Recensione: Resti Mortali di Laurell K. Hamilton

Titolo: Resti mortali
Autore: Laurell K. Hamilton
Editore: Tea
Pagine: 358
Prezzo: 8,90 €
Pubblicato il: Gennaio 2009

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 11 Feb 2012
Terminato il: 12 Feb 2012
Voto: 3/5

Recensione: “Stile graffiante e ottime descrizioni splatter”
Un nuovo caso per la risvegliante Anita Blake: una famiglia divorata viva, un magnate che le propone di risvegliare uno zombie tramite un sacrificio umano e come se non bastasse, la più potente signora del Vudu la desidera come allieva, per introdurla nel mercato del lavoro zombie.
Lo stile graffiante dell’autrice é tutto incentrato sul caso che Anita dovrà risolvere, c’é poca introspezione e molta azione, insomma qui di fru fru e merletti non ne troverete neanche l’ombra.
Il mistero da risolvere é ben intricato e meno banale di quello che ci ha accompagnato nel primo volume. Inoltre riusciamo a vedere una nuova sfaccettatura di Anita, scopriamo un po’ del suo passato e anche di quello che significa per lei essere risvegliante e come lo sia diventata.
Tre stelle, più che altro perché non amo i polizieschi o gialli “urban fantasy” anche se devo ammettere che le descrizioni della Hamilton di alcune scene del crimine, sono incredibilmente sorprendenti (manco fosse CSI). Prossimo volume “Il circo dei Dannati”.

Discovered! Libri tutti da scoprire! (#043)

Leggendo il titolo del libro che sto per presentarvi quest’oggi si resta subito rapiti. Per lo meno è quello che è accaduto a me quando l’ho intravisto su una rivista, mi sono soffermata subito a leggerne la trama e ad inserirlo nella mia wish list, anche perché un po’ di letteratura contemporanea Italiana non fa mai male…

Titolo: Galeotto fu il collier
Autore: Andrea Vitali
Editore: Garzanti
Pagine: 394
Costo: 17,60 €
Sinossi: Lidio Cerevelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata al Circolo della Vela non arriva Helga: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Lirica, la severa madre di Lidio, abile e ricca imprenditrice dell’edilizia, ha vedute molto diverse. Suo figlio deve trovare una moglie “made in Italy”, una ragazza come si deve. Magari la nipote del professor Eugeo Cerretti, Eufemia, un ottimo partito con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla. Ma forse Lidio ha trovato il modo per uscire dalla trappola e realizzare tutti i suoi sogni: durante un sopralluogo per un lavoro di ristrutturazione, in un muro maestro scova un gruzzolo di monete d’oro, nascosto chissà da chi e chissà quando. Intorno a questo quintetto e al tesoro di Lidio, un travolgente coro di comprimari. A cominciare dalle due donne più belle del paese: Olghina, giovane sposa del potente professor Cerretti, che fa innamorare Avano Degiurati, direttore della Banca del Mandamento; e Anita, la moglie del muratore Campesi, di cui si incapriccia Beppe Canizza, il focoso segretario della locale sezione del Partito. E poi l’Os de Mort, di professione “assistente contrario”, cuochi e contrabbandieri, l’astuto prevosto e l’azzimato avvocato… Immancabili, a vigilare e indagare, i carabinieri guidati dal maresciallo Maccadò.

Recensione: L’accademia dei vampiri di Richelle Mead

Titolo: L’accademia dei vampiri
Autore: Richelle Mead
Editore: Rizzoli
Pagine: 427
Prezzo: 17 €
Pubblicato il: Novembre 2009

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 14 Gen 2012
Terminato il: 15 Gen 2012
Voto: 3/5

