Crowdfunding di libri ed editoria Crowfounding
On 19 Dicembre 2018 | 0 Comments

Ultimamente sono nati editori che si affidano al Crowdfunding. In principio era solo Bookabook ora invece ne ho scoperte un altro paio che sono nate appunto con questa nuova formula che permette ai libri che molti altri editori hanno rifiutato, di trovare il loro editore ideale… ecco a me questo odora tantissimo di EAP, prima di puntare il dito però analizziamo il fenomeno.
Il Crowdfunding è un finanziamento collettivo, nasce per dare alla possibilità a tutte quelle persone che hanno un’idea, di trovare il denaro per attuare i loro progetti. Nasce sul web tramite piattaforme come Kickstarter e Indiegogo dove artisti, ingeneri e molto altro propongono un progetto e raccolgono i fondi per produrlo e metterlo in vendita. I finanziatori che investono il loro denaro possono avere qualcosa in cambio, si parte dal semplice grazie (magari investendo solo 1 euro) fino a ricevere oltre che al prodotto, alcune esclusive legate appunto alla campagna di ricerca dei fondi. Su queste piattaforme non si trovano solo idee innovative, ci sono persone che cercano di produrre il proprio fumetto o cercano i fondi per portare avanti i propri studi o carriere artistiche.
Per alcuni questo genere di “ricerche di finanziamenti on-line” possono avere l’odore di elemosine, eppure da questo genere di finanziamenti hanno avuto vita anche libri di grande successo comeStorie della buonanotte per bambine ribelli”, ma cercare i fondi per produrre e mettere sul mercato il proprio libro è un poco diverso dal rivolgersi a un editore che vi propone una formula crowfounding: questo genere di contratto, vi darà la visibilità per avviare la vostra campagna, ma alla fine, l’editore non ci mette i soldi. Semmai i soldi li metteranno i vostri contatti o coloro che già fanno parte della loro community. Insomma se in principio un editore a pagamento chiedeva i soldi all’autore, ora invece li cerca on-line.
E con quei soldi? Onestamente l’argomento per me è molto ostico, vedo il mondo dell’editoria sia come lettore e blogger che come scrittore e questo genere di “nuovi contratti” mettono in allarme lo scrittore che è in me, già, perché con i soldi racconti, l’editore offre editing, copertina, stampa, messa in distribuzione del libro stesso e paga i diritti (non parliamo di cifre da capogiro) all’autore (si parla sempre e solo sulle copie vendute); se però riflettete, è la stessa cosa che offrono anche i normali editori gratuitamente… insomma loro giocano facile, come una EAP non devono investire un soldo nei propri libri, ci pensa sempre qualcun altro a farlo per loro. E mi dispiace ma vedere pure questi editori presenti in fiere del libro o in libreria e nella grande distribuzion non mi sembra equo nei confronti di tutti quegli editori che i soldi li investono in prima persona senza alcun tipo di finanziamento pubblico.
Andiamo però oltre la mia visione, quanto conviene però rispetto a un self oppure a un Crowfounding fatto con totale indipendenza?
Partiamo dal presupposto che il self vi porta ad avere in mano il 100% del guadagno di ogni singola vendita. L’aspetto negativo è che i costi di partenza (grafica, editing e pubblicità) sono a vostro carico, anche se, come spesso dimostrato, a volte non è una questione di qualità ma di semplice fondoschiena, quindi potreste anche limitare le spese di partenza.
Organizzare un Crowfounding indipendente è una cosa molo difficile, partiamo dal fatto che c’è molta burocrazia e dovete mettere in preventivo tanti fattori, dalle tasse agli imprevisti, quindi calcolare correttamente il costo della singola copia può essere un processo lungo, e in caso di errori rischiate di vendere il vostro libro senza avere un ricavo. Alle problematiche già citate dovete aggiungere il fatto che la cultura del crowfounding in Italia è poca e per la carta stampata è principalmente conosciuta per gli art book o i fumetti di artisti emergenti. Insomma, sono pochissimi gli scrittori che intraprendono questa strada e trovare finanziamenti è difficile.
Se tutti gli editori vi hanno detto no è il caso di intraprendere la via dell’editore Crowfounder? Onestamente la mia risposta è no. Il self mi sembra sempre la strada più facile e remunerativa, oltre al fatto che investire in editing e copertina, a mio parere da una scrematura a chi davvero crede nel proprio lavoro e chi invece ha solo fame di “fama” e vuole aggiungere scrittore al proprio curriculum.

Leave a reply

  • Login with Facebook:
     

    BEBO WordPress Theme

    Send this to a friend