Quando il genere non paga: scrivere romance per fare soldi facili, ma sarà vero?
On 13 giugno 2018 | 0 Comments

Ok lo ammetto, mi sto divertendo a scrivere titoli da clickbait, ma la realtà è che non sapevo come riassumere quello che è un fenomeno a mio parere molto controverso dell’editoria self (e anche non visto quello che ho letto di recente in giro): l’idea che per fare soldi facili si debbano scrivere determinati generi che stanno “andando di moda”; inutile girarci intorno, tra i titoli forti del settore self i generi che la fanno da padroni sono il romance e l’erotico.
Sono tantissimi gli autori che tentano la strada rosata, per ottenere guadagni facili e magari un lascia passare per arrivare ai big dell’editoria. Già perché con la copertina giusta, una trama che strizza l’occhiolino al fanservice, se si è fortunati e “sgamati”, si riescono a fare vendite che portano all’autore un introito superiore ai mille euro. Non faccio nomi o titoli, ma c’è gente che producendone uno al mese o anche più (utilizzando pseudonimi) arriva a pagarsi affitto, bollette e magari anche un paio di cene fuori.
La domanda che ora vi state ponendo è “davvero il rosa paga?” E se la risposta è sì, vi starete chiedendo “come posso sfruttare questa onda per guadagnare anche io?”
Andiamo con ordine il genere romance paga, certo non significa che scrivere rosa vi riempirà il conto in banca con uno schiocco di dita; ci vogliono la copertina giusta (ergo una spesa sui 100-200€ e non un semplice copia e incolla fatto dal cugino di turno con photoshop), un minimo di senso dello spam nei gruppi giusti, conoscere un paio di blog che possano darvi un minimo di visibilità e poi, se la storia è quella giusta, scalare la classifica potrebbe rivelarsi alquanto facile. In ogni caso per fare davvero i “Big money” bisogna essere veloci, una volta scalata la classifica si deve fare in fretta a replicare il successo e mantenere la posizione. Già perché se si resta tra i primi dieci romanzi più venduti su amazon, per potersi garantire degli introiti fissi bisogna sfornare altri libri, spin-off e romanzi brevi a tema per seguire le festività (novella con fiocchetti e regali piccanti per natale, racconto horror-romantico per Halloween, ecc…). Insomma per un autore come me che spesso impiega dai due ai tre anni per scrivere un romanzo di media lunghezza, pensare di produrne uno al mese significherebbe di certo scrivere storie didascaliche: “si sono conosciuti-si amanao-ciulano come ricci-fine”.
Effettivamente è quello che succede (e qui arriviamo alla vostra seconda domanda), il desiderio di fare soldi facili porta grandi e piccoli amanti della scrittura a tentare questa via, e questo non significa per i lettori avere tanti bei romanzi da leggere. La corsa all’oro in pink, fa arrivare su amazon migliaia di titoli scritti male, non editati e che spesso salgono le classifiche (o che a volte restano totalmente abbandonati a se stessi); già perché un conto è essere autori che hanno già un certo seguito invece un’altra storia è essere un autore che prova la strada del self per la prima volta. Insomma non date per scontato che riempirvi le tasche con scene erotiche sia automatico, vi serviranno sempre i lettori, e fidatevi hanno parecchi titoli tra cui scegliere prima di arrivare al vostro.
Non è tutto oro quello che si sente dire in giro. E poi c’è il risvolto: “Autrice X inizia con il self e arriva in tutte le librerie grazie alla casa editrice Y”. Troppo spesso si pensa che chi sta in cima alla classifica e poi viene scritturato ad una grande casa editrice sia in automatico un grande maestro del rosa che ha raggiunto il suo scopo. Sinceramente lo vedo come una mucca da latte che sarà munta finché il pubblico non deciderà di passare a qualche altro nome noto. Ci sono certo le eccezioni, ma fidatevi, sono tanti quelli che arrivano in alto e poi vengono messi da parte. La macchina degli addominali scolpiti cerca sempre roba fresca da offrire al pubblico e come sono soliti dire a Project Runway “un giorno sei in e quello dopo sei out”, e quasi sempre se non vendi quanto loro vogliono, se non adatti la tua storia allo stile che è in voga in quel momento, è molto improbabile ti permetteranno di rimanere sotto contratto. Senza considerare che ci sono editori che per quanto siano reperibili anche negli autogrill, agli autori riservano dei diritti d’autore da fame, editing che trasformano i loro testi in letture con poche descrizioni e tanti dialoghi sciocchi e copertine fotocopia.


