Recensione: Crossed – La Fuga di Ally Condie

Recensione: Crossed – La Fuga di Ally Condie

Titolo: Crossed – La Fuga
Autore: Ally Condie
Editore: Fazi
Pagine: 352
Prezzo: 14.90€
Pubblicato il: Novembre 2012

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 15 Mar 2013
Terminato il: 16 Mar 2013
Voto: 5/5

Recensione: Un nuovo spicchio di libertà per i giovani lettori.
Cassie è in viaggio per trovare Ky. Non ci saranno altri campi di lavoro per lei, è decisa a raggiungerlo ad ogni costo, diventando un’aberrazione, e lasciandosi alle spalle la sua vita, la sua famiglia. É un viaggio che non avrà ritorno, e per intraprenderlo, scoprirà che qualcuno si sta ribellando alla Società, una ribellione…
Ritornare a leggere le avventure di Cassie e Ky dopo aver letto altri urban fantasy o young adult è stranissimo: la cosa che sorprende di più è lo stile asettico di descrizioni e spesso anche delle emozioni; hanno definito in diversi modi questa trilogia, una copia di Fahrenheit 451, oppure di 1984 con tanto romanticismo e per giovani lettori, eppure l’autrice riesce ad esprimersi come se lei stessa fosse in quel mondo della Sicietà, nata e vissuta nel controllo nell’impossibilità di essere individuo; se ci soffermiamo a leggere qualche riga spesso le emozioni che traspaiono sono forti, ma contrastanti rispetto al modo in cui sono espresse, si parla di speranza senza nemmeno essere sicuri che questo concetto esista sul serio, sopravvivere fuori delle regole imposte, non è solo una continua scoperta, ma anche un viaggio alla ricerca di quel qualcosa che in una società dispotica i protagonisti non trovano, e non parliamo solo della libertà o dell’amore, ma della scintilla di ribellione a tutto quel mondo senza forme che non siano state scelte per loro.
La narrazione poi e alternata dalla visione di Ky e Cassie, devo ammettere di preferire una narrazione di me are rispetto alla scelta di passare di visione in visione ma devo ammettere che è stata una scelta ponderata anche per creare un po’ di suspense nella rincorsa dei due protagonisti. Sono certa che questo libro non può sostituire i capolavori a cui viene paragonato e da qui evidente che l’autrice abbia tratto ispirazione ma credo che libri come questo possono insinuare nelle giovani menti gli stessi concetti e spingerli magari a cercare libri come questo (e non parlo di Hunger Games). In definitiva confermo le cinque stelle! Una bella lettura, ideale per vedere un nuovo spicchio di libertà che diamo sempre per scontato.

Christmas Italian’s Book Challenge: what bloggers read #2

Christmas Italian’s Book Challenge: what bloggers read

Ho iniato la challenge ormai da due settimane ed è il punto di aggiornarvi sui libri che ho finito in questa settimana dal mio ultimo post riassuntivo.

Che cosa ho terminato di leggere:

Le lacrime di Ishtar di Laura Fornasari

Sinossi: Sette sono le forze che dominano il mondo, ma solo una, la Morte, incute tanto timore da tacerne il nome. Ora, nel continente di Quistham, una guerra ha diviso per sempre i quattro Reami originari, e le ostilità continuano sul lungo fronte che divide le terre dell’Ovest da quelle dell’Est, dove viene rivendicato il culto proibito della Morte come unica vera religione.
Ma, nella piccola frazione delle terre libere del sud-est, la pace sembra perdurare. È lì che vive Hennet, diciassettenne figlio di un fabbro, che a tutto pensa meno che alla guerra che dilania la sua terra e al destino dei Reami. È giovane, agile, un buon combattente, ma qualcosa lo rende diverso dai suoi coetanei: i suoi incubi, più vividi e cupi di quelli di chiunque altro.
Quando nella sua città arriva un uomo misterioso, che si presenta come uno stregone vagabondo, cominciano ad accadere strani eventi che riguardano Hennet da molto vicino. Incidenti inspiegabili accadono ai suoi amici, le strade si popolano di ombre, e in un modo o nell’altro gli occhi del forestiero sono sempre su di lui…
È durante la rituale Notte della Caccia che il ragazzo si ritrova strappato alla sua vita e alla sua famiglia, prigioniero in un carcere da incubo, dove viene sottoposto a brutali esperimenti e deve affrontare una terribile verità del suo passato: quello che gli scorre nelle vene non è sangue umano. Hennet è discendente diretto dei draghi, e suo malgrado scopre di essere stato scelto per far parte di un esercito di creature generate per portare la distruzione sulle terre libere. E, anche quando tenta di avvertire la sua gente del pericolo, scopre che qualcosa ormai è cambiato: è un mezzosangue, ne porta i segni indelebili sul proprio corpo, e il suo retaggio diventa per lui un marchio e una maledizione.

Rya – La figlia di Temarin di Barbara Bolzan

Sinossi: Foresta di Mejixana. Una ragazza, ferita e sporca di sangue, è accasciata sull’argine del fiume. Nemi, il capo dei ribelli di Mejixana, la prende tra le sue braccia e la porta con sé al villaggio. Ancora non sa che la ragazza che ha salvato è Rya, sorella minore della regina di Temarin e moglie del sovrano di Idrethia. Sarà lei stessa a svelare la sua identità a Nemi e a proporgli un accordo che le permetta di ricongiungersi col marito. I due si mettono in viaggio ma il pericolo e l’ombra di Niken, vecchia conoscenza di Nemi e criminale ricercato, incombono su di loro e giungeranno a intralciare il loro cammino.

Che cosa sto leggendo:
Il potere della fenice di Ilaria Damiani

Sinossi: Giungono implacabili, nel grigiore dell’alba autunnale, accompagnati da canti lugubri. Stormi di corvi, portavoce del misterioso dio Sedach. Un pericolo incombe sulla terra di Araliya, un pericolo portato dall’Ovest di cui tutti negano l’esistenza. Ormai è finito il tempo delle illusioni, il mondo deve conoscere la verità. Un percorso doloroso attende Keitha, una giovane guaritrice, un viaggio in un mondo incendiato dalla guerra e corrotto da forme oscure di magia. Potrà accettare il potere del fuoco che l’ha mutata per sempre senza dimenticare i propri sogni e sacrificare l’amore? La prima avventura di un ciclo in un mondo di speranza, oscurità e magia.

Che leggerò poi:

Gala Cox – Il mistero dei viaggi nel tempo di Raffaella Fenoglio

Sinossi: Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa. Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Teufel, il Diavolo di Eilan Moon e Antonella Ghidini
Questo sarà uno dei libri che purtroppo arriverà molto tardi e che quindi ho il terrore di non fare in tempo a leggere. L’autrice ne ha ordinate le copie ma ci vorrà un po’ perché arrivino e sarebbe troppo facile comprarlo in altri modi, chi mi conosce sa che su tutto preferisco il cartaceo autografato.

Sinossi: Mi chiamo Irína Volkova ed ero una ragazza felice e con molti sogni da realizzare. Ma una notte sventurata mi ha rubato tutto ciò che avevo e le persone che amavo. Da quel momento a Sovodky era rimasto solo il nulla per me e la mia anima gridava di scappare e non tornare mai più. E così ho fatto. Ma in quel paesino c’è ancora lui che mi aspetta in silenzio, che attende il mio ritorno. Anche io vorrei riabbracciarlo: Dima è tutto ciò di cui ho bisogno, ma rappresenta anche la vita che ho perduto e che non mi apparterrà mai più. Finché so che mi aspetta, io non posso sperare di dimenticare il dolore: devo liberarmi per sempre di quella vita e a questo scopo devo dirgli addio, non posso escogitare continue scuse per rivederlo. La decisione è ormai presa e non tornerò sui miei passi. La sofferenza è troppo grande, così intensa che in alcune occasioni ho desiderato la morte. Nessuno può capirmi nemmeno Dima, l’altra metà del mio spirito. Ma il destino non è d’accordo con me, forse qualcuno ha udito il grido soffocato della mia anima e quel qualcuno ha un nome: Teufel.

Hydra di Barbara Riboni
Sono alla presentazione di questo libro e da allora ho una voglia matta di leggere questo libro, direi che potrebbe essere tra i primi che prenderò in mano.

Sinossi: Victoria Valsecchi è una ragazza milanese abituata al lusso estremo e alla vita sregolata.
Orfana di madre, ignorata dal ricchissimo padre, ha sviluppato un carattere chiuso e indisponente, costruendosi una rigida corazza contro il resto del mondo.
Ubriaca alla guida della sua auto, una notte ha un incidente in cui rischia la vita e una denuncia penale e così il padre, esposto politicamente all’estero, la obbliga a una vacanza forzata in un resort alle Maldive, minacciando di bloccarle i conti in caso di rifiuto.
Non sarà facile per la ragazza, abituata alla vita frenetica di Milano, adeguarsi al silenzioso splendore dell’Oceano Indiano ma Victoria, contro la sua volontà, si scoprirà ben presto attratta dalle meraviglie naturali di quel paradiso terrestre e da uno strano uomo che scorge tra le onde.
Al largo di quelle acque azzurre e trasparenti andrà incontro ad un destino inimmaginabile e pericoloso, conoscerà un popolo straordinario e avrà il compito di proteggerlo da una misteriosa minaccia, con l’aiuto degli otto Custodi di Hydra.
Ricattata da una creatura divina e contesa da due uomini caparbi riuscirà a trovare l’amore dove non l’avrebbe mai cercato, ma dovrà spingersi nel segreto degli abissi più profondi per scoprirlo.