Recensione: “Primo volume della saga ‘Accademia dei Vampiri’”
Rose e Lissa sono fuggite dall’accademia molto tempo addietro: fuggire era l’unica opportunità per proteggere Lissa non solo da chi le voleva male, ma anche da se stessa. Dimitri peró le ha trovate ed ora sono costrette a fare ritorno, Rose però è pronta a tutto per proteggere la sua amica…
La gerarchia vampiro-umana base della trama di questo saga, é ben strutturata e si ha modo di scoprire ogni sua sfaccettatura a piccole dosi, di capitolo in capitolo ci si immerge sempre più chiaramente in un mondo dominato da due tipologie di Vampiri, i Moroi (che sarebbero i buoni, facciamola semplice) e i Strigoi (il lato oscuro dei vampiri, i cattivi, insomma) dall’unione di Moroi e umani nascono i Dhampir (mezzi sangue) destinati a proteggere i Moroi dai perfidi Strigoi. A questo va aggiunta anche la gerarchia nobiliare delle famiglie Moroi, difficile da spiegare in poche parole, ma ben spiegate nel libro. Insomma una visione semplice, ma con tante piccole regole ed eccezzioni che rafforzano la visione di questo mondo fantastico creato dall’autrice.
L’accademia altro non é, che il luogo dove i giovani Moroi studiano e dove i Dhampir apprendono le tecniche per diventare guardiani; é questo il palcoscenico del primo episodio della saga, e racchiuderà tutte le tipiche “usanze” di un college americano: la gara di popolarità, i pettegolezzi, le scappatelle, le festicciole a base di alcolici ecc…
Il romanzo é realmente una lettura semplice, senza tanti spunti riflessivi: l’impulsività, delle protagoniste e gli espedienti della narrazione si rivelano si una buona lettura, ma nulla di particolarmente “impegnativo”.
Per essere il primo capitolo di una saga é ben impostato, porta a conoscenza del lettore tutte le basi su cui sarà costruita la storia e soprattutto lo fa in maniera semplice e non troppo pesante per il lettore (niente pappone esplicativo su come vanno le cose nel mondo dei vampiri). Tre stelle buona la storia ma nulla di troppo eccezionale, mi auguro che il seguito di questa saga possa aggiudicarsi anche l’eccellenza, le basi ci sono, stiamo a vedere cosa ci propone il seguito “Morsi di Ghiaccio”.

Recensione: Evelyn Starr – Il diario delle due lune di Luca Azzolini e Francesco Falconi

Titolo: Evelyn Starr – Il diario delle due lune
Autore: Luca Azzolini e Francesco Falconi
Editore: Piemme
Pagine: 325
Prezzo: 14 €
Pubblicato il: Ottobre 2011

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 09 Gen 2012
Terminato il: 11 Gen 2012
Voto: 3/5

Recensione: “Dedicato ai giovani lettori”
Evelyn ha perso il padre quando aveva 5 anni, è caduto nel profondo burrone poco distante la sua casa, proprio dove c’è l’enigmatico arco BIANCO, il ponte che sparisce nelle nebbie del precipizio, un luogo legato a molte leggende e superstizioni, molte delle quali celano una spietata verità…
Una buona lettura per ragazzi, che cade un po’ troppo nei soliti clicché di questo genere, in cui tutto sembra tremendamente esasperato a rendere comico o facilmente assimilabile. Per quanto l’abbia trovata una buona lettura mi pare che sempre, inesorabilmente, il made in Italy per ragazzi debba essere una lettura scialba, spesso senza spessore, é un peccato perché ci sono le basi per una buona saga di libri sulla graziosa Evelyn e il mondo misterioso oltre il ponte, eppure lo si riduce al minimo indispensabile per renderlo adatto ai più piccoli o meglio per adattarlo a quello che il mercato ritiene degno dei giovani lettori (e vi garantiscono si sbagliano di grosso).
Tre stelle perché é davvero una bella avventura da leggere, dedicata però ad un pubblico dai 10 ai 14 anni (al massimo) una lettura semplice e avvincente dalla quale potrebbe anche nascere una buona saga per ragazzi (si spera un po’ meno infantilizzata).

Discovered! Libri tutti da scoprire! (#042)

Navigando per il web sono rimasta colpita dal libro che voglio farvi conoscere oggi: si tratta di un libro molto violento ispirato (diciamo che ne narra quasi appieno) da una storia vera. Spesso questo genere di storie mi attrae, non solo perché debbano essere ricordate e trasmesse ai posteri, ma anche perché spesso non si riesce a concepire che l’uomo può veramente compiere gesti così nefandi.

Titolo: La Ragazza della Porta Accanto
Autore: Jack Ketchum
Editore: Gargoyle
Pagine: 288
Costo: 17€
Sinossi: America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell’adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle Meg e Susan Loughlin si trasferiscono a vivere nella casa accanto, David è felice dell’opportunità di ampliare il proprio giro di amicizie, anche se Meg, che incontra per prima, è un paio d’anni più grande. I genitori delle due ragazze sono rimasti uccisi in un incidente d’auto, e le sorelle Loughlin sono state affidate alla vicina di David, Ruth. Ma Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denunce di Meg: l’unica speranza per lei e la sorella è nell’aiuto dell’amico David. Riuscirà a salvare le sorelle prima che sia troppo tardi?