Apro anche una piccola parentesi sui piccoli editori. Già perché se c’è da mungere soldi dal genere rosa, anche i piccoli vogliono la loro parte: ecco che una miriade di nuove collare romance entrano nei cataloghi di editori che fino a ieri nemmeno prendevano in considerazione il genere, nuovi editori che pubblicano solo testi di grandi autori best seller esteri pronti a cavalcare l’onda, altri che sbandierano “Avete scritto un romance? Selezioniamo opere inedite”. Non mi credete? Forse non avete idea di quante case editrici hanno aperto da un anno e si occupano quasi ed unicamente di genere rosa.
Non mi turba leggere romance, non vado matta per gli erotici, la realtà è che di tutto questo mi turba vedere autori che ho sempre apprezzato per altri generi tentare questa scalata al successo: ho visto scrittori che ho supportato fin dai loro primi passi, e scrivevano fantasy e urban fantasy, accantonare tutto il loro talento per parlare di protagoniste vergini in cerca dello stallone di turno; il mio professore Adriano Barone mi ha sempre detto che un bravo scrittore sa prostituirsi alla commissione che gli viene richiesta, sia esso un libro per bambini o un erotico, basta che il lavoro sia fatto bene e sia poi pagato il giusto. Eppure non posso fare a meno di domandarmi quali storie avrebbero creato questi autori, ormai passati al tempo pieno romantico, se fossero rimasti fedeli al loro genere di punta. Non voglio criticare o permettermi di giudicare la loro scelta, ma resta il fatto che quando ami un autore e questo abbandona la strada che ti ha fatto innamorare di lui, da lettore ti senti abbandonato, a volte tradito.
Da scrittrice ho provato anche io a percorrere questa strada, ma invano. La questione è che non sono portata, e per quanto fosse un esperimento per fare quattro soldi per pagare i futuri editing, non sono certa che questo romanzo breve sarà mai pronto, non lo sento abbastanza mio e completo, non piacendomi al 100% non posso dire che lo finirò, probabilmente non sono ancora pronta a sperimentare il romance. Lo ammetto e preferisco scrivere di altro (poi se il tempo e l’ispirazione lo permettono posso sempre scrivere ogni tanto qualche pagina).
Tutti matti per le storie d’amore e le scene voyeristiche, anche io le leggo, quindi non nego di essere uno di quei lettori che investe nel rosa (anche se sono proprio un’eccezione, e chi mi conosce sa il perché), ma il mio vero amore resteranno sempre i romanzi urban fantasy o fantasy classici, che sembrano essere ghettizzati, quasi fossero degli sfigati, abbandonati per una strada più remunerativa.
Meglio restare poveri ma fedeli a generi di nicchia, oppure tentare la via del romance?
Io non ho la risposta, non so nemmeno se questo articolo possa essere giusto o sbagliato, però mi spiace non trovare più ottimi autori italiani sotto le etichette Fantasy e Urban fantasy. Senza considerare che quel poco che si trova troppo spesso è altro, non so quanti libri mi sono stati spacciati per tali in sinossi e presentazioni e poi altro non erano che Paranormal Romace.

Leave a reply

  • Login with Facebook:
     

    BEBO WordPress Theme

    Send this to a friend