Scrittori Made in Italy: Angela Volpe

Scrittori Made in Italy: Angela Volpe
Questa rubrica nasce con lo scopo di dare spazio ai numerosi scrittori (più o meno famosi) del nostro bel paese. Ogni settimana scoprirete un nuovo nome e le opere che ha pubblicato (tramtite CE o con il self publishing!), autori che rendono vario il nostro mondo letterario e che dovremmo supportare al meglio perché fanno parte della biodiversità della letteratura contemporanea (sì, lo sono anche se scrivono romance, fantasy o urban-fantasy! Non facciamo i moralisti in cui letteratura è solo ciò che si definisce libro impegnato).
Questa settimana scropriamo… Angela Volpe!

Chi è Angela Volpe?
Sono una sognatrice, che colora la propria routine con parole, scritte da me o da altri. Prediligo la fantascienza sopra ogni altro genere perché mi permette di evadere dalla quotidianità, di visitare mondi meravigliosi e incontrare super eroi, innamorarmi ogni giorno e provare emozioni sovrannaturali!

Quale libro hai scritto?

Titolo: Darkness and hope

Editore: Edizioni Creativa

Pagine: 243

Prezzo: 12.00€

Trama: Darkness and Hope è un romanzo fantasy ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell’adolescenza: una sera, rincasando con l’amica d’infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all’intervento di uno sconosciuto, mentre l’amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull’esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l’interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.

Come sei diventata scrittrice?
Prima ancora di imparare a leggere, amavo i libri. Mi piaceva sfogliare le pagine, sentirne la consistenza sotto le dita. Qualche anno fa ho iniziato a fantasticare su cosa avrei cambiato nei libri che leggevo, ad esempio a volte mi capitava che non mi piacesse un episodio particolare che veniva narrato o il finale. Leggendo molto, mi capitava spesso di immaginare un finale alternativo per le storie che leggevo, così per gioco ho iniziato a riscrivere le parti che non mi piacevano, finchè ho realizzato, con grande gioia, piacere e sorpresa che mi veniva abbastanza bene. A quel punto ho deciso di mettermi a scrivere qualcosa di mio, il mio primo romanzo è nato così.

Qual è la tua giornata lavorativa tipo (da scrittrice)?
Vorrei tanto avere a disposizione tutta la giornata per scrivere, ma per forza di cose lo devo fare nei ritagli di tempo. Scrivo prevalentemente la sera, appena tornata dal lavoro, se non ho impegni particolari riesco a scrivere anche 3-4 ore di fila. Ogni mattina, prima di andare al lavoro, rileggo quello che ho scritto la sera precedente oppure aggiungo qualche commento su idee che mi vengono di notte (questa è semi-comica ma è la verità!). Nei giorni festivi mi alzo sempre presto per dedicarmi ai miei lavori e spero di non dover fare troppe commissioni per non togliere tempo alla scrittura! Penso ai miei personaggi 24 ore al giorno (si, anche di notte perché spesso li sogno) e prendo appunti ogni volta che un’idea mi balena nella mente. Scrivo ovunque, in qualsiasi situazione, una volta ho persino preso appunti dietro la ricevuta del bollo auto perché non avevo altri supporti di carta a disposizione.

Qual è stata la tua prima stesura?
Avevo iniziato a scrivere un romanzo sci-fi sulla città sotterranea di Agartha, doveva essere quello il mio primo romanzo. Ho scritto circa una ventina di cartelle, poi ho avuto l’idea per Darkness and Hope ed è stata così folgorante che ho abbandonato tutti gli altri progetti che avevo in mente.

Scrivendo, o anche quando avevi appena iniziato a scrivere, c’è/c’era una figura letteraria che potresti indicare come mentore o come idolo?
Onestamente, non posso dire di avere avuto una figura letteraria particolare che mi abbia ispirato. Amo moltissimo lo stile di Stephenie Meyer, perché lo trovo profondo e intimo come pochi, mi piacerebbe che i miei testi suscitassero le stesse emozioni dei suoi.

Come nascono le tue storie?
A volte mi capita di fare dei sogni che mi rimangono particolarmente impressi e ripensandoci trovo degli spunti interessanti. Ascolto moltissima musica e presto attenzione ai testi delle canzoni, se dovessi scegliere una mia musa ispiratrice direi che la musica è certamente al primo posto. I titoli dei capitoli di Darkness and Hope sono stralci di testi di canzoni che mi hanno ispirata e tra i ringraziamenti ho citato alcuni dei miei gruppi preferiti.

Ci sono mai stati momenti in cui è mancata l’ispirazione o peggio tu abbia deciso di cestinare il tuo operato?
Questi momenti ci sono stati, ci sono tuttora e ci saranno sempre! Spesso rileggendo quello che ho scritto mi dico “Accidenti, non funziona” E la cosa più brutta in assoluto è quando mi rendo conto che manca qualcosa ma non riesco a capire cos’è. Di solito, quando succede cerco di staccarmi dal testo e dalla storia, facendo tutt’altro finchè non mi si accende una qualche lampadina. A volte l’illuminazione tarda ad arrivare e puntualmente ogni volta vado in paranoia!

Scrivere è un po’ come prendere il treno, sai bene che stai per intraprendere un viaggio, ma non sempre sei sicuro di arrivare o di conoscere veramente il percorso che stai iniziando… Ti sei mai sorpresa di ciò che stessi scrivendo?
Assolutamente si, sorprendo me stessa molto spesso! Mi capita di rileggere cose che avevo scritto anni fa, le trovo buone e mi domando perché le ho lasciate a metà. Io non ho un metodo vero e proprio, durante la stesura del romanzo mi lascio guidare dall’ispirazione del momento e in particolar modo i personaggi, cerco di immedesimarmi, mi chiedo “Cosa farebbe lei o lui? Qual è la reazione emotivamente più spontanea?” Scrivo e scrivo, poi ci ritorno sopra e verifico se ha un senso.

Ci sono centinaia di scuole di scrittura creativa, manuali… alcuni sostengono che per scrivere bene bisogna leggere bene (o meglio leggere libri di un certo spessore). Nel tuo caso qual è il percorso che ti ha permesso di scrivere?
Sarò sincera: io scrivo di getto. Presto molta attenzione alla coerenza della trama, questo si, ma non mi interessa avere uno stile impeccabile o artefatto. Come per la musica, traggo piacere ad improvvisare. Volendo sarei in grado di seguire uno spartito, ma non mi interessa. Mi siedo al pianoforte e pigio sui tasti, a volte ne esce qualcosa di buono che ha bisogno di essere raffinato con la razionalità, altre volte è semplicemente orribile, altre strabiliante. Non mi piace l’idea che esistano libri di serie A e libri di serie B, credo che l’importante sia continuare a leggere e confrontarsi con stili diversi.

Scrivere è un percorso lungo e tortuoso, ma non si conclude con la semplice stesura di un romanzo. Arrivano le revisioni, la ricerca e soppressione dei refusi, delle ripetizioni che sembrano non terminare mai, e se si credeva che la fatica fosse solo nella stesura ci si sbaglia di grosso. Come hai vissuto le tue prime revisioni o come vivi quelle delle tue ultime opere?
La fase delle revisioni mette sempre a dura prova i miei nervi e la mia psiche! Mi capita spesso di aver letto talmente tante volte un passo da non riuscire più nemmeno a capirne il senso. Inoltre sono spesso così concentrata nel seguire il filo logico della storia che non noto i più banali errori di battitura (per non parlare degli apostrofi, che per me sono un optional!). Tutto questo processo mi sfianca anche perché non ha mai una fine, potrei rileggere 100 volte una pagina e ancora non essere convinta del tutto, ma ad un certo punto bisogna mollare la presa, posare la penna (virtuale) e scrivere la parola fine!

Hai scritto un libro, l’hai revisionato con la massima cura ed è giunto il momento di darlo alle stampe… Come ti sei comportata con il tuo primo manoscritto?
Onestamente non pensavo che fosse un mondo così difficile, mentre scrivevo il mio primo libro non mi sono preoccupata di questi aspetti perché all’inizio non pensavo nemmeno alla pubblicazione. Quando l’ho visto ultimato ho iniziato ad informarmi sul mercato editoriale e a capire che stavo nuotando in un oceano. Ho consultato molti blog del settore in cerca di consigli, ho evitato tutti gli editori a pagamento e mi sono concentrata sulle piccole case editrici. I guadagni sono pari a zero e la promozione è tutta sulle mie spalle, ma per essere la prima esperienza in assoluto non mi posso lamentare. Ho scartato subito l’idea dell’ebook perché pochissime persone che conosco lo possiedono.

