2018 Libri letti tra il top e i flop!
On 31 Dicembre 2018 | 0 Comments

È finalmente arrivato il 2019 ed è il momento di fare un sunto di come è andato l’anno dal punto di vista dei libri.
Partiamo da un paio di numeri, se nel 2017 avevo letto solo 36 volumi, in questo 2018 è andata nettamente meglio ben 48! Un piccolo passo per tornare vero i 100 libri letti ogni anno che erano cosa normale nel 2013/4. Questo calo di letture non è dovuto alla mancanza di libri (ormai anobii conta qualcosa come 1600 libri circa) o di tempo (quello è sempre lo stesso, poco) il problema è la scelta dei libri da leggere; in passato leggevo velocemente tutto quello che mi capitava a tiro, ora seleziono con cura quello che voglio leggere. Basta quindi a volumi che vengono annunciati come il capolavoro del momento, e basta con i fenomeni editoriali sbocciati solo grazie a uno scrittore che ha venduto all’estero e molto spesso è tradotto male. Insomma quando leggo voglio leggere roba buona, possibilmente “Made in Italy”, molto spesso significa anche dedicare il giusto tempo alla parola scritta.
Tanta Italia ma anche tante letture d’evasione, il romantico e Nora Roberts (che sta sostituendo momentaneamente le pochissime letture che mi rimangono della Woodiwiss) la fa da padrone insieme anche ai testi della Delrai Edizioni. Ho investito tanto anche su giovani sconosciuti scoperti per puro caso.
Partiamo a parlare del top del top, tre libri scritti da tre donne ognuno che riassume alla perfezione le mie letture mostrando che l’eccellenza non è solo estera, non è solo la novità in libreria, non è solo questione di fortuna.

Al terzo posto della mia Top Three troviamo “La Ragazza dei fiori morti” di Amy MacKinnon. È un libro che (come il primo volume) ho scoperto per caso navigando su instagram e che ho deciso di leggere perché mi sembrava piccolo e leggero. La sorpresa è stata che dopo i primi capitoli la storia fosse, oltre che ben scritta, travolgente tanto da non poterne fare a meno.

Al secondo posto un romanzo storico, “L’inverno si era sbagliato” di Louisa Young, questo libro è arrivato nella mia libreria moltissimo tempo fa, nel 2014 o forse prima, e l’ho lasciato a prendere polvere perché non era mai il momento giusto. Questo è stato un anno in cui i libri con ambientazione storica hanno avuto grande spazio, infatti ho cercato di proprio tra gli scaffali della mia libreria titoli che potessero avere una buona storia lontana nel tempo. È stato il primo volume dedicato alla prima guerra mondiale di quest’anno ed è una storia che mi ha sorpreso, non solo per l’intensità ma per la crudezza con cui ha rappresentato il conflitto e le vite dei molti che per la guerra sono partiti senza mai tornare, insomma da leggere, e ho recentemente scoperto anche il seguito, inutile dire che non vedo l’ora di leggerlo.

Al primissimo posto e per la prima volta una autrice italiana! Parlo del libro “Aria e altri coccodrilli” di Silvia Pillin. Anche questo libro scoperto su Intagram quasi per caso (sì, il caso non esite, lo so), e me ne sono innamorata. La tematica è il suicidio e l’autrice l’affronta sviscerandone i vari aspetti attraverso le sue protagoniste, è un libro di pochissime pagine eppure ogni singolo capitolo ha la forza di un oceano. Se cercate una lettura breve ma intensa questo è il libro che fa per voi.

