì, piccoli, ma con il peso specifico del piombo) sono ripartita per Milano, ma… Torino doveva rendere avventuroso pure il ritorno, e quindi giustamente la metropolitana era bloccata. Non c’era la possibilità di entrare, il servizio era sospeso e io sentivo addosso tutto il peso dei libri comprati e della scarpinata fatta in fiera. Insomma per non farmi mancare nulla mi sono dovuta trovare un persorso alternativo, ergo l’autobus. Come me altre centinaia di persone avevano avuto la stessa idea… ma gli autobus hanno una capacità che non prevede un’orda di gente. Ecco… a parte aver dovuto aspettare perché era impossibile salite tutti e subito, una volta conquistato il mio posto ho riscoperto le emozioni di stare in piedi su un bus, sostenuta solo dalla gente che mi pressava, la mancanza d’aria: insomma ero tornata indietro agli anni d’oro delle superiori.
Infine, cotta, stanca, e dovendo fare pure un bel po’ di strada a piedi, mi sono piazzata al binario in attesa del mio treno e poi, finalmente sono partita.

In definitiva…
Pensavo peggio. Questo Salone non è stato male (se si esclude la sfiga legata ai mezzi di trasporto), ci sono stati solo un paio di momenti “no”, ma non è questo il luogo adatto per parlarne, di certo è stata un’esperienza migliore di quella del 2016 e forse per il 2019 vorrei tornarci magari non con la formula toccata e fuga. Per ora di certo ho un sacco di libri da leggere… devo poi fare due saluti speciali. Il primo è per la mitica Ilaria Grossi (blogger de “Les fleurs du mal”), che ho conosciuto a Tempo di Libri 2017 e che ho reincontrato proprio prima di ripartire e ho potuto replicare con lei la consueta foto da blogger faiche. E il secondo è per Eveline Durand (autrice di Collezione Privata edito Delrai Edizioni) per la carinissima caricatura che aggiungerò presto alla mia bio e che mi piace moltisimo!

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