Sottoporre il proprio manoscritto ad una CE oppure decidere di optare per il self publishing non è scelta da poco: in molti credono troppo nel proprio operato e altri credono troppo poco in ciò che scrivono. Quali sono i tuoi consigli o le esperienze in merito?
Una sana fiducia in se stessi è la base del successo, per fiducia non intendo arroganza. Vedo molti scrittori che si auto pubblicano e auto elogiano le proprie opere nella speranza di essere notati spammando in continuazione sui social network, ottenendo l’effetto opposto da parte del pubblico.

Ormai il settore del Self publishing è in forte aumento, poi con la cultura dell’e-book, sono sempre di più gli autori emergenti che decidono di scegliere la strada dell’auto-pubblicarsi invece di attendere che sia una CE ad investire su di loro, tu cosa ne pensi?
Da quello che ho potuto constatare fin’ora, sembra che il mercato editoriale italiano sia molto simile a quello discografico. Esistono dei “colossi” che monopolizzano le scelte di tutti gli altri, saturando il mercato e rendendo molto difficile o quasi impossibile, accedervi per chi non è già una ‘personalità’ o non risponde a certi requisiti predeterminati. Ritorno sulla musica: conosco personalmente gruppi musicali e musicisti italiani con talenti molto superiori a quelli di alcuni artisti acclamati ma che non arriveranno mai al successo nazionale perché non hanno le conoscenze giuste. Trovo tutto questo molto triste, perché non esiste meritocrazia. Il self publishing è una scelta coraggiosa e non penso che i libri auto pubblicati siano meno validi di altri. Personalmente, non ho preso in considerazione questa strada per mancanza di esperienza e paura di non riuscire a gestire tutto il procedimento. Avere una casa editrice alle spalle, seppur piccola, mi fa sentire meno sola in questo universo ostile!

Parliamo delle tue storie, abbiamo visto cosa hai scritto, come lo hai fatto, ma non abbiamo parlato seriamente di cosa realmente scrivi… Ti prego, cosa celi tra le tue pagine?
E’ molto difficile rispondere a questa domanda, perché non ho mai veramente pensato a cosa contengono i miei romanzi ‘oltre le righe’. Mi piace pensare che non ci sia una risposta univoca e che ogni lettore trovi il proprio significato ‘nascosto’ nelle storie che narro.

Perché scrivi?
Scrivere un modo di sperimentare emozioni che non incontrerò mai nella mia vita reale. Insomma, come molti di voi la mia vita si divide tra l’ ufficio e la casa. Scrivere è una valvola di sfogo e un’innocente evasione, l’unico modo di vivere attraverso i miei personaggi avventure fantastiche.

In un era di Grandi Fratelli, di Masterchef e di Fattori X c’è un solo elemento che eleva i libri ad autentici capolavori o a semplice carta straccia (per non dire igienica): la critica… Cosa pensi sinceramente delle opinioni degli esperti del settore, dei blogger autoincoronati a esperti del settore, dei lettori occasionali che però esprimono il loro giudizio alla rete?
Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, ma dovrebbe essere fatto con rispetto. Alcuni utenti/blogger/critici ci vanno giù troppo pesante, a volte rasentando le offese personali e senza considerare che così facendo si rischia di distruggere sogni o progetti di tutta una vita. Si possono esprimere gli stessi concetti in modo civile e senza danneggiare nessuno.

Ti senti davvero uno scrittore? Ti sei mai chiesto se sei veramente tale?
Vorrei riuscire ad emozionare le persone, vorrei che leggendo il mio libro il lettore si immedesimi completamente nella storia e diventi parte di essa (tipo La Storia Infinita). Se un giorno avrò la certezza di essere riuscita a fare questo, allora potrò dire di essere una scrittrice.

In conclusione, sei quello che sei, ti sei mostrato attraverso queste domande e tramite le tue esperienze e la tua passione per la scrittura, per concludere vorremmo sapere qualcosa di ciò che vedi nel tuo domani… Raccontaci chi sarai e cosa stai facendo per esserlo…
Continuo a scrivere, ma soprattutto continuo ad avere idee e ho scarsissimo tempo per metterle nero su bianco. Indipendentemente da come andrà la mia “carriera” da autrice, ho intenzione di portare a termine i progetti che ho già iniziato. Ho in cantiere un racconto stile chick-lit che probabilmente pubblicherò solo in ebook e un romanzo distopico ambientato in Europa. Parallelamente sto concludendo la trilogia di Darkness and Hope (il secondo romanzo è già pronto per l’editing). Permettetemi di concludere ringraziando Alice per le interessanti domande, la sua passione e l’impegno nel far conoscere gli autori italiani. E a tutti coloro che hanno letto questa intervista e ai miei lettori…Che la Forza sia con voi!

Alla prossima settimana per scoprire un nuovo scrittore…

Vi ricordo che supportare i nostri scrittori non significa mettere in secondo piano quelli stranieri, ma serve a ricordarci che i best seller possono anche arrivare da un compaesano e non solo da quelle scrittrici che fanno i miliardi oltre oceano!
Comprare un libro Made in Italy aiuta il mondo della letteratura, e permette a piccoli e grandi talenti di andare avanti e credere nel proprio operato. Chi non compra o discrimina le opere Made in Italy probabilmente non sa cosa si sta perdendo!

Recensione: Rya – La figlia di Temarin di Barbara Bolzan

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Titolo: Rya – La figlia di Temarin
Autore: Barbara Bolzan
Editore: Butterfly Edizioni
Pagine: 292
Prezzo: 15.00 €
Pubblicato il: Febbraio 2014

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 13 Dec 2014
Terminato il: 16 Dec 2014
Voto: 3/5

Recensione: Un punto di vista un poco forzato, la storia però intriga
Rya è la misteriosa ragazza che Nemi, il capo dei ribelli di Mejixana, ha salvato dalla furia del fiume. Tutto di lei trasmette l’idea di una vita semplice, povera e solitaria, ma il misterioso medaglione che portava al collo racconta tutt’altro; ha inizio un gioco di intrighi per scoprire e decidere cosa fare di questa ragazza bambina.
È una storia che mi ha rapito dalla sinossi, ma devo ammettere che un poco le mi aspettative erano moltissime, la trama infatti le ha soddisfatte appieno, quello che non ho proprio digerito è lo stile con cui è esposta: andiamo nel dettaglio, apprezzo moltissimo le narrazioni con un punto di vista fisso, ma in questo caso il narratore, che è sempre Rya, oltre a narrare i punti di vista degli altri personaggi (che avrei preferito leggere narrati direttamente da loro, con pensieri personali e relativi flashback) ho trovato scomodo il passaggio dal presente narrativo a quello futuro (Rya spesso interviene spiegando come una situazione sia tale o differente nel presente della stesura di questa storia, il futuro per i fatti narrati), a volte sono osservazioni che si potrebbero fare benissimo nella narrazione o comunque esposti senza interrompere ma integrando anzi ciò che pensa, o astenendosi, meglio non sapere cosa accadrà poi o come cambierà se cambierà nel tempo perché si rischia che il lettore intuisca cosa sta già per accadere.
Il personaggio di Rya è ben caratterizzato invece Nemi e Isan, nonostante abbiano un ruolo piuttosto centrale ed importante, forse avrei preferito davvero capire cosa pensavano loro, vedere con i loro occhi Rya e i fatti che hanno sconvolto il loro passato.
Il finale aperto, lascia lo spiraglio a fatti molto importanti che il lettore fa fatica ad aspettare (sì, è un libro che appassiona!) tanto che mi è spiaciuto che non ci fosse un finale e mi fa spasimare per il volume ancora inedito.
In definitiva concedo tre stelle, le imperfezioni nella scelta di narrare con l’occhio di Rya e il passaggio tra presente e futuro narrativo, proprio non mi ha entusiasmato, lo ho trovato troppo confusionario, soprattutto all’inizio il momento in cui il lettore ha quasi bisogno di essere imboccato più che spinto ad andare oltre. In ogni caso sono molto speranzosa del secondo libro di questa storia.

Le novità da non perdere – L’erededi Tahira di Linda Bertasi

Anche se con un pizzico di ritardo, vi present un libro che attendo di poter leggere presto perchè mi incuriosisce parecchio, si tratta dell’ennesima opera di un’autrice che vi ho già fatto conoscere con le mie altre rubriche anche se vi confesso non sono riuscira a leggere nulla di lei. Quindi spero di porter magari iniziare leggendo proprio questo libro!
Nel frattempo posso consigliarvelo, la storia sembra già interessante solo leggendo la quarta di copertina.

