Il ricatto di Amazon agli editori Italiani e il disservizio per i lettori Prime
On 24 gennaio 2018 | 0 Comments

In questo mese dove la polemica dell’Italia era indirizzata ai sacchetti biodegradabili per la frutta, nessuno (o quasi) parla delle recenti scelte di Amazon nella sua politica delle Royalty e sugli sconti richiesti alle varie case editrici.

Ma andiamo con ordine è di qualche settimana la notizia che Edizioni O/E ha abbandonato Amazon a causa delle richieste di una maggiorazione dello sconto di acquisto: in breve ogni editore vende alla distribuzione il proprio prodotto a uno sconto che oscilla dal 15% al 30% del prezzo di copertina, così che il rivenditore di turno (libreria fisica oppure on-line) possa guadagnare su questa differenza proponendo ai propri clienti anche sconti vantaggiosi (su amazon se lo avete notato tutti i libri hanno almeno al 15% di riduzione sul prezzo di copertina).

Cosa succede se però Amazon, che attualmente conta un servizio competitivo di consegne e prezzi decide di non acquistare più con uno sconto così “basso” ma chiede qualcosa di più a editori e distributori? Ebbene è quello che sta succedendo da Agosto 2017 e pochi si sono accorti. Molti libri hanno iniziato a essere “non disponibili” sul portale, o meglio non sono disponibili come prodotto amazon, possono trovarsi con altri prezzi rivenduti da terzi sul portale, rivenduti per esempio da librerie o simili.

Ebbene per noi lettori cosa cambia? Nulla penserete, invece il disservizio è piuttosto grave. Per prima cosa ci sono libri di piccoli editori che non troverete, o meglio sono caricati nell’archivio Amazon ma quando farete l’ordine non vi saranno mai spediti, perché Amazon non li ordinerà mai.

Volete un esempio? A ottobre ho ordinato un volume autopubblicato con Youcanprint. Ebbene lo avevo trovato a un prezzo scontato,l’ho ordinato ma una volta finito tra gli ordini non è mai spedito, e lui, è ancora lì anche oggi, in attesa che torni disponibile. La scusa ufficiale che offre Amazon se gli si fa notare che sto aspettando il prodotto è che “attualmente non è disponibile e non possono garantire su quando lo sarà nuovamente” e aggiungono un ridicolo “è possibile che la richiesta dell’articolo abbia superato l’offerta disponibile nelle nostre scorte e non sappiamo quando l’articolo tornerà in stock. Tuttavia, non appena l’articolo sarà disponibile, ti verrà spedito immediatamente”.

La sfortuna però è che questo libro non sarà mai di nuovo disponibile nei loro stock con quel prezzo perché loro non inoltreranno mai l’ordine a Youcanprint (che è una piattaforma print on demand, quindi basta che lo chiedano e nel giro di 48 ore sarà disponibile al magazzino Amazon). E lo stesso gioco si può fare con editori piccoli, il libro non vi arriverà mai ma la colpa Amazon la attribuirà al fatto che non è disponibile, ma quel piccolo editore ha probabilmente il magazzino pieno di copie da spedire, ma l’ordine non arriverà mai.

Il danno però amazon lo sta facendo anche a noi lettori: chi paga Amazon Prime ogni anno si aspetta di avere quei libri, anche perché non siamo su quella piattaforma per l’abbigliamento oppure per i giocattoli, compriamo libri, pagando 20€ all’anno per non ricevere quello che ordiniamo.

La soluzione che viene offerta se si fanno proteste in merito è anche più ridicola di tutto: il libro non è a catalogo Amazon ma ci sono terze parti che lo vendono e possono spedirlo subito. Il problema è che il prezzo offerto è diverso da quello di Amazon e oltre a pagarlo di più ci sono le spese di spedizione.

Fermi tutti… paghiamo Amazon Prime e per avere quello che ordiniamo dobbiamo pagare degli extra? INACCETTABILE!