Recensione: Nodo di Sangue di Laurell K. Hamilton

Titolo: Nodo di Sangue
Autore: Laurell K. Hamilton
Editore: Tea
Pagine: 388
Prezzo: 8,90 €
Pubblicato il: Marzo 2005

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 08 Feb 2012
Terminato il: 11 Feb 2012
Voto: 3/5

Recensione: “L’inizio della più famosa saga Urban Fantasy…”
La vita di Anita é tutt’altro che un romanzo: di notte risveglia i morti sotto forma di zombie, per lavoro, é conosciuta come “la sterminatrice” perché sulla coscienza ha ben 14 vampiri uccisi. Un modo di vivere poco tranquillo, ma che altro non é che la sua routine. In città si registrano dei misteriosi casi di omicidio, e le vittime sono tutte vampiri, Anita ha già fornito la sua consulenza alla polizia, ma la Master dei Vampiri della città vuole che lei risolva il caso…
Un poliziesco urban fantasy con le classiche componenti americane: “investigatrice” (o meglio risvegliante) privata che coopera non la polizia, e a cui verrà fatta una proposta che non potrà rifiutare. Anita é tutt’altro genere di fanciulla circondata dai vampiri, qui non abbiamo un’eroina romantica, ma una donna con una personalità forte e tutt’altro che pronta ad affrontare quello che la aspetta eppure disposta a tutto per superare ogni prova che le si pone davanti, ancor piú sottolineata da uno stile narrativo, tutt’altro che ricco di fronzoli, ma schietto e realista al massimo, tanto da credere che quella di zombie e vampiri siano parte reale della nostra società.
La Hamilton fonde gli stereotipi polizieschi americani, con il classico aspetto urban fantasy dei vari personaggi dei nostri incubi: il vampiro “classico” (niente sbarluccicume, solo vampiri forzuti che odiano croci, dormono nelle bare e sono terrorizzati dai paletti), una visione moderna del licantropo, che non é solo l’uomo lupo, ma investe anche altri tipi di animali, ed infine lo zombie essere che Anita si trova a risvegliare, trattandosi di una risvegliante e cioé, una persona che per lavoro fa tornare in vita i morti sotto forma di zombie, per risolvere casi o controversie.
Direi che concedo tre stelle a questo bel romanzo, non quattro perché mi aspettavo molto di piú da quella che nell’ambiente letterario “vapiristico” viene considerata la più grande saga del genere. Credo che però le mie aspettative saranno “colmate” con i prossimi romanzi, che dire… Stiamo a vedere che accade nel prossimo volume “Resti Mortali”.

Recensione: Firelight – La Ribelle di Sophie Jordan

Titolo: Firelight – La Ribelle
Autore: Sophie Jordan
Editore: Piemme
Pagine: 280
Prezzo: 15 €
Pubblicato nel: Gennaio 2012

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 04 Gen 2012
Terminato il: 09 Gen 2012
Voto: 4/5

Recensione: “Mai troppo Young e nemmeno eccessivamente Adult…”
Jacinda non é una normale ragazza, certo sua sorella gemella la vorrebbe una normalissima ragazza e anche sua madre che ormai ha addormentato il suo lato Draki la vorrebbe umana; Jace però non vuole essere normale, nemmeno ora che sono fuggite tutte e tre dal clan, lei ama essere Draki (mezza umana e mezza drago e poi lei è l’ultima del suo genere, una sputafuoco…
Lo stile soft permette una veloce (direi anche fulminea lettura) insomma ci fa riflettere poco ma ci trasporta in un mondo in cui le leggende e i miti continuano a convivere con l’uomo sotto diverse forme: i Draki esseri mezzi uomini mezzi Draghi che conservano le antiche doti tra cui il manifestarsi (ergo divenire uomini drago), i cacciatori di draghi (giuro che a nominarli così li vedo piú come quei trogloditi del film DragonHeart!) dediti alla caccia degli ultimi sopravvissuti e che rivendono il loro bottino agli Enkros degli strani esseri (per il momento restano figure non ben definite) che bramano possedere Draki e tutto ció che da essi arriva.
Quanto calore traspare dalle pagine di questo libro, la storia d’amore (perché parliamoci chiaro é per quello che vorrete leggere il libro) non é mai banale, stucchevole o troppo alla twilight: il romance ruota intorno a una serie di situazioni che circondano i protagonisti e che non fanno cadere nel troppo smielato o troppo banale la narrazione. Parliamo di un gran Young Adult, mai troppo Young e nemmeno eccessivamente Adult.
Quattro stelle (ci starebbe la lode ma è un Young Adult e non me la sento di portarlo al pari di un grande classico) consigliatissimo, intrigante al punto giusto, saprà abbrustolire i vostri istanti di solitudine perché vi bruceranno le pagine in mano e non per le scene hot: vi immedesimerete così facilmente con la protagonista da sentivi il fiato bollente e carico di fiamme!

