Stranimondi 2017
On 20 dicembre 2017 | 0 Comments

So di essere in tremendo ritardo, ma vi confesso che solo ora ho trovato quei cinque minuti per parlarvi delle ultime fiere fatte, partiamo quindi con la prima. I mondi della scrittura sono infiniti, racchiuderli in un solo mostra mercato è impossibile eppure a Milano è nato un evento che vuole radunarli, se non tutti, almeno quelli della nicchia (che poi non è affatto una nicchia) di fantasy e fantascientifica. Distinguersi e far distinguere quei generi che i letterati reputano minori, ma che sembrano essere i meno asettici della letteratura: ecco a voi in poche parole Stranimondi.
Questo per me è il secondo anno di presenza a questa fiera che conta la sua terza edizione, ma per me è come se fosse la prima, perché l’ho vissuta da scrittrice, dietro a un banchetto a vendere; ospite del team La Ponga edizioni avevo per la prima volta un mio spazio di vendita.
È stata quindi un’esperienza nuova, a Tempo di Libri non ero propriamente dietro a un banchetto, a dire il vero l’esperienza fu più simile a quella di una promoter, in piedi e accanto alla libreria a sorridere a coloro che entravano nel nostro stand. Stare seduti e guardare chi si fermava e chi no, cercare di capire quando era il caso di intervenire con l’acquirente, perché vendere è un’arte che fonde astuzia e correttezza, se si eccede con una di queste due componenti si rischia di vendere “per esasperazione” o di perdere il possibile lettore annoiandolo. Insomma non è un lavoro semplice e nemmeno così scontato.
Ho sbagliato e ho imparato a correggere il tiro. La vera bravura però l’ho acquisita guardando Alessia Palumbo che vendeva i primi due volumi della sua quadrilogia (I due Regni edita EKT Edikit) proprio accanto a me. È una venditrice seria e motivata che mi ha insegnato l’importanza della sintesi e di come approcciarsi senza essere una “butta dentro” (che sarebbero quei venditori che in qualche modo ti fermano e ti tengono legati fino a che non compri). Insomma di strada ne devo fare ma questa ragazza mi ha insegnato molto.
Sabato poi ho fatto la conoscenza di Hendrik R. Rose venuta a Milano appunto per l’uscita del suo libro “Armonia Finale” una scrittrice talentuosa e molto simpatica. Lo so che può sembrare una banalità, ma è incredibile che nonostante si parli la stessa lingua della scrittura spesso si rimane isolati, conoscere altri “malati di scrittura” fa bene a quel lato che troppo spesso rimane solo a chiedersi che senso abbia scrivere. Ecco anche se si ha un solo lettore, trovare un altro scrittore con cui condividere qualche ora è come incontrare una anima gemella di inchiostro (anche se ormai scriviamo tutti su pc/mac) e parlare del più e del meno non è semplice convenzione sociale, si riesce a trovare la profondità del nostro essere.
È stato poi bellissimo incontrare amici nuovi e vecchi, da Alex Calvi (autore de “Il tessitore di Sogni”)che ha frequentato il corso di scrittura estivo, fino a vecchi compagni del primissimo corso sostenuto a Milano, il neo-professore Livio Gambarini, Antonio Schiena e tanti tantissimi addetti al settore che sfortunatamente incontro sempre e solo durante alle fiere.


Gli unici due acquisti di questa fiera sono stati il neo uscito “Storia di cento occhi” di Stefano Tevini e appunto “Armonia Finale” di Hendrik R. Rose.
C’è però una “special entry” nei pochi acquisti di questo evento. Non ho comprato il volume in fiera, ma se l’ho acquistato è soprattutto grazie a Stranimondi. Tra i segnalibri che giravano per la fiera uno ha colpito la mia attenzione, si tratta del libro “Sweet Dream”di Marina Belli, ho letto la sinossi e ne sono rimasta rapita (già solo con le parole “Milano” e “Urban Fantasy” nella stessa frase era già finito nel mio carrello di Amazon). L’ho comprato e un poco me ne sono pentita perché è il primo volume di una saga, ma non demordo, se si rivelerà un’ottima lettura mi metterò alla ricerca dell’autrice per pretendere molto altro.
È stata una Stranimondi nuova, un battesimo, il primo passo di molti in questo settore, anche se lo ammetto, restare dietro a schermo e tastiera è per me quasi più divertente, devo abituarmi a uscire e tenere rapporti con il mondo.

I libri citati in questo articolo:

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