Le novità da non perdere – L’erededi Tahira di Linda Bertasi

Titolo: L’erededi Tahira

Autore: Linda Bertasi

Editore: Butterfly Edizioni

Pagine: 278

Prezzo: 14.00€

Genere: Paranormal Fantasy

Sinossi: Viserbella, Emilia Romagna, 21 settembre 1561. Una donna sta per essere condotta sul rogo con l’accusa di stregoneria. Sua figlia conserverà per sempre il ricordo di quel giorno terribile e un’importante eredità: un misterioso ciondolo a forma di stella con sette punte. Molti anni dopo, 21 settembre 2013. Arianna non ricorda più nulla del suo passato, non sa più chi è né dove affondino le sue radici. Giorno dopo giorno, Arianna capirà che dietro la sua amnesia si nasconde un passato di magia e poteri e che il segreto della sua esistenza è celato in un misterioso libro che nessuno può aprire al di fuori di lei, l’erede.

Libri a “Km 0”: Il diario di Isabel di Isabel C. Alley

Libri a “Km 0”: Il diario di Isabel di Isabel C. Alley

Oggi vi voglio consigliare un libro che ho proprio apprezzato, soprattutto perchè non è la solita storia di vampiri: chi mi conosce sa benissimo quanto ami questo personaggio gotico, e le sue versioni adattate alla trama e alla fantasia dell’autore. In questo libro ho apprezzato la sua protagonista e tutte le difficoltà che l’anno resa un personaggio che potrebbe benissimo vivere fuori dal libro.

Titolo: Il diario di Isabel

Autore: Isabel C. Alley

Editore: Self Publishing

Pagine: 422

Prezzo E-book: 1.99€

Prezzo Cartaceo: 21.14€

Pubblicato il: Aprile 2013

Sinossi: Un ragazzo può vestire tante maschere, nel corso del tempo. Può mostrarsi come uno studente universitario, di cui poco conosci e di cui nulla vuoi approfondire. Può diventare un vicino di casa enigmatico, a tratti oscuro nelle attenzioni che rivolge all’improvviso nei tuoi confronti. Ma poi la maschera cade e il ragazzo si rivela essere uno spietato aguzzino, a cui poco importa del mondo se non del proprio personale divertimento. Quando lo vedevo tra i suoi amici, lontano anni luce dal mio interesse, non avrei mai potuto immaginare la verità su Andrea. L’ho compresa solo quando lui si è presentato davanti a me con il suo modo spietato, assetato del mio sangue e della mia ingenua passione. Mi sono lasciata sottomettere, nella speranza che il destino avesse pietà di me. Ma Andrea, quel demone vestito di perfezione, ha fatto della mia vita un giocattolo per il suo piacere. Ha compiuto atti imperdonabili e mi ha fatto aprire gli occhi su un mondo notturno di magia e orrore, di vampiri lussuriosi ed egoisti. Potevo abbandonarmi alla disperazione, ma ho scelto di reagire. Ora esigo vendetta. Voglio riscattare la mia libertà, voglio riprendermi il cuore e la vita che Andrea mi ha rubato, distrutto e gettato al vento. Questa è la storia di una cacciatrice. Questa è la storia di Isabel Cariani

Recensione: Le lacrime di Ishtar di Laura Fornasari

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Titolo: Le lacrime di Ishtar
Autore: Laura Fornasari
Editore: Campus
Pagine:
Prezzo: 12.00€
Pubblicato il: Settembre 2014

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 07 Dic 2014
Terminato il: 15 Dic 2014
Voto: 4/5

Recensione: Imperfetto nella struttura, ma con tutti gli elementi classici che lo rendono un fantasy di qualità.
Hennet è un ragazzo come molti nel suo villaggio, ha una vita allegra e semplice, ma l’arrivo di un misterioso mago sconvolgerà sua vita e cambierà la sua natura di essere.
Chi mi conosce sa che non sono le copertine ad attrarmi e nemmeno le sinossi, un libro lo leggo soprattutto perché nasce una scintilla, tra me, il titolo e il genere. Quando poi ho aperto il libro (che così a scatola chiusa conta già più di 450 pagine) sono rimasta bloccata, è scritto in formato bibbia, carattere molto piccolo e stretto, e mi sono detta che non lo avrei mai finito. E devo ammettere che grazie ad uno stile ricco sia di termini sia di descrizioni minuziose, nell’insieme risulta un libro che difficilmente rientra nelle categorie di “lettura veloce”, ma nonostante questo, la storia appassiona, certo forse smaltire un po’ alcune descrizioni avrebbe giovato, ma vi garantisco che per quante pagine in più siano state scritte, il libro è bello e si lascia leggere, trasportandoci nel mondo fantasy che l’autrice ha saputo creare.
Passiamo a parlare proprio di questo mondo, le prime pagine ci fanno subito capire che ci troviamo davanti ad un libro fantasy in piena regola, con elementi classici (battaglie, eroi in armatura, draghi, forze oscure) ed elementi classici che l’autrice ripropone sotto ad una sua chiave di lettura (mezzosangue di varie razze, l’antagonista, il compagno di avventure che ha un passato avverso) creando una storia complessa non solo dal punto di vista dei fatti ma anche del significato intrinseco che essi esprimono. Questo porta la storia oltre al semplice livello di narrazione, gli conferisce uno strato di serietà.
I personaggi come tutto sono complessi, sviluppati con cura quasi maniacale (a volte rubano totalmente lo spazio alla trama) e ciò li rende reali e amabili come se esistessero nella realtà.
In definitiva, quattro stelle, ci sono molti punti da alleggerire a mio parere perché questo libro possa risultare più scorrevole e coinvolgente, ci sono dei punti che risultano ostici perché avrebbero bisogno di essere snelliti, insomma gli elementi per una lettura ci sono tutti, magari una piccola potatina gli avrebbe permesso l’eccellenza. Questo primo volume della trilogia mi ha coinvolto, e sono sincera voglio proprio scoprire cosa accadrà poi!

Christmas Italian’s Book Challenge: what bloggers read #1

Christmas Italian’s Book Challenge: what bloggers read

La challenge è iniziata, io purtroppo sono partita con grande ritardo a causa di impegni lavorativi e problemi personali, ma cercherò di recuperare. Andiamo con ordine:

Che cosa sto leggendo:
Ammetto di essere a buon punto sulla lettura anche se mi ci sono soffermata parecchio perché è un libro molto ricco…
Le lacrime di Ishtar di Laura Fornasari

Sinossi: Sette sono le forze che dominano il mondo, ma solo una, la Morte, incute tanto timore da tacerne il nome. Ora, nel continente di Quistham, una guerra ha diviso per sempre i quattro Reami originari, e le ostilità continuano sul lungo fronte che divide le terre dell’Ovest da quelle dell’Est, dove viene rivendicato il culto proibito della Morte come unica vera religione.
Ma, nella piccola frazione delle terre libere del sud-est, la pace sembra perdurare. È lì che vive Hennet, diciassettenne figlio di un fabbro, che a tutto pensa meno che alla guerra che dilania la sua terra e al destino dei Reami. È giovane, agile, un buon combattente, ma qualcosa lo rende diverso dai suoi coetanei: i suoi incubi, più vividi e cupi di quelli di chiunque altro.
Quando nella sua città arriva un uomo misterioso, che si presenta come uno stregone vagabondo, cominciano ad accadere strani eventi che riguardano Hennet da molto vicino. Incidenti inspiegabili accadono ai suoi amici, le strade si popolano di ombre, e in un modo o nell’altro gli occhi del forestiero sono sempre su di lui…
È durante la rituale Notte della Caccia che il ragazzo si ritrova strappato alla sua vita e alla sua famiglia, prigioniero in un carcere da incubo, dove viene sottoposto a brutali esperimenti e deve affrontare una terribile verità del suo passato: quello che gli scorre nelle vene non è sangue umano. Hennet è discendente diretto dei draghi, e suo malgrado scopre di essere stato scelto per far parte di un esercito di creature generate per portare la distruzione sulle terre libere. E, anche quando tenta di avvertire la sua gente del pericolo, scopre che qualcosa ormai è cambiato: è un mezzosangue, ne porta i segni indelebili sul proprio corpo, e il suo retaggio diventa per lui un marchio e una maledizione.

Che leggerò poi:
Sono sinceramente indecisa a quale lettura puntare appena avrò finito il primo libro della Challenge, questi sono i tre titoli che al momento mi stuzzicano di più, voi quale scegliereste?
Il potere della fenice di Ilaria Damiani

Sinossi: Giungono implacabili, nel grigiore dell’alba autunnale, accompagnati da canti lugubri. Stormi di corvi, portavoce del misterioso dio Sedach. Un pericolo incombe sulla terra di Araliya, un pericolo portato dall’Ovest di cui tutti negano l’esistenza. Ormai è finito il tempo delle illusioni, il mondo deve conoscere la verità. Un percorso doloroso attende Keitha, una giovane guaritrice, un viaggio in un mondo incendiato dalla guerra e corrotto da forme oscure di magia. Potrà accettare il potere del fuoco che l’ha mutata per sempre senza dimenticare i propri sogni e sacrificare l’amore? La prima avventura di un ciclo in un mondo di speranza, oscurità e magia.