Discovered! Libri tutti da scoprire! (#041)

Come libro del mese ho proposto “Battle Royale”, perché al cinema sta uscendo “Hunger Games”e quindi per restare in tema oggi vi propongo un libro che è stato spesso paragonato ad entrambe e che sinceramente è già nella mia wishlist da tempo. Questa volta però, stiamo parlando di un autore molto conosciuto…

Titolo: La Lunga Marcia
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 280
Costo: 9,90 €
Sinossi: Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore.., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King (Richard Bachman) poteva concepire…

Recensione: Dark Eden di Moira Young

Titolo: Dark Eden
Autore: Moira Young
Editore: Piemme
Pagine: 353
Prezzo: 17 €
Pubblicato nel: Novembre 2011

Info sulla mia lettura:
Iniziato il: 30 Dic 2011
Terminato il: 04 Gen 2012
Voto: 3/5

Recensione: “Avventura esaltante, ma scelta editoriale discutibile…”
In un futuro in cui il nostro presente é solo un ricordo sfuocato e non ben chiaro, in cui le città, gli aerei e perfino i libri sono meri artefatti del passato, ormai inutilizzati, l’umanità sopravvive come puó, le leggi sono dettate dai piú forti e furbi. Saba dovrà affrontare questo mondo di ingiustizie per ritrovare suo fratello.
Il viaggio di Saba per salvare il fratello rapito é lungo e tortuoso eppure riuscirà a forgiare un’eroina a cui nessun lettore potrà rimanere indifferente. Certo non avrebbe fatto male un po’ più di introspezione: le prove che affronta Saba richiedono uno stomaco di ferro e una volontà scolpita nell’anima, eppure gli strascichi che lasciano nella nostra protagonista sembrano pochi, niente incubi o sensi di colpa per le atrocità commesse (tante ragazze morte a causa sua, la sorella che passa dei mesi in balia di spietati padroni)? Possibile che il fine giustifichi i mezzi?
Si può certamente amare Saba lo stesso, ma a mio parere un po’ più di spessore in una ragazza di 18 anni sarebbe stato più realistico.
La scelta della traduttrice di adattare il testo italiano a quello inglese é stata a mio parere pessima, niente discorsi diretti chiari (virgolettature ecc…), uso scorretto delle tempistiche verbali, e altre piccoli strumenti per rendere rude la scrittura, sono state a mio parere una scelta pessima, l’autrice voleva far trasparire dal testo come la stessa lingua parlata fosse quasi andata perduta e fosse rimasta solo a livello orale, ma vi garantisco che in alcuni punti si é rivelata troppo pesante o comunque di poco conto.
Insomma una bellissima avventura quella di Saba, ma che si aggiudica solo tre stelline, troppo brutta la scelta di tradurre in malo modo, eppure garantisco che é una di quelle letture che vi lascerà più volte con il fiato sospeso! Da leggere sempre che il testo non vi risulti troppo sconclusionato, quindi prima dell’acquisto darei una bella sfogliata!

Il Libro del Mese: Battle Royale di Koushun Takami


Inauguriamo oggi una nuova rubrica del blog, si tratta del libro del mese: un titolo scelto tra le mie letture, un libro, ripescato dalla librerie e che vi consiglio per ogni mese dell’anno, per rinfrescare la memoria o per scoprire una lettura che vi era sfuggita.
In questi giorni in cui nelle sale cinematografiche italiane sta arrivando “Hunger Games” non posso esimermi dal consigliarvi come libro di questo mese “Battle Royale”. Lo so, rischio di ripetermi, ma vi garantisco che se avete amato “HG” non potete non leggerlo! Le regole sono semplici, una classe di 42 studenti, un’isola, tre giorni di tempo, uno zaino contenete cibo, acqua e un’arma a sorpresa: scopo del gioco, al termine del terzo giorno ne deve sopravvivere solo uno!
Conflitti, amori, speranze, incomprensioni e odio divengono un mix micidiale in uno dei più grandi Best Seller Nipponici che ha ispirato anche due film e un manga (fumetto).

Titolo: Battle Royale

Autore: Koushun Takami

Editore: Mondadori

Pubblicato nel: Luglio 2009

Pagine: 663

Costo: 12 €

Recensione: Leggi la mia Recensione

Sinossi: Repubblica della Grande Asia dell’Est, 1997. Ogni anno una classe di quindicenni viene scelta per partecipare al Programma; e questa volta è toccato alla terza B della Scuola media Shiroiwa. Convinti di recarsi in una gita d’istruzione, i quarantadue ragazzi salgono su un pullman, dove vengono narcotizzati. Quando si risvegliano, lo scenario è molto diverso: intrappolati su un’isola deserta, controllati tramite collari radio, i ragazzi vengono costretti a partecipare a un “gioco” il cui scopo è uccidersi a vicenda. Finché non ne rimanga uno solo… Edito nel 1999, “Battle Royale” è un bestseller assoluto in Giappone, il libro più venduto di tutti i tempi; diventato fenomeno di culto, ha ispirato celebri film, manga sceneggiati dallo stesso Takami e videogiochi. Scritto con uno stile insieme freddo e violento, “Battle Royale” è un classico del pulp, un libro controverso e ricco di implicazioni, nel quale molti hanno visto una potente metafora di cosa significhi essere giovani in un mondo dominato dal più feroce darwinismo sociale.

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