Come se non bastasse se siete lettori Kindle ecco che vi verrà proposto, piuttosto che attendere o pagare di più, l’opzione di leggerlo in digitale. Già stanno facendo un disservizio ai lettori, allora danneggiamo anche gli editori dando più spazio al digitale, tanto quel magazzino costantemente pieno di copie può anche marcire per loro.

Come se non bastasse da gennaio è arrivata la comunicazione ufficiale del cambio di politica con i distributori che pubblicano Selfpublishing, come il già citato Youcanprint e tutti coloro offrono servizi di autopubblicazione fuori dal portale Amazon.

Ciò farà scomparire dal portale del “sorriso” tutti i libri gratuiti e la risposta delle varie piattaforme è stata quella di ridurre i guadagni ai propri autori, anche perché anche loro devono “viverci”, rischiando anche di perdere i propri clienti che si vedranno costretti (se non vogliono restare fuori da amazon o peggio esserci senza essere pagati per le vendite fatte) a scegliere unicamente Amazon.

Con questa nuova politica a pagare saranno quindi i lettori, i piccoli e medi editori che già fanno fatica a vendere nelle librerie a causa di un sistema di distribuzione che a volte fa danni, e infine anche gli autori trovandosi costretti a rimuovere gli e-book gratuiti (che potevano essere ottime letture promozionali per invitare i lettori ad acquistare i propri libri) ad aumentare i prezzi dei propri scritti (rischiando di finire fuori mercato) oppure di piegare la testa davanti al colosso e pubblicare con loro.

Cosa si può fare quando noi tutti siamo vincolati a Amazon con l’abbonamento prime e la comodità dei loro servizi? La risposta sarebbe quella di disdire il proprio abbonamento Prime, e la seconda è quella di comprare su IBS, Libraccio.it, Feltrinelli o MondadoriStore, che per quanto abbiano dei tempi di spedizione più lunghi, per lo meno non danneggiano il libero mercato.

E gli autori che già si autopubblicano con Amazon? Beh a voi tutto questo non importa perché in fondo la classifica che conta è quella, CreateSpace è nata proprio per permettere allo stesso Amazon di essere un editore e accentrare anche questo mercato. Per voi non ho una soluzione, per il momento, ma tenete a mente quello che sta accadendo. Perché oggi è un problema per i piccoli domani potrebbe esserlo per tutti…

Io dal mio lato sto facendo il primo passo. Da questo post in poi non troverete farò più acquisti su Amazon (ad esclusione di quei libri appunto che sono loro esclusiva) ma utilizzerò IBS, sto anche lavorando per creare una affiliazione con questo portare per sostituirla a quella che ora uso di Amazon. Non cambierà la vostra vita visto che quasi nessuno acquista con questi link, ma almeno non sarò così ipocrita di lanciare il sasso e poi nascondere la mano.

Lo so che è più facile seguire il sito con il sorriso, ma stanno danneggiando il settore in cui tutti noi lavoriamo, mi pare giusto che ognuno fare la sua parte, provate anche voi e ricordate che una goccia è sola ma il mare è formato da gocce, a volte basterebbe essere uniti per dimostrare quanto siamo forti a questi colossi che all’etica mettono al primo posto il mero guadagno facile e lasciano l’etica relegata in qualche loro enorme magazzino.

A volte per sollevare un polverone basta poco… con la frutta ci siamo lamentati (tutti o quasi), ma chissà come mai ci viene difficile quando vorremo semplicemente un poco di giustizia in questo ambiente sempre più morente, quasi mi sento come un accanimento terapeutico nel volerlo vedere rivivere come un tempo. Come se non bastasse vi ricordo che gli stessi dipendenti di Amazon non se la passano bene, però anche dopo gli scioperi l’indignazione in Italia si è spenta, del resto avete appena ordinato il libro che desideravate e la sua consegna è già prevista per domani; del resto la protesta può aspettare, avere il libro no.

 

Per chi se lo chiedesse questo era il libro che avrei tanto voluto ricevere e il cui ordine è ancora lì, tra gli ultimi acquisti, in attesa che torni disponibile su Amazon…

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