Gala Cox – Il mistero dei viaggi nel tempo di Raffaella Fenoglio

Sinossi: Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa. Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Rya – La figlia di Temarin di Barbara Bolzan

Sinossi: Foresta di Mejixana. Una ragazza, ferita e sporca di sangue, è accasciata sull’argine del fiume. Nemi, il capo dei ribelli di Mejixana, la prende tra le sue braccia e la porta con sé al villaggio. Ancora non sa che la ragazza che ha salvato è Rya, sorella minore della regina di Temarin e moglie del sovrano di Idrethia. Sarà lei stessa a svelare la sua identità a Nemi e a proporgli un accordo che le permetta di ricongiungersi col marito. I due si mettono in viaggio ma il pericolo e l’ombra di Niken, vecchia conoscenza di Nemi e criminale ricercato, incombono su di loro e giungeranno a intralciare il loro cammino.

Ok io sono davvero indietro, ma le mie sister blog e le altre blogger aderenti come sono messe? Meglio di me è certo, ma vi propongo le recensioni più interessanti sui libri da loro letti:

Le recensioni già on-line:

Tra le ultime recensioni On-line vi consiglio certamente quella dedicata al racconto “L’Amante del Boia” di Alessandra Paoloni.
Una delle grandi mancanze della mia lista è certamente questo titolo che è rimasto fuori e che come si legge nella recensione, promette di appagare anche il lettore più esigente, sto parlando di “La Bambina senza Cuore” di Emanuela Valentini.
Se poi cercate un buon un altro buon racconto eccovi la recensione de “L’Eredità del Serpente” di Diletta Brizzi.

Per ora vi lascio, alla prossima settiamana per scoprire i prossimi progressi della Challenge.

Scrittori Made in Italy: Paola De Pizzol aka M.P. Black

Scrittori Made in Italy: Paola De Pizzol aka M.P. Black
Questa rubrica nasce con lo scopo di dare spazio ai numerosi scrittori (più o meno famosi) del nostro bel paese. Ogni settimana scoprirete un nuovo nome e le opere che ha pubblicato (tramtite CE o con il self publishing!), autori che rendono vario il nostro mondo letterario e che dovremmo supportare al meglio perché fanno parte della biodiversità della letteratura contemporanea (sì, lo sono anche se scrivono romance, fantasy o urban-fantasy! Non facciamo i moralisti in cui letteratura è solo ciò che si definisce libro impegnato).
Questa settimana scropriamo… Paola De Pizzol aka M.P. Black

Chi è Paola De Pizzol o M.P. Black?
Salve e grazie per l’ospitalità! Innanzitutto vorrei presentarmi. Mi chiamo Paola De Pizzol (anche se come autrice sono conosciuta con lo pseudonimo di M.P. Black), abito nelle dolci colline Venete nella provincia di Treviso, ho due figli di undici e sedici anni e sono felicemente sposata da ben vent’anni. Oltre alla scrittura, amo leggere (soprattutto fantasy, ma non disdegno qualsiasi genere), andare al cinema, ascoltare musica (principalmente Mika, un dolce e sensibile clown), ed interessarmi in generale a tutto quello che si può definire paranormale. Infatti, in molti mi chiamano maga o streghetta e ormai ci ho fatto l’abitudine. Sono fissata con il trucco e soprattutto con il glitter. Vivo per il glitter, vorrei riempire tutto il mondo di brillantini! Non amo, invece, fare ginnastica e guardare la Tv. Ne guardo davvero poca in verità, solo qualche programma che mi interessa, come Mistero o Voyager o qualche reality, soprattutto quelli a sfondo musicale. Vorrei diventare una ballerina di hip hop, ma credo che questo potrebbe risultare pericoloso e che, molto probabilmente, verrei ricoverata per qualche tempo in ortopedia. Non amo quello che è ovvio. Ogni cosa va rivista e reinterpretata a proprio modo. Detesto la superficialità, l’arroganza e la superbia. Non fanno parte del mio carattere.

Quali libri hai scritto?

Titolo: Lisa Verdi e il ciondolo elfico

Editore: 0111edizioni

Pagine: 370

Prezzo: 15.00€

Trama: Lisa è una sedicenne che vive le emozioni, le gioie ed i turbamenti tipici della sua età. La sua vita, tranquilla e spensierata, verrà stravolta quando la zia le rivelerà la sua vera identità e la costringerà a varcare la Porta di Passaggio per il Regno Elfico. In questo nuovo mondo, in cui ogni cosa é capovolta e ricca di mistero, apprenderà di essere la Prescelta, designata da un’antica Profezia per annientare una volta per tutte il potere del Nero Signore degli Elfi e del Generale Guglielmo. Verrà accompagnata in questa inevitabile missione dal suo amato Paolo e dagli amici Gianni e Matilde e scoprirà, suo malgrado, che il lupo cattivo non vive solo nei boschi, ma spesso anche in casa.

Titolo: Lisa Verdi e l’antico codice

Editore: 0111edizioni

Pagine: 228

Prezzo: 15.00€

Trama: Lisa ora vive sulla terra, tra gli Umani, e le è stato rimosso ogni ricordo legato alla sua permanenza tra gli Elfi. Ha dimenticato anche il suo amore per il Generale Bartolomeo.
Ma forze oscure e malvagie stanno operando per minare il già precario equilibrio del Regno Elfico e dell’Universo Intero.

Titolo: Lisa Verdi e il sole di Aresil

Editore: 0111edizioni

Pagine: 233

Prezzo: 15.00€

Trama: Nell’ ultimo libro della Trilogia “La Signora degli Elfi”, i già conosciuti personaggi si misureranno e si confronteranno con i nuovi, in una serie di momenti a volte drammatici e ad alta tensione emotiva. Lisa dovrà maturare in fretta… un nuovo mondo si sta aprendo per lei e per i suoi amici e nulla sarà più come prima…

Titolo: I guardiani delle anime – La maledizione della regina

Editore: Domino Edizioni

Pagine: 272

Prezzo: 18.00€

Trama: Jacob Ross è un barbone, ma la sua vita sta per cambiare. I Sette Re del mondo gli donano due Katane, che gli regalano l’immortalità e lo trasformano nel Primo Guardiano delle Anime. Brandon Davis, quasi diciottenne, frequenta la Fear High School, nel Maine. Timido, impacciato e sofferente di asma, non sa che la sua vita sta per cambiare. Vania Chernikova, sedici anni, è la svitata della scuola. Ragazza punk, vive completamente isolata da tutto e da tutti, fuma quantità smisurate di sigarette e non lega con nessuno. E anche Vania non sa che la sua vita sta per cambiare, per sempre. In una girandola di emozioni, passioni e ricordi che si perdono nel tempo, Vania e Brandon dovranno affrontare i Guardiani delle Anime e la missione che verrà loro imposta. Una missione che li condurrà in un’epoca lontana, ricca di misteri e di magia, e che li vedrà costretti a rivivere una vita già compiuta e dimenticata. E scopriranno che, spesso, la realtà non è quella che sembra e che il confine tra il bene e il male è davvero sottile.

Titolo: I guardiani delle anime – Il veleno delle streghe

Editore: Domino Edizioni

Pagine: 264

Prezzo: 18.00€

Trama: 28 giugno 1681. La Duchessa Angélique de Fontanges muore avvelenata per mano della famigerata Marchesa di Montespan, che trama per ottenere l’immortalità, e per farlo dovrà impossessarsi di una potente pozione. Francia, oggi: Jean Luc Lemaire e Charlotte de Lavoisiers non si conoscono, ma il destino sta per farli incontrare, perché i due, in un lontano passato, hanno vissuto una tormentata, e purtroppo breve, storia d’amore. Nel Quartier Generale dei Guardiani delle Anime, la Strega Annette e Jacob Ross si trovano a dover affrontare una nuova, disperata missione. Quella di impedire alla Marchesa di Montespan di reincarnarsi nella sorellastra di Charlotte e di assassinarla, per ereditare ogni bene lasciato dal padre, morto qualche tempo prima. Un’altra Strega potente, intanto, trama alle loro spalle per proteggere la reincarnazione della Montespan e, con lei, assumere il controllo del potere politico mondiale. I Guardiani delle Anime si troveranno così ad affrontare la loro missione più difficile, dove il confine tra la vita e la morte sarà davvero sottile.

Titolo: La rosa e il pugnale

Editore: Domino Edizioni

Pagine: 167

Prezzo: 12.00€

Trama: Amélie Morel con un gruppo di compagni partirà per Carcassonne, patria dei Catari, con lo scopo di effettuare uno studio sulla cittadella restaurata. Amèlie è entusiasta, ma ancora non sa che al suo gruppo se ne unirà un altro, proveniente dall’Università di Grenoble, e che uno degli studenti selezionati altri non è che Louis, il suo ex ragazzo. Fortunatamente, Amélie farà subito la conoscenza del bello e misterioso Jean, che rapirà il suo cuore. A Carcassonne, nel vetusto albergo in cui alloggia, Amèlie verrà tormentata dal fantasma di un uomo che non le dà tregua, ma molti altri spettri inizieranno ad apparirle, con il loro aspetto orribile e le continue invocazioni di aiuto. Con l’aiuto della sua carissima amica Fleur, tenterà di capire come aiutare lo spettro che la tormenta, e anche di trovare un significato alla presenza, nell’albergo, di innumerevoli quadri raffiguranti una rosa trafitta da un pugnale. Giorno dopo giorno verrà a galla una verità sconvolgente, legata anche ai Catari e al loro leggendario tesoro, e che condurrà Amélie al confine tra la vita e la morte.