Passiamo ora alle menzioni speciali, quei volumi che non sono finiti tra i migliori ma per pochissimo.
Partiamo dalla prima menzione che è rivolta a un classico della letteratura inglese ottocentesca: “Nord e Sud” di Elizabeth Gaskell, al di là del capolavoro (fidatevi, questo libro merita moltissimo!) ho voluto premiare la bravura dell’editore Jo March, appunto per il sapiente lavoro di adattamento e per lo sforzo di portare nel nostro paese grandi classici che spesso passano in secondo piano a quei giganti della letteratura. Il mio terrore leggendo questo libro era di trovarlo molto lento, invece è stato adattato con cura, senza snaturarlo o alterare il testo originale. Un lavoro che non sempre viene fatto sui grandi nomi della letteratura (tanto quelli vendono e basta), in questo libro ho trovato la maestria di chi ama leggere e vuole portare i grandi scrittori nel nostro paese per farli amare oltre che per apprezzare la loro bravura.
La seconda menzione arriva anche questo da un’altra epoca. È stato l’anno del “–punk” e infatti prima di citare i vincitori non posso esimermi dal parlarvi anche di un dieselpunk: “Leviathan – La trilogia” di Scott Westerfeld anche questo è un volume che ha preso, nella mia libreria, molta polvere prima di arrivare tra le mie letture e come sta spesso accadendo è stato un peccato, perché si è rivelato davvero una buona lettura, ma sopra a questa le menzioni speciali, che rimangono in questo filone anche se ci si sposta dalla prima guerra mondiale all’epoca vittoriana e sono “Collezione Privata” di Eveline Durand e “Victorian Horror Stories” di Mala Spina. Il primo è uno Steampunk e il secondo che ha aperto le letture del 2018 è un fantasy storico. Sono due libri con stili diversi eppure che mi sono rimasti dentro per la bravura delle autrici e per la cura grafica dei volumi (cosa che da ex grafico apprezzo sempre molto).

Le lodi sono andate. È il mometo dei flop… Fortunatamente i volumi pessimi di quest’anno sono stati pochissimi un po’ perché sto evitando molti di quei “successoni sensazionali” dei grossi editori, sia perché come già dicevo ho imparato a scegliere quello che voglio leggere e seguo sempre meno la moda. Il primo libro che resterà tra i pessimi di questo 2018 è “Shadolove” di Matteo Prattico e che ha confermato molti dei pensieri sull’editoria croufunding, e cioè che se un editore “non mette i soldi” difficilmente il prodotto finito avrà un’identità chiara e questo libro ha confermato i miei sospetti, l’unica eccezione è stata nelle letture top dell’anno scorso, ma ammetto che conoscevo bene l’autrice e non era un autore di prima penna… Il secondo megaflop è una trilogia (unita in un solo volume) a cui avevo dato grandi speranze e invece le ha deluse trasformando un’idea di base geniale, in una serie di macchiette caricaturali che si sono perse man mano che la saga proseguiva: sto parlando della trilogia “L’accademia del Bene e del Male”.

Quindi il meglio e il peggio per questo 2018 lo abbiamo svicerato, ma per il 2019 cosa leggerò?
Ho aperto negli scorsi giorni un sondaggio su instagram e la scelta è puntata su “Caterina” di Vincenzo Zonno edito Watson Edizioni.

Si parte con un libro scelto dai miei follower e poi? Poi sul mio comodino affollato sono approdati anche i volumi che hanno perso il sondaggio e anche qualcos’altro. La promessa che mi voglio fare per il nuovo anno è di leggere qualche classico. Sono anni che a parte cose molto brevi (escludo “Nord e Sud”) non ho tra le mani un buon romanzo di grandi autori del passato; la mia libreria è stracolma ma in rappresentanza ho scelto “Il Vampiro” di J.W. Polidori, primo perché si parla di vampiri e se ci sono canini appuntiti quel libro non può mancare alle mie letture, sia perché avendo visto il film “Mary Shelley – Un amore immortale” mi sono avvicinata alla figura di questo autore a cui è stata oltretutto negata la paternità dell’opera.
Dopo i classici passiamo ai giganti contemporanei e vista la splendida esperienza con il “Fight Club”, nel 2019 mi prometto di leggere altro di questo autore quindi punto a “Gang Bang” che già da tempo mi aspettava in libreria.
Poi passiamo al “Made in Italy” che di certo non mancherà mai, ho scelto due titoli molto diversi, il primo è l’ennesimo libro (e spero non sia l’ultimo perché prima o poi Susanna Raule deve scrivere del mio matrimonio con lui) con protagonista il grande Commissario Sensi (se non sapete di chi sto parlando, VERGOGNA!, correte a informarvi) e mi auguro di avere la possibilità di incontrare questa autrice per ringraziarla per aver creato un personaggio che è la mia anima gemella.
Infine sempre per la sezione “nostranità”, voglio assolutamente inizare “Non contate su di me” di Antonio Schiena, ormai sono un paio d’anni che conosco questo autore e all’ultima fiera ho scelto di comprare i suoi libri e questo mi sembra quello più interessante tra i due e ho intenzione di iniziarlo presto (se non subito dopo il primo libro scelto dal sondagglio).

Chiudo così il mio 2018 e mi preparo per il 2019… anche se non è finita qui, devo parlarvi anche del mio futuro da scrittrice…

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