Recensione: Dark Heaven – L’abbraccio dell’angelo di Bianca Leoni Capello

Titolo: Dark Heaven -L’abbraccio dell’angelo
Autore: Bianca Leoni Capello
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 350
Prezzo: 16,90€
Pubblicato il: Settembre 2013

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 13 Gen 2012
Terminato il: 15 Gen 2012
Voto: 3/5

Recensione: Non proprio soddisfacente, ma attendo il terzo volume!
L’estate è passata, Virginia ha iniziato a convivere con Damien, dovrebbe essere il periodo più felice invece ci sono tante ombre, la distanza dalle sue amiche Penny e Emma, oltre alle preoccupazioni per la sorellina Giorgia, che si è legata con quel mascalzone del Masca famoso per il suo atteggiamento da farfallone e teppista. Ma se qualche problema si può arginare e risolvere in agguato c’è Amelia che trama per vendicarsi e ucciderla.
Riprendere in mano la lettura del seguito senza avere in mano il primo volume è stato un poco difficile: certo ci sono vari accenni della precedente trama, ma sono pochi e troppo mescolati al nuovo e per chi come me ne divora di libri, è stato difficile ripescare nella memoria cosa accadesse nel primo libro.
Dalle prime pagine soprattutto quelle del prologo tutto urlava a chiare lettere “New Moon”. Certo in questo libri non ci sono vampiri e Virginia non si sta spogliando in piazza San Marco ma le analogie mi sono sembrate troppe, sia per la scelta di un prologo che mette subito in allarme il lettore e apre ad una marea di domante, sia per le atmosfere e per la tremenda curiosità di sapere subito cosa sta per accadere mentre invece siamo costretti a fare un passo indietro per capire come si sia arrivati in quella piazza.
La caratterizzazione dei personaggi maschili lascia un poco a desiderare, appaiono femminili il classico uomo dei sogni troppo poco reale per avere una caratterizzazione che convinca i lettori, forse è perché stiamo parlando di sue scrittrici donne (che per chi ancora non lo sapesse scrivono sotto un unico pseudonimo) che forse non sono avvezze alla caratterizzazione maschile (o meglio, non hanno ancora uno stile che possa escludere quello che loro o una donna romantica vorrebbe leggere). Dall’altro lato le protagoniste sono ben caratterizzate anche se alcune delle situazioni che affrontano sono un poco scontate o create proprio per rendergli la vita difficile senza però far emergere con serietà il profondo del personaggio: per esempio Francesco ad una certa cena si lascia prendere la mano e picchia senza pietà un personaggio (mi limito a non aggiungere altro per non fare spoiler) e come reagisce Penny… elettroencefalogramma piatto, nulla, non ne esce sconvolta o minimamente turbata, ma come? Un angelo che picchia a sangue un ragazzo e nemmeno un piccolo dubbio in merito, una riflessione di mezza pagina su Francesco e il suo cambiamento repentino?! Invece su altre situazioni molto meno importanti ai fini della trama ci sono tutta una serie di considerazioni, che forse non denotano così tanto il personaggio.
La cosa che mi ha veramente disturbato più di tutto è la visione multipla mixata con il corsivo: passi il voler fare una narrazione a più voci, ma non approvo che nello stesso capitolo ci siano passaggi di personaggi come fosse un frullatore (Virgina, Damine, poi Francesco) lo stile delle scrittrici è davvero troppo grezzo per una scelta così ricercata, non si riesce a capire dalle prime parole chi sta raccontando chi ha in mano quel pezzo di capitolo, non c’è uno stile (letterario non quello del font, per il corsivo ne parliamo a breve) che caratterizzi le visioni, Francesco o Virginia parlano nello stesso modo di Damien e viceversa, si riconoscono solo grazie ai fatti nudi e crudi che stanno narrando, insomma poteva essere un narratore in terza persona a parlare e sarebbe stato lo stesso. Ma veniamo al vero capolavoro, il corsivo: quando si sceglie di caratterizzare il testo con elementi in corsivo o in grassetto lo si fa con una regola fissa, invece il corsivo è usato per i pensieri (o meglio per le parole trasmesse con la mente), per le parti di Damien e per i flashback di Francesco, a questo punto tanto valeva aggiungerli anche nei titoli dei capitoli e perché no nei dialoghi, è ovunque; una scelta decisamente confusionaria perché non viene sempre rispettata, ci sono pensieri non in corsivo, per esempio, e non solo…
Anche il finale è un poco da favola rosa moderna aperto ad un seguito che in piena sincerità aspetto presto, non che mi dispiacciano i toni rosa e leggeri della trama però… si tratta forse di un libro troppo leggero (non superficiale, questo no!) per i miei gusti attuali.
In definitiva, tre stelle. Dopo il primo volume di cui ero sinceramente rimasta molto affascinata, questo è caduto un po’ troppo su banalità e mancanze troppo evidenti per un romanzo a mio parere senza troppe pretese come questo. Sconsigliato? No, assolutamente, è una buona lettura senza impegni adatta ai romanticone/i dai sedici anni in su (soprattutto per quelli che non smettono di essere giovani dentro e sognatori).

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