Titolo: I viaggiatori del tempo – La pergamena perduta

Editore: Dri

Pagine: 160

Prezzo: 10.00€

Trama: Sara e Luca sono gemelli e frequentano la prima media. Le loro giornate scorrono tranquille nella cittadina di Conegliano, nei pressi di Treviso. Dopo una gita scolastica al castello medioevale, la loro vita verrà stravolta. Luca, guidato dalla voce di una ragazza, trova, tra le mura del maniero, una vecchia pergamena che lo invita a non ritornare indietro nel tempo. Luca è sconvolto e comincia anche a fare strani e inquietanti incubi. L’incontro con il vecchio e saggio bibliotecario Achille Strufaldi lo aiuterà a ricordare. Lui ha già viaggiato nel tempo, proprio insieme al bibliotecario, utilizzando la famosa pietra filosofale. E sarà costretto a compiere un altro salto per salvare la vita della sua bella Aurora, una strega guaritrice che lui ha conosciuto nel primo viaggio e che è tenuta prigioniera nel castello di Conegliano dal Signorotto Vincenzo Trestan. Sara lo accompagnerà in questa nuova avventura e, con l’aiuto dell’affascinante e coraggioso Glauco e del lupo mannaro Argento, il gruppo intraprenderà una missione pericolosa per liberare la dolce Aurora. I gemelli comprenderanno che nel Medioevo i pericoli sono sempre all’agguato, rappresentati, soprattutto, dai terribili fratelli Doloron e dalle crudeli e leggendarie fate anguane. Riusciranno Luca e Sara a liberare Aurora e a sfuggire alla vendetta del perfido Trestan? Nel nuovo romanzo di M.P. Black la fantasia si sposa con l’avventura, in una sequenza di emozioni che lasceranno il lettore senza fiato.

Titolo: I viaggiatori del tempo – La fonte dell’eterna giovinezza

Editore: Dri

Pagine: 150

Prezzo: 10.00€

Trama: È trascorso qualche mese dal rientro a Conegliano di Luca e Sara. I due fratelli trascorrono tranquillamente le loro giornate tra lo studio e lo svago, col pensiero sempre rivolto, però, a Glauco, Aurora e al licantropo Argento, che sono rimasti nel Medioevo. Un giorno Sara, mentre sta seguendo il notiziario regionale, si imbatte in una notizia inquietante. Nel cimitero di Conegliano, dinanzi a una vecchia tomba di famiglia, viene ritrovata una spada appartenente al Medioevo. Luca e Sara comprendono subito che Achille Strufaldi, il saggio bibliotecario, ha maldestramente lasciato aperta la porta del tempo sita all’interno di quella tomba, e che qualcuno, sicuramente pericoloso, l’ha varcata. I due allora, insieme all’amico Andrea, decidono di ritornare nel Medioevo per avvisare Achille. Ma non sanno che qualcosa di più grande trama alle loro spalle. Il perfido stregone Eusebio Luridet, fratello di Emilia, vuole ottenere l’immortalità e per raggiungere questo scopo dovrà impossessarsi della pietra filosofale di Luca e del calice contenente la fonte dell’eterna giovinezza, che è stato nascosto nella Treviso del Rinascimento dal famoso pittore Paris Bordone. Così i gemelli Zanardo, Andrea, Glauco, Aurora e Argento si ritroveranno presto coinvolti in altre pericolose avventure, che vedranno innanzitutto Andrea rapito dal perfido stregone che lo condurrà nella Treviso del Rinascimento, per venderlo ai terribili fratelli Murer.
Il resto del gruppo si catapulterà immediatamente alla ricerca dello sfortunato amico e del calice. Purtroppo, però, giunti a Treviso, i ragazzi si divideranno accidentalmente. Aurora e Luca da una parte, e Glauco, Sara e Argento dall’altra. Separati e impauriti, dovranno combattere contro mille pericoli, come zombie e fantasmi, per riuscire a ritrovare Andrea e impedire allo stregone di appropriarsi del calice, mentre un nuovo personaggio, la pantegana Alvise, farà la sua memorabile comparsa.
Nel sequel della saga de “I Viaggiatori del Tempo”, l’azione e l’avventura si sposano con l’horror e con il romance, in un sequenza di emozioni che terranno il lettore incollato al romanzo, dalla prima all’ultima pagina.

Titolo: I viaggiatori del tempo – Lo scettro del potere

Editore: Dri

Pagine: 143

Prezzo: 10.00€

Trama: Luca, Sara e Andrea frequentano il terzo anno delle scuole medie e sono trascorsi mesi dal loro ultimo viaggio nel tempo. Qualcosa di nuovo e di terribile, però, sta per delinearsi all’orizzonte. Durante una gita al Palazzo Minucci di Vittorio Veneto, Sara, che dopo aver conosciuto la Regina delle Fate ha iniziato a vedere i fantasmi, incontra lo spettro del proprietario Camillo De Carlo, famosa spia italiana durante la Prima Guerra Mondiale. De Carlo, sconfortato, le comunica che presto un uomo del passato abbandonerà il suo tempo per cercare un’arma potente che lo trasformerà nel più abile degli Stregoni e avvisa Sara che, se ciò dovesse accadere, le sorti della Prima Guerra Mondiale potrebbero mutare inesorabilmente, portando l’Imperatore austriaco alla vittoria. Sara è sconvolta, ma ciò che la getterà nello sconforto più totale è lo scoprire che quell’uomo potente e crudele altri non è che Vincenzo Trestan, il Signorotto di Conegliano che teneva prigioniera nel suo castello la bella e dolce Aurora Bianco. Così, Luca, Sara e Andrea compiranno subito un altro viaggio nel tempo, che li condurrà prima nel Medioevo per recuperare i loro cari amici, poi a Vittorio Veneto durante la Prima Guerra Mondiale, per impedire a Vincenzo Trestan di impossessarsi del temibile Scettro del Potere. Tra colpi di scena, emozioni e l’ingresso di un nuovo personaggio, che ruberà il cuore del licantropo Argento, i nostri eroi si troveranno ad affrontare la più difficile delle missioni, dove, purtroppo, gli orrori e i drammi della Prima Guerra Mondiale non daranno loro tregua, in una serie di avventure senza fiato.

Titolo: Brilliant – Ali di fata

Editore: Self Publishing

Pagine: 246

Prezzo E-book: 1.99€

Prezzo Cartaceo: 12.00€

Trama: Due angeli caduti. Un’antica maledizione. Una ragazza, Victoria Moore, che ancora non sa di essere una Fata. Passioni e amori travolgenti, che legano indissolubilmente i due angeli a Victoria. Lo spettro di una lontana parente che vive nello scantinato della casa di nonna Paige, alla ricerca disperata del suo amore perduto. Un “libro delle ombre” perso negli anni e finalmente ritrovato. Una sola parola: vendetta, che spingerà uno degli angeli caduti a desiderare Victoria ossessivamente, con l’unico desiderio di possederla.
Riuscirà Victoria a resistere a tanta passione e, soprattutto, a restare in vita? Magia e stregoneria si uniscono in un vortice di emozioni nel nuovo, appassionante paranormal romance di M.P. Black, primo libro della saga “Brilliant”.

Titolo: Brilliant – Occhi nelle Tenebre

Editore: Self Publishing

Pagine: 279

Prezzo E-book: 2.06€

Prezzo Cartaceo: 13.60€

Trama: Victoria è sopravvissuta all’attacco di Simon e ora vive alla Casa Famiglia, protetta da Jason e dagli Angeli Caduti del Professor Newton. Il suo cuore, però, si rifiuta di credere che Simon volesse veramente ucciderla per appropriarsi dei suoi poteri di Fata delle Quattro Arti. Victoria è perdutamente innamorata di lui e in ogni modo cercherà di convincere Jason a ricondurla da Simon. Il diabolico Arcangelo, però, trama alle sue spalle. La vuole con sé, per possederla e per farla sua per l’eternità. Così, durante una festa alla Casa Famiglia, Simon riuscirà a rapire Victoria, a condurla in un luogo nascosto e oscuro, e a raggiungere con lei l’apice di una passione devastante. Victoria e Simon, però, non potranno vivere in pace il loro travolgente amore. Un Arcangelo potente si riaffaccia con prepotenza dal passato di Victoria e lei si vedrà costretta a rifugiarsi nel Regno delle Fate, per acquisire le Quattro Arti e spiegare finalmente le ali, per ottenere l’immortalità. Jason le starà accanto, incapace di rinunciare a lei e convinto che l’amore che Victoria nutre per Simon sia solo frutto di un terribile inganno. E Victoria, tra Fate e Angeli che non conosce e che ambiscono al potere, riuscirà finalmente a ritrovare se stessa e a condurre una lotta terribile contro lo spettro del passato, che la condurrà infine a una battaglia terrificante, dove tutto verrà messo in discussione e dove, finalmente, la tanto temuta verità verrà a galla. Riuscirà la bella Victoria a vivere la sua appassionata e passionale storia d’amore con Simon? Nel capitolo finale della saga di Brilliant, la passione si sposa all’azione, alla magia e all’horror, in un mix adrenalinico, che lascerà il lettore senza fiato.

