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ISBN: 9788845924842

L’inferno di Treblinka

by: Vasilij Semënovič Grossman

Chi mi conosce sa che amo leggere almeno un libro ogni gennaio sull’olocausto e sulla memoria dei crimini commessi dall’uomo siano essi recenti o passati. La storia di Treblinka è poco nota, avevo scoperto il mome di questa fabbrica della morte quasi per caso qualche anno orsono mentre guardavo un documentario. Perché di questo luogo non è rimasta che la memoria. Dei tre milioni di vittime rimane solo un numero non ufficiale. Nel 1944 Vasilij Grossman documenta sul campo i crimini del campo di morte che i tedeschi hanno cercato di cancellare perché la verità e le prove dei loro crimini non arrivassero ai posteri.
Di solito i nomi che ricorrono a eterna memoria dei crimini tedeschi sono quelli dei campi più “famosi”, in pochi conoscono il nome di Treblinka e la sua storia fatta di treni, morte e montagne di cenere. Un luogo strategicamente perfetto per mandare a morire ebrei, zingari e tutti i perseguitati dalla follia nazista. Questo libro parla traendo le storie dai pochissimi sopravvissuti e dalle migliaia di persone che in quell’area vivevano e hanno visto e sentito la fabbrica della morte al lavoro.
Già perché Treblinka non è un campo di lavoro, anche se ne ha uno molto piccolo, è principalmente un campo di stermineo, i treni arrivano e le camere a gas si riempiono: una, due, tre, a volte anche sei volte al giorno. In pochi si salvano dalla prima ondata di morte, perché servono delle braccia robuste per liberare le camere a gas e sotterrare i morti, ma prima o poi anche loro saranno giustiziati.
L’autore ci mostra queste orde di uomini, donne e bambini che altro non sono che morti che ancora non sanno di esserlo, la privazione di identità e la mostruosità degli aguzzini, che svolgono il loro lavoro quasi fossero dei normali impiegati.
Questo libro ha solo una settantina di pagine, ma ognuna di esse è forte e urla giustizia. L’autore celebra l’armata rossa che presto sarà sul luogo a processare i colpevoli, e le sue parole contengono una poetica realtà che mostra come l’uomo, la follia e il razzismo, combinati insieme possano arrivare a trasformare dei soldati in bestie e degli innocenti in cenere.
Alcuni passi di questo libro avevano bisogno di essere letti ad alta voce e a casa, da sola, ho dovuto farlo, perché troppe frasi rimbombavano nella mia testa e sentivo quasi il bisogno di dargli una vita, di urlarle addosso al mondo che oggi dimentica e ignora la cronaca di sangue che troppo spesso è notizia. Perché Treblinka è stata dimenticata e i fatti di sangue in medio oriente, in Asia ma anche in Africa e in Sud America rimangono sordi al nostro orecchio. Sembra quasi più facile leggere di Treblinka e ignorare il sangue che ancora oggi bagna la nostra terra. Siamo uomini che non leggono i fatti di guerra se non raccontati con sensazionalismo, ma questo libro altro non è altro che un articolo scritto da un giornalista, come quelli che nella cronaca siamo soliti saltare perché troppo saturi di sangue e attentati.
Conoscere gli orrori di Treblinka e leggere questo libro dovrebbe aiutare ad aprire i nostri occhi troppo spesso puntati sui like delle nostre foto, questo è un libro da cinque stelle, ma che non serve solo a raccontare orrori, ma a ricordarci che gli orrori possono nascere da ideologie e razzismi che consideriamo come poco gravi ma che possono sfociare in terribili massacri.

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1905
Vasilij Semënovič Grossman è stato un giornalista e scrittore sovietico (nato a Berdyčiv il 12 dicembre 1905 – morto a Mosca il 14 settembre 1964)).
Books of Vasilij Semënovič Grossman
About This Book
Overview

La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage – fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell’autunno 1944 – da un inviato d’eccezione.

Details

ISBN: 9788845924842
Publisher: Adelphi Edizioni
Publish Date: 2010
Page Count: 80

“L’inferno di Treblinka”

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