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Le novelle dei morti

by: Jennifer Radulovic

Storie di terrore, quell’orrore che non è legato a sangue o a mostri della porta accanto, questa raccolta rievoca il gotico classico, un’antologia che vuole donare al lettore le atmosfere dei grandi scrittori del 1800 che hanno fatto della paura un mestiere d’inchiostro.
Non c’è alcun dubbio che l’autrice sia una persona che ha fonti solide alle spalle su cui però costruisce racconti a mio parere troppo lenti, persino per essere gotici. Amo molto autori come Poe, ma questa raccolta mi è sembrata un pochino troppo antiquata, si può scrivere un buon gotico anche senza doverlo rendere un racconto troppo lento (e non mi riferisco allo stile ma alle scene narrate).
È un peccato perché il lavoro della ABEditore in questo volume è stato ottimo, hanno inserito elementi grafici che ben si sposano con le storie, ma onestamente non è bastato per fami appassionare. In ogni caso rimane un libro in cui è stata messa una cura che pochissimi altri editori solitamente mettono.
In definitiva due stelle. Se siete cultori del gotico classico, è certamente la lettura ideale per voi, io non ho saputo apprezzarla, ma non mi sento di colpevolizzare il testo, forse è uno di quei volumi che non era il suo momento di essere letto.

Meet the Author
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1978
Storica medievista, i suoi interessi di ricerca vertono principalmente intorno alla storia militare e alla storia dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, in particolar modo dell’Ungheria nel Medievo.
Books of Jennifer Radulovic
About This Book
Overview

I racconti di Jennifer Radulovic risentono – e non possono non risentirne – di una certa ‘musica che gira intorno’, e di un ritorno prepotente del gotico ottocentesco nel gusto del pubblico contemporaneo: pellicole come The Woman in Black di James Watkins (2012) o Crimson Peak di Guillermo Del Toro (2015), romanzi come Drood di Dan Simmons (2009) o La casa dei fantasmi di John Boyne (2013), o serie tv come Penny Dreadful (2014) sono tutti esperimenti di annullamento pressoché totale della distanza storica, che di certo esprime un desiderio generalizzato. Ma desiderio di cosa? Confesso – come altre volte nella mia vita – di non poterlo esprimere con parole migliori di quelle di Jack Finney: ‘Non avete notato anche voi, praticamente in tutte le persone che conoscete, una ribellione montante contro il presente? E un desiderio crescente per il passato? Io sì. Mai prima di adesso, nella mia lunga vita, ho udito così tante persone desiderare di aver vissuto ‘a inizio secolo’ o ‘quando la vita era più semplice’ e ‘ne valeva la pena’, ‘quando potevi mettere al mondo dei bambini e fare affidamento nel futuro’ o, più semplicemente, ‘ai bei vecchi tempi’. La gente non parlava così quando ero giovane! Era il presente il momento di gloria! Ma parlano così adesso’. L’Ottocento ci manca, c’è poco da fare. Certo, che la vita – allora – fosse più facile è quantomeno opinabile: ma non c’è dubbio che le storie di fantasmi lo fossero, e che fosse più facile spaventarsi (e divertirsi), leggendo di orrori che – di lì a pochi anni – la battaglia della Somme avrebbe mostrato essere fin troppo ingenui.

Details

Publisher: ABEditore
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“Le novelle dei morti”

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