Come sei diventata scritrice?
Fin da piccola, e intendo fin dalle elementari, ho scoperto di avere un grande interesse per la lettura e poi per la scrittura. In sostanza, quando a scuola la maestra o la professoressa assegnava i temi da fare a casa o in classe, mentre i miei compagni brontolavano, io ero entusiasta di svolgere il compito e non vedevo l’ora di consegnarlo all’insegnante. Ricordo che, soprattutto alle scuole medie, la professoressa spesso mi diceva che scrivevo troppo e che dovevo condensare i pensieri in meno pagine. Poi, alle superiori ho iniziato a scrivere qualche romanzo breve, soprattutto d’amore in verità, mentre continuavo a leggere come una pazza. Ricordo benissimo qual è stato il primo libro che ho letto per intero e del quale mi sono innamorata pazzamente: Alice nel paese delle meraviglie di Carrol. Quell’edizione era ricca di illustrazioni e ancora oggi la ricordo con nostalgia e con gioia. Per un lungo periodo della mia vita ho abbandonato la scrittura, perché gli impegni quotidiani (famiglia e lavoro), non mi consentivano di dedicarmi con attenzione e con precisione a questa mia grande passione. Infine, nel 2007 ho iniziato a scrivere il primo libro della saga di Lisa Verdi e ho avuto la fortuna di incontrare, nel mio cammino, la 0111 edizioni, nella persona della bravissima Stefania Lovati, che mi ha consentito di pubblicare l’intera trilogia. La saga di Lisa Verdi ha avuto un ottimo impatto sui lettori e così questo mi ha spronato a continuare ancora con la scrittura. Nel 2010 sono approdata a un’ottima casa editrice, la Domino di Piacenza, capitanata dalla vulcanica Solange Mela. Una casa editrice piccola, ma con grandi intenzioni, cura per l’editing e, soprattutto, per gli autori, pochi e ben selezionati, che fanno parte del team. Le soddisfazioni sono continuate, finché nel 2012 non ho incontrato Thomas Dri della casa editrice Dri di Treviso, con il quale ho intrapreso un progetto editoriale molto ambizioso: quello cioè di portare nelle scuole medie del Veneto la saga de “I Viaggiatori del tempo”, saga fantasy ambientata in città del Veneto, con parecchi riferimenti storici. I romanzi stanno riscuotendo un ottimo successo e gli incontri nelle scuole mi hanno portata ad occupare praticamente tutti i sabati, dedicati a un tour enorme, che mi ha riempita di soddisfazioni davvero difficili da descrivere. In sostanza, credo che io sia diventata scrittrice per caso. Animata comunque da una grande passione di fondo e dall’amore immenso per la lettura.

Qual è la tua giornata lavorativa tipo (da scrittrice)?
Il mattino lavoro sempre e anche due pomeriggi alla settimana, quindi mi dedico alla scrittura nei pomeriggi liberi, il sabato e qualche volta la domenica se sono presa con le bombe e devo consegnare il romanzo in tempi brevi. Non ho bisogno di riti particolari per mettermi a scrivere. Mi siedo davanti al pc, apro il file, faccio un bel respirone, socchiudo gli occhi, li riapro e poi parto all’avventura. Posso scrivere per una o due ore, fermandomi di tanto in tanto. Qualche volta ho scritto anche per tre ore, ma questo solitamente accade la sera (quando sono più tranquilla e dopo che ho bevuto un buon caffè) e quando ho tempi di consegna ristretti. Avendo un lavoro e una famiglia sulle spalle, non posso pensare a dedicarmi solo ed esclusivamente alla scrittura.

Qual è stata la tua prima stesura?
Ricordo ancora perfettamente che all’età di otto anni scrissi questa poesia, dal titolo Alba:
“Non ti ho mai vista nascere dai confini immutati del mondo. Ma so dei tuoi magici scherzi di colore nello schermo immenso del cielo. E so che sei pace, dolcezza, meditazione.”
Questa poesia venne anche pubblicata in un giornalino (non ricordo purtroppo il titolo del giornalino e mi sa che l’articolo è andato perduto nei vari traslochi), ma ricordo la gioia che provai nel vederla pubblicata!
Ecco, questa è stata la mia prima stesura!

Scrivendo, o anche quando avevi appena iniziato a scrivere, c’è/c’era una figura letteraria che potresti indicare come mentore o come idolo?
E va bè, sarò banale, ma la mia mentore è J.K. Rowling. A lei devo tutto. Lei mi ha dato la spinta giusta per buttarmi a pesce nella scrittura e tentare anche la via della pubblicazione. Ma devo anche e soprattutto ringraziare la mia professoressa d’Italiano delle medie. Una grande donna. Lei mi ha insegnato a scrivere, lei mi ha sempre spronata a farlo. Se sono diventata scrittrice, lo devo anche a questa donna piccola e minuta, con una grande forza interiore, che ha sempre creduto in me e nelle mie potenzialità.

Come nascono le tue storie?
Le mie storie, solitamente, nascono da sole, senza che io faccia nulla. Mi spiego meglio. Arrivano quando sto pensando ad altro: quando sono sotto la doccia, sto lavorando, sto passeggiando, facendo shopping, etc… E’ come il famoso “fulmine a ciel sereno”. Poi io le sviluppo nella trama e quando parto, parto alla grande, cercando in ogni modo di scrivere assolutamente ogni giorno, per non perdere il ritmo. A volte, come sottofondo, metto dei brani musicali, anche se non a volume alto, che possono aiutarmi a scrivere nel migliore dei modi una determinata scena.

Ci sono mai stati momenti in cui è mancata l’ispirazione o peggio tu abbia deciso di cestinare il tuo operato?
Fortunatamente no, non mi è mai successo. Se un giorno dovesse accadermi, comincerò a pensare che, forse, è arrivato il momento di dedicarsi ad altro. Solitamente non ho mezze misure.
Scrivere è un po’ come prendere il treno, sai bene che stai per intraprendere un viaggio, ma non sempre sei sicuro di arrivare o di conoscere veramente il percorso che stai iniziando… Ti sei mai sorpresa di ciò che stessi scrivendo?
Io mi sorprendo sempre di quello che scrivo, ma non perché mi senta egocentrica o con l’autostima alle stelle. Proprio per il contrario, invece. Nel senso che penso sempre di non essere mai all’altezza del romanzo che andrò a scrivere, quindi a volte, quando rileggo delle parti, mi dico: “Ma sono stata proprio io a scrivere quel brano?”. Io scrivo a salti, difficilmente seguo la linea della trama. Posso scrivere il primo capitolo, poi quello centrale e infine quello finale.

Ci sono centinaia di scuole di scrittura creativa, manuali… alcuni sostengono che per scrivere bene bisogna leggere bene (o meglio leggere libri di un certo spessore). Nel tuo caso qual è il percorso che ti ha permesso di scrivere?
Io sono da sempre una grande sostenitrice della lettura. Se uno scrittore non legge, difficilmente riuscirà a produrre dei buoni romanzi. La lettura aiuta e insegna ad utilizzare nuovi vocaboli, ad esporre meglio i pensieri, a costruire le frasi con più attenzione. Logicamente, poi, è una grande palestra di vita per le grandi emozioni che suscita sempre nel lettore.

Scrivere è un percorso lungo e tortuoso, ma non si conclude con la semplice stesura di un romanzo. Arrivano le revisioni, la ricerca e soppressione dei refusi, delle ripetizioni che sembrano non terminare mai, e se si credeva che la fatica fosse solo nella stesura ci si sbaglia di grosso. Come hai vissuto le tue prime revisioni o come vivi quelle delle tue ultime opere?
Il momento della revisione è, per me, sempre difficile e tortuoso. Non mi piace effettuare l’editing, ma è necessario farlo. Fortunatamente, in questa fase delicata non solo mai sola. Nel caso della casa editrice Domino, ad esempio, l’editing viene solitamente effettuato da Solange Mela, dopo che io ho riletto il manoscritto almeno tre volte. Quindi sono in mani assolutamente sicure. Ricordo ancora, come fosse ieri, la prima revisione di Lisa Verdi e il ciondolo elfico. E’ stato un momento assolutamente emozionante, durato più di un mese, fatto di alti e bassi, ma emozionante.

