Recensione: L’origine del peccato di Liliana Marchesi

Recensione: L'origine del peccato di Liliana Marchesi

Titolo: L’origine del peccato
Autore: Liliana Marchesi
Editore: Self Publishing
Pagine: 288
Prezzo: 12.00€
Pubblicato il: Settembre 2012

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 17 Ott 2013
Terminato il: 18 Ott 2013
Voto: 3/5

Recensione:Acerbo ma con intriganti basi per questa trilogia
Angeline non ha un passato, ogni suo istante è solo il dopo del tremendo incendio in cui è rimasta ferita e ha perso i genitori. Per fortuna il fratello, Adam, ha dato un prima a cui pensare, una vita di cui però non serba nemmeno il rammarico. E se quel prima fosse davvero vuoto?
È sempre un piacere, da grande amante degli scrittori emergenti Italiani, investire e leggere libri che segnano i primi passi dei grandi autori del domani e raramente mi pento di averlo fatto sia che il libro si riveli costoso o pessimo io credo che ogni storia scritta debba essere letta e allo stesso modo l’autore deve affrontare critiche e complimenti per trovare gli spunti a crescere.
La lettura di questo romanzo, primo di una trilogia, ha molte caratteristiche spiazzanti, i protagonisti sono molto interessanti, ma sono davvero poco delineati: Angeline per esempio risulta confusionaria agli occhi del lettore, senza fare spoiler, avrei gradito che il vuoto del suo passato e i dubbi che nascono da esso e dalle insolite situazioni che si stanno creando intorno a lei fossero state maggiormente enfatizzate, magari con scene più “traumatiche” di una semplice crisi di pianto e da qualche pensiero negativo. Ciò avrebbe dato spessore al personaggio e il lettore si sarebbe incuriosito di più pensando che forse Angeline era davvero un’assassina invece di capire da subito che forse i conti non tornavano.
Se la costruzione psicologica é tentennante, la trama esprime però un chiaro esempio di forza e intrigo che sembrano costruire la visione di un Eden molto alternativo (anche se non vi divo nulla per non fare spoiler) e per questo attira di più della passione e dei personaggi. A mio parere i personaggi e alcune descrizioni sono un poco bidimensionali, ma ciò è dovuto ad un’inesperienza che può essere chiaramente sconfitta scrivendo e leggendo molto. L’esempio sono alcuni flashback/visioni che sembrano non avere una chiara visione, per quanto siano esterni alla situazione reale, sono troppo narrati con il pensiero della protagonista che dovrebbe essere semplice spettatrice, magari vedendosi al di fuori se non è un suo ricordo o in caso contrario percepire anche emozioni e sentimenti dei suoi ricordi che spesso però vengono percepiti e raccontati come un film muto. In definitiva concedo tre stelle, sono sinceramente rapita dalla trama anche se lo stile acerbo richiede ancora del lavoro da fare. Quello che è certo è che in questo primo volume ci sono delle chiare basi che possono offrire al lettore il trampolino verso una storia coinvolgente e intrigante. Passo subito alla lettura del seguito “L’innocenza del Peccato”.

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