Hai scritto un libro, l’hai revisionato con la massima cura ed è giunto il momento di darlo alle stampe… Come ti sei comportata con il tuo primo manoscritto?
Ricordo di aver cercato delle case editrici in internet e di aver spedito almeno una decina di copie. Le prime case editrici che mi hanno risposto sono state, naturalmente, quelle a pagamento, alle quali ho risposto con un secco no. Poi è arrivata la 0111 edizioni, con la quale ho pubblicato i tre libri della saga di Lisa Verdi. Una piccola casa editrice che crede nei propri autori e che cerca in tutti i modi di farli emergere. Arrivare a una casa editrice grande, invece, è un’altra faccenda. In questo caso ci vuole una fortuna sfacciata e, credo, in alcuni casi anche qualche conoscenza importante. Non rimpiango nulla di quello che ho fatto e del percorso che ho intrapreso. Lo rifarei da capo, senza ripensamenti.

Sottoporre il proprio manoscritto ad una CE oppure decidere di optare per il self publishing non è scelta da poco: in molti credono troppo nel proprio operato e altri credono troppo poco in ciò che scrivono. Quali sono i tuoi consigli o le esperienze in merito?
Io non disdegno il self publishing (ricordo che la saga “Brilliant”, infatti, è autoprodotta sia in versione e – book in Amazon, che in cartaceo con la Youcanprint). Però, come prima scelta, consiglio sempre all’autore di provare a inviare il manoscritto a una casa editrice. Perché? Perché la casa editrice, se accetta di pubblicare il manoscritto, ha un team solido che lavora sia nell’ambito dell’editing, che della pubblicizzazione dell’opera. Un autore, se pubblica con la casa editrice, tramite il difficile lavoro dell’editing comprende quali sono i suoi limiti e le faccende da sistemare per ottenere risultati di scrittura più brillanti ed efficaci. Con il self publishing, naturalmente, questo non può accadere, perché il manoscritto viene affidato alla lettura di amici o parenti, ma non a veri esperti.

Ormai il settore del Self publishing è in forte aumento, poi con la cultura dell’e-book, sono sempre di più gli autori emergenti che decidono di scegliere la strada dell’auto-pubblicarsi invece di attendere che sia una CE ad investire su di loro, tu cosa ne pensi?
Penso che, comunque, fanno bene, ma solo se hanno già avuto un’esperienza di pubblicazione con una vera casa editrice. Purtroppo, il rischio del self publishing è molto alto. Spesso mi sono imbattuta in e – book illeggibili, carichi di errori e di concetti errati. L’autopubblicazione, in sostanza, è un’arma a doppio taglio. Si può ricorrere senz’altro a essa, ma solo, a mio parere, se l’autore ha già avuto, o continua ad avere, esperienze di pubblicazione con vere case editrici.

Parliamo delle tue storie, abbiamo visto cosa hai scritto, come lo hai fatto, ma non abbiamo parlato seriamente di cosa realmente scrivi… Ti prego, cosa celi tra le tue pagine?
Nelle mie pagine celo amore per i sentimenti, per il coraggio, per la bontà d’animo, per le buone intenzioni, per l’amore verso gli altri e verso tutto ciò che ci circonda. Sebbene alcuni dei miei romanzi siano in parte oscuri, cerco sempre di far arrivare al lettore un messaggio finale di pace, serenità e ottimismo. I miei romanzi, finora, hanno tutti un lieto fine. Possono angosciare in qualche punto, durante la trama, ma l’obiettivo è sempre lo stesso. Quello di far capire al lettore, che sia grande o piccolo, che il coraggio, l’altruismo, la sincerità e l’amore sono gli ingredienti più importanti per vivere al meglio questa nostra esistenza di passaggio.

Perché scrivi?
Innanzitutto scrivo per me stessa, per esprimere le mie emozioni, le mie passioni. Spesso la scrittura diventa una valvola di sfogo per tensioni che si possono naturalmente accumulare nel corso delle giornate. Poi, però, arriva il momento in cui desidero condividere con gli altri ciò che scrivo. In un certo senso, è come se consegnassi ai lettori una parte importante e sostanziale di me stessa.

In un era di Grandi Fratelli, di Masterchef e di Fattori X c’è un solo elemento che eleva i libri ad autentici capolavori o a semplice carta straccia (per non dire igienica): la critica… Cosa pensi sinceramente delle opinioni degli esperti del settore, dei blogger autoincoronati a esperti del settore, dei lettori occasionali che però esprimono il loro giudizio alla rete?
Questo è un argomento spinoso. Le recensioni sono spesso un’arma a doppio taglio. Se troppo positive possono indurre altri lettori a pensare che siano state scritte da amici appositamente per aiutare un romanzo a vendere, se troppo negative possono creare all’autore notevoli difficoltà. Facciamo un esempio molto pratico e materiale. Se io autore inizio a vendere un e – book in Amazon e questo e- book ha, diciamo ingiustamente, una media di due stelline, le vendite diminuiranno o, addirittura, si fermeranno. Le recensioni troppo negative non aiutano mai l’autore, anzi, abbassano la sua autostima e creano solo dubbi e incertezze, difficili poi da superare. Una recensione, al contrario, non molto positiva ma carica di consigli, aiuta senz’altro l’autore a migliorare se stesso e quindi il proprio stile di scrittura.

Ti senti davvero uno scrittore? Ti sei mai chiesto se sei veramente tale?
Questa è una domanda che mi viene posta spesso, soprattutto dai ragazzi che incontro alle scuole medie. E la risposta è sempre la stessa. Non mi sento una scrittrice, ma solo una donna che prova a riportare su carta le proprie emozioni e passioni, sperando che possano essere piacevolmente condivise anche dagli altri. Questo, per me, significa scrivere.

In conclusione, sei quello che sei, ti sei mostrato attraverso queste domande e tramite le tue esperienze e la tua passione per la scrittura, per concludere vorremmo sapere qualcosa di ciò che vedi nel tuo domani… Raccontaci chi sarai e cosa stai facendo per esserlo…
I progetti di scrittura per il futuro sono molti. Innanzitutto devo scrivere il terzo e ultimo libro della saga de “I Guardiani delle anime”, edizioni Domino. Poi ho altri progetti in mente, che spero di poter realizzare. Una nuova saga paranormal, ad esempio, con risvolti horror, che mi è venuta in mente proprio l’altro giorno, mentre facevo la spesa. Logicamente, continuerò a leggere come una pazza per migliorare la mia scrittura e a raccogliere tutti i consigli che mi verranno dati.

Alla prossima settimana per scoprire un nuovo scrittore…

Vi ricordo che supportare i nostri scrittori non significa mettere in secondo piano quelli stranieri, ma serve a ricordarci che i best seller possono anche arrivare da un compaesano e non solo da quelle scrittrici che fanno i miliardi oltre oceano!
Comprare un libro Made in Italy aiuta il mondo della letteratura, e permette a piccoli e grandi talenti di andare avanti e credere nel proprio operato. Chi non compra o discrimina le opere Made in Italy probabilmente non sa cosa si sta perdendo!

Recensione: La maschera nera di Virginia Rainbow

Recensione: La maschera nera di Virginia Rainbow

Titolo: La maschera nera
Autore: Virginia Rainbow
Editore: Self publishing
Pagine: 472
Prezzo: 16.20€
Pubblicato il: Agosto 2013

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 28 Ago 2013
Terminato il: 30 Ago 2013
Voto:3/5

Recensione: Grande potenziale, frenato solo dall’inesperienza!
Nicol è stata rapita, ha subito percosse e vessazioni ed ora il capobanda è davanti a lei, pronto a finire l’opera stuprandola, ma sente che lui è diverso, e lo supplica di fermarsi e svenendo qualcosa smuove l’animo di Manuel che decide di fermarsi. Le violenza dei suoi scagnozzi sono state eccessive e il suo braccio destro Carlos gli consiglia di portare avanti il loro piano percorrendo un’altra strada: sedurla.
La storia è molto carina, ed è disturbata solo dallo stile acerbo con cui é narrata: manca un po’ di background, il rapimento è già avvenuto e Nicol mostra i segni di torture e vessazioni che il lettore non ha in alcun modo visto o immaginato, ciò fa sembrare la protagonista troppo distaccata, quasi fittizia, senza farci capire bene come era prima e quali pensieri l’abbiano portata a quello che ci introduce alla storia. Manca certamente un po’di intrigo, ma si resta letteralmente travolti ed immersi dalla scena, le poche cose che disturbano sono errori narrativi che per un principiante sono roba comune, ma che possono servire certamente ad accrescerlo se afferra quanto sbagliato. Il problema è certamente non aver sfruttato le storie parallela o aver narrato con gli occhi di altri personaggi come Carlos, in questo modo poteva creare un libro più completo e con almeno 300/400 pagine in più narrando la stessa storia con maggiore cura nei dettagli. Un altro piccola mancanza è la scelta di uno stile tropo ovattato troppo mieloso, in alcune situazioni manca solo lo sfondo di rose e cuoricini, c’è anche un leggero eccesso di lacrime e frasi strappalacrime tra i protagonisti che non si uniforma al personaggio creato, Manuel duro ma romantico non può cedere alle lacrime per poche parole romantiche rischia di cadermi fuori personaggio. In definitiva concedo le tre stelle, c’è un grande potenziale nella storia anche se lo stile acerbo e l’inesperienza si sentono molto. Io credo che, affinando la tecnica, questa scrittrice possa creare